martedì 30 marzo 2010

Uno studio rivela che la medicina tradizionale minaccia 101 specie di primati

I primati sono un’ordine molto ampio, di cui fa parte, tra gli altri, anche l’uomo. I suoi rappresentanti sono miliardi, e le specie che si possono contare oggi sono 630. Peccato però che la metà di queste rischia di estinguersi nell’arco di pochi decenni. A lanciare l’allarme è il Primate Specialist Group dell’Iucn, che indica il paradosso che vuole l’uomo come unico primate a continuare ad aumentare di numero, fino a raddoppiare i propri rappresentanti nel giro di poco più di un decennio, mentre tutte le altre specie vedono diminuire i propri esemplari, fino al rischio di sparizione definitiva per 300 di esse. Tra queste, ben 25 rischiano di diventare solo un ricordo in un lasso di tempo davvero breve. Ma sotto accusa c’è anche la caccia illegale, sia per scopi medici, sia per altri obiettivi come le pellicce o la carne. A questo si aggiunge anche l’esportazione illegale di specie protette, come il presbite dalla testa bianca, una specie di scimmia che vive nel nord-est del Vietnam, e che oggi non conta più di 60-70 individui, i quali sono stati dimezzati in soli 5 anni.
Uno studio scientifico, pubblicato sulla rivista britannica "Mammal Review", inoltre afferma che anche la medicina popolare tradizionale rappresenta una minaccia per il futuro di decine di primati in tutto il mondo. Secondo la ricerca tra le 390 specie prese in esame, almeno 101 vengono uccise per utilizzare parti del loro corpo in pratiche popolari e tradizionali e in riti magici e religiosi. In Bolivia per esempio - riferisce lo studio condotto dal professor Romulo Alves dell'università di Paraiba (Brasile) - il cebo dai cornetti (un primate della famiglia dei Cebidi, ndr) rappresenta la panacea di tutti i mali e viene utilizzato per curare la febbre, la tosse, il raffreddore e i dolori reumatici. In India, una credenza popolare molto diffusa ritiene che il sangue dei macachi aiuti a combattere l'asma, mentre gli occhi dell'entello delle pianure settentrionali, racchiusi in un amuleto, diano maggiore coraggio a chi lo indossa. In Sierra Leone si è invece convinti che un piccolo frammento di osso di scimpanzè legato intorno alla cintura o al polso di un bambino lo renda più forte da adulto. "Malgrado le leggi, l'utilizzazione e il commercio delle specie per uso medico persiste", denuncia Alves sottolineando come queste pratiche, molto diffuse in alcune regioni della terra, accelerino l'estinzione di numerose specie.
Fonte: Leonardo/Apcom

giovedì 25 marzo 2010

Fao: deforestazione in calo ma resta allarmante

La deforestazione diminuisce a livello globale, ma rimane allarmante in molti paesi secondo il nuovo nuovo rapporto Valutazione delle Risorse Forestali Mondiali 2010 presentato dalla FAO. A livello mondiale, nel decennio 2000-2010, ogni anno circa 13 milioni di ettari di foreste sono stati convertiti ad altro uso, o sono andati perduti per cause naturali, rispetto ai circa 16 milioni di ettari l'anno perduti nel decennio precedente. Questi sono alcuni dei risultati a cui è giunto il rapporto della FAO Valutazione delle Risorse Forestali Mondiali 2010, lo studio (che copre 233 paesi e territori) più attendibile ed esaustivo sinora disponibile sulle risorse forestali del pianeta. "Per la prima volta, siamo in grado di mostrare che il tasso di deforestazione è diminuito a livello globale grazie ad interventi concertati fatti sia a livello locale che internazionale", dice Eduardo Rojas, Vice Direttore Generale della FAO, del Dipartimento Foreste. "I Paesi non solo hanno fatto passi avanti per quanto riguarda le politiche e le leggi forestali, ma hanno anche messo a disposizione delle comunità locali e delle popolazioni indigene l'uso delle foreste, anche per la conservazione della diversità biologica e per altre funzioni ambientali.
Il Brasile e l'Indonesia, che negli anni '90 registravano la più alta perdita netta di foreste, hanno ridotto in modo significativo i loro tassi di deforestazione. La superficie forestale totale nel mondo copre poco più di quattro miliardi di ettari, vale a dire il 31% del totale della superficie terrestre. Le perdite più estese si rilevano in Sudamerica ed in Africa, rispettivamente con 4 milioni di ettari e con 3,4 milioni di ettari. Anche l'Oceania ha subito una perdita netta, in parte dovuta alla grave siccità dell'Australia a partire dal 2000. L'Asia invece, nell'ultimo decennio ha registrato un guadagno netto di circa 2,2 milioni di ettari l'anno, dovuto in buona parte ai programmi di rimboschimento su larga scala attuati in Cina, in India e in Vietnam, che negli ultimi cinque anni sono riusciti ad espandere l'area forestale per un totale di quasi quattro milioni di ettari. In Nord America ed in America Centrale la superficie forestale è rimasta abbastanza stabile, mentre in Europa ha continuato ad espandersi, sebbene ad un tasso meno rapido rispetto al passato.
Fonte: Apcom

lunedì 22 marzo 2010

E' l'ora della terra, record di adesioni di paesi e regioni del mondo

Record di adesioni di paesi e regioni del mondo all'edizione 2010 della manifestazione "Ora della Terra" del Wwf. A 5 giorni dall'evento, infatti, hanno gia' aderito centinaia di citta' in oltre 110 nazioni del mondo,
contro gli 88 Paesi dell'edizione precedente, e nuove iniziative e testimonianze si sommano di ora in ora. Questo dimostra, afferma il Wwf, "che esiste una volonta' globale che vuole combattere i cambiamenti climatici". Per la prima volta, spegneranno le luci, tra gli altri, la remota isola del Madagascar, il Kossovo, il Nepal, l'Arabia Saudita, il Qatar, la Mongolia, la Cambogia, la Repubblica Ceca, la Giordania, il Paraguay, l'Ecuador e la Mauritania. Anche la Tokyo Tower, la Porta di Brandeburgo di Berlino, l'Hiroshima Peace Memorial e per la prima volta anche il Ponte sul Bosforo a Istanbul, che collega l'Asia all'Europa, resteranno al buio insieme a tutti i Paesi del G20.

L'Ora della Terra Earth Hour 2010

Il 27 marzo dalle 20.30 alle 21.30 sarà nuovamente l'Ora della Terra. Grazie al WWF torna liniziativa che farà spegnere in tutto il mondo le luci dei monumenti, palazzi, negozi, appartamenti. Comunità, scuole, singole case. “Il 27 marzo dalle 20.30 alle 21.30

Totti per il WWF Earth Hour 2010


Il 27 marzo dalle 20.30 alle 21.30 sarà nuovamente l'Ora della Terra. Grazie al WWF torna liniziativa che farà spegnere in tutto il mondo le luci dei monumenti, palazzi, negozi, appartamenti. Comunità, scuole, singole case. Il Capitano della Roma, Francesco Totti, con un messaggio è al fianco del WWF.

venerdì 19 marzo 2010

Pulizia straordinaria per i basalti colonnari di Acicastello

Stamani pulizia straordinaria per i basalti colonnari di Acicastello, a cura dell'associazione culturale Centro Studi Acitrezza e con la collaborazione degli studenti dell'Istituto Comprensivo "R. Rimini" di Acitrezza per dare un ulteriore segnale di valorizzazione dei luoghi, in attesa dell'inaugurazione prevista nelle prossime settimane e per cercare di coinvolgere i giovani trezzoti nella tutela del territorio. Il CSA non è nuovo a questo tipo di iniziative che da otto anni contraddistinguono l'operato dell'associazione a tutela e valorizzazione del territorio di Acitrezza. Questa attività fà seguito al sopralluogo sul Lungomare di Acitrezza del sindaco di Aci Castello, on. Filippo Drago, del suo vice, Sebastiano Romeo dell’assessore Anna Grasso e dei consiglieri comunali Antonio Guarnera, Paolo Castorina, Nello Zappalà e Carmelo Scandurra, nella zona dove insistono i mitici basalti colonnari, finalizzato alla verifica dello stato dei lavori di riqualificazione e valorizzazione delle rare formazioni laviche.
Nel 2002, il Centro Studi Acitrezza promosse una raccolta di firme sollecitata dall’attuale consigliere comunale Guarnera e che fruttò 1800 consensi da parte degli abitanti di Acitrezza. La Sovrintendenza di Catania elaborò quindi un progetto affidato all’ing. Franco La Fico Guzzo (direttore dei lavori) e al Rup, ing. Sebastiano Fazzina, finalizzato alla rimozione dei detrattori ambientali sui basalti colonnari e alla loro giusta valorizzazione. Dal momento del suo insediamento, l’attuale Amministrazione Comunale, guidata dal sindaco Drago, ha sollecitato la ditta incaricata per il completamento dei lavori relativi ai basalti colonnari, considerato anche il rallentamento che gli stessi avevano precedentemente subito. La zona è di grande interesse turistico considerato che, anticamente, rappresentò lo scalo dei Malavoglia. Il prof. Giuseppe Palumbo, ex docente della scuola media “Giovanni Verga” di Aci Castello, negli anni scorsi ha coinvolto gli studenti nell’approfondimento di specifici studi sulle formazioni basaltiche che danno vita ai basalti colonnari.
I basalti colonnari sono maestose formazioni basaltiche la cui presenza evidenzia nel territorio un'attività eruttiva submarina o la presenza di antichi vulcani ormai spenti. Oltre che nel territorio di Acitrezza si possono ammirare nelle gole dell 'Alcantara, a Motta S. Anastasia dove formano uno straordinario Neck, residuo di un antico vulcano, ormai estinto, ad Antrim nell'irlanda del Nord, dove hanno originato il famoso "Selciato dei giganti" e nell'isola scozzese di Staffa, nella grotta di Fingal.
Via: Ecodellaci

giovedì 18 marzo 2010

Centrali nucleari a rischio negli Usa: 1 su 4 ha perdite di materiale radioattivo

«Il nucleare dimostra anche negli Stati Uniti di non essere sicuro e di non poter andare avanti se non attraverso l’aiuto pubblico e pesando sulle spalle dei contribuenti...» spiega Andrea Lepore, responsabile campagna Nucleare per Greenpeace. Mentre si parla impropriamente di ‘rinascita nucleare’, la maggior parte dei Paesi con impianti nucleari attivi cerca di prolungarne la vita utile, anziché costruirne nuovi.
L’Associated Press ha recentemente riportato che almeno 27 dei 104 reattori nucleari in tutti gli Stati Uniti stanno perdendo i livelli potenzialmente pericolosi di trizio nelle acque sotterranee intorno agli impianti. La portata del problema è emersa dopo la recente scoperta di una perdita nello stabilimento di Vermont Yankee. Secondo l’Associated Press, nuovi test hanno dimostrato che i livelli di trizio nei pozzi a Vernon, sono più di tre volte e mezzo sopra il livello di sicurezza federale. Questo caso scoppia proprio quando il presidente Obama si ritrova a parlare di energia nucleare, invitando a “costruire una nuova generazione di centrali nucleari sicure e pulite”, e dopo lo stanziamento di oltre a 54,5 miliardi dollari destinati a progetti nucleari.
Vermont Yankee non è il primo caso di una centrale nucleare Usa che perde trizio, rivela l’articolo. Il primo caso risale al 1990, quando delle fughe si sono registrate nella centrale di Braidwood in Illinois, che ha contaminato i pozzi locali. L’impianto di Oyster Creek di Ocean County, New Jersey, è stato scoperto che perdeva trizio solo l’anno scorso, pochi giorni dopo l’approvazione del progetto della Exelon (proprietaria della centrale dell’Illinois), la quale ha vinto un’estensione della licenza per 20 anni.
Fonte: Greenpeace/Leonardo

lunedì 15 marzo 2010

Assalto degli oranghi di Greenpeace ad una nave carica di biodiesel

Alle prime luci dell’alba di ieri, tre gommoni di Greenpeace sono partiti dall’ammiraglia Rainbow Warrior per ‘assaltare’ la nave Bunga Melati, attraccata al porto di Genova e carica di biodiesel appartenente alla multinazionale Wilmar. Gli attivisti travestiti da oranghi, specie minacciata dalla deforestazione, hanno fissato con dei magneti sulla fiancata della nave uno striscione con la scritta: ”Taglia la CO2, non le foreste”. 

Il biodiesel si ottiene dall'olio di palma e Chiara Campione, responsabile della campagna Foreste di Greenpeace Italia, riferisce che ogni giorno in Italia arrivano su navi come queste prodotti provenienti dalla distruzione di uno degli ultimi polmoni del pianeta. «L’espansione delle coltivazioni industriali di palma da olio per la produzione di beni di consumo come saponi, cioccolata, carta e persino biodiesel - denuncia Chiara Campione - sta distruggendo le ultime foreste torbiere indonesiane, decimando gli ultimi oranghi e intossicando il clima del pianeta». 

Il carico della Bunga è destinato all’azienda italiana produttrice di biodiesel Oxem s.p.a. Approfittando della diffusa preoccupazione, a livello internazionale, per la salute del clima del pianeta, multinazionali come Wilmar promuovono l’olio di palma come una soluzione ecologica per la produzione di biodiesel. Ma bruciare le foreste per produrre “benzina verde” non può essere la soluzione per combattere i cambiamenti climatici. 

Ad accelerare questo processo, anche la legge europea che prevede, entro il 2020, la sostituzione del 10% del totale dei consumi di carburante con biodiesel. “Serve un’immediata moratoria sulla conversione delle foreste torbiere in piantagioni industriali di palma da olio. Tutte le aziende che non la sosterranno saranno direttamente responsabili del più grave dei crimini ambientali. Soltanto proteggendo gli ecosistemi forestali in Indonesia possiamo salvare gli ultimi oranghi dall’estinzione e il clima del pianeta dal collasso”,conclude Campione.

Fonte: Italianotizie

La Provincia di Ancona promuove gli ecopannolini

La Provincia di Ancona lancia, dal prossimo mese, una campagna informativa per promuovere l'uso degli ecopannolini. Da molti anni sono in vigore i pannolini usa e getta che vengono utilizzati sino ai tre anni di età, secondo le regole suggerite dalla moderna pediatria. Ogni bimbo consuma in tre anni più di 6.000 pannolini e, come ha dichiarato Greenpeace, produce circa una tonnellata di rifiuti che si degraderanno in diverse centinaia di anni. Per produrre i pannolini usa e getta vengono abbattute decine di alberi, consumate materie prime, energia ed acqua. Nasce così l’eco-pannolino, un prodotto simile a quello già in commercio che si usa e si getta, ma attento all’ambiente e ai risparmi dei neogenitori. Il nuovo pannolino contiene una sorta di patina che può essere rimossa dal resto dell’involucro e lavata molte volte. Si compone di fibre assorbenti che lasciano traspirare la pelle, è lavabile ad una temperatura tra i 40 ed i 60 gradi, senza l’aggiunta di ammorbidenti, sbiancanti o disinfettanti. L'Ente spedira' un buono per il consumo di un kit gratuito di confezione di ecopannolini alle famiglie della provincia che hanno un neonato con lo scopo di stimolare la prova di questo prodotto. Gli ecopannolini potranno essere provati prima, e acquistati poi, nelle farmacie anche se la Provincia sta cercando di promuovere questa iniziativa anche nella grande distribuzione commerciale.
Gli ecopannolini sono composti da due parti, una con un velo di cotone, biodegradabile, che viene gettata nel water, e un'altra parte, invece, che ha le funzioni della mutandina per i bambini, lavabile e riciclabile, che puo' essere riutilizzata. ''Nel mondo, vengono consumati 18 milioni di pannolini 'usa e getta' - spiega l'assessore all'Ambiente della Provincia di Ancona, Marcello Mariani - pari al 10% del totale dei rifiuti prodotti. Promuovere una minore produzione di rifiuti e' certamente uno dei nostri obiettivi principali''. E' stato stimato che, con l'uso degli ecopannolini, si risparmiano circa 900 chili di rifiuti per ogni bambino e circa 900 euro per l'acquisto di questi prodotti.
Via: Adnkronos

venerdì 12 marzo 2010

Pinguino nero scoperto in Antartide

Immortalato sull’isola di South Georgia, in Antardite, è un raro esemplare di pinguino nero. Già i pinguini erano conosciuti per il loro piumaggio simile ad uno smoking, ma questo esemplare ha le piume monocromatiche. A scovare il singolare uccello è stato Andrew Evans, fotografo della rivista National Geographic, che non ha potuto credere ai suoi occhi quando ha visto il primo pinguino completamente nero.
La foto ha già fatto il giro del web, suscitando ipotesi e supposizioni dei biologi di tutto il globo, in quanto la possibilità di scoprire una variazione genetica come questa è molto rara (una su un milione). Inoltre non sembra essere frutto di una malattia, visto che questo pinguino ha tutta l’aria di essere un esemplare in ottima forma.
Se non è una novità che tra gli uccelli variopinti ci siano spesso delle variazioni di colore, il melanismo è fenomeno estremamente raro, ha spiegato il biologo Alan Baker dell'università di Toronto. In questo specifico caso i depositi di melanina sono presenti in parti del corpo del pinguino nero che normalmente non si trovano in natura. I geni sono probabilmente i responsabili per la sovraproduzione della sostanza, che colora piume o pelliccia. I ricercatori, tuttavia, non escludono anche altri fattori per l'inconsueto abito. Ciononostante, il fenomeno tra i pinguini è talmente raro che finora non esiste alcuno studio scientifico in merito.
Fonte: Corriere della Sera

mercoledì 10 marzo 2010

I Dna delle foreste conservati a Cittaducale

L'archivio del Dna Forestale prevede la raccolta e la conservazione del patrimonio genetico delle specie arboree presenti in una o piu' regioni, integrata con informazioni di tipo biologico, ecologico e molecolare e la messa a disposizione della comunita' scientifica internazionale di dati e aliquote del materiale. In particolare, ogni campione e' corredato da un codice numerico identificativo sia del Dna sia del campione di erbario opportunamente realizzato per costituire una testimonianza tangibile delle caratteristiche morfologiche dell'individuo raccolto. 

I dati vengono inseriti in un sistema informatico, a disposizione anche di altri istituti di ricerca e di altre banche del Dna, ed entro marzo sara' aperto un sito Internet con alcune informazioni disponibili a chiunque. La banca centrale, ospitata nelle strutture dell'Universita' della Tuscia, Dipartimento di tecnologie, ingegneria e scienze dell'Ambiente e delle Foreste (DAF) e' il risultato di una convenzione con il Corpo Forestale dello Stato, in particolare con la scuola del Corpo, e vede la collaborazione di vari attori come il consorzio universitario Sabinas Universitas di Rieti, la fondazione Varrone e la partecipazione dei varie enti locali quali provincia e comune di Rieti, regione Lazio che intervengono periodicamente. 

La Banca centrale del Dna assume un'importanza particolare quest'anno, il 2010, l'anno della biodiversita', ne' va trascurato il suo ruolo di sentinella, per segnalare specie a rischio di estinzione. La banca, al suo secondo anno di attivita', ha inventariato fino ad oggi 1.400 campioni di Dna di una sessantina di specie forestali, raccolte non solo in Italia ma in vari paesi del Mediterraneo e si propone di diventare il punto di riferimento a livello mondiale in questo campo specifico in forza di scambi con altri istituti analoghi sparsi nei cinque continenti.  

Al codice numerico corrispondono su un database una serie di informazioni, una sorta di carta di identita' del vegetale, in quanto esiste "un diritto alla identita' delle piante" spiega ancora Landi. Le informazioni di ogni pianta riguardano la specie (nomenclatura scientifica), provenienza (regione, provincia e localita' di raccolta), descrizione del popolamento, descrizione della stazione (esposizione, regime termico, ecc), coordinate Gps, caratteristiche dendrometriche (volume dei fusti, biomassa legnosa, ecc), foto, data di raccolta e riferimenti identificativi di chi ha raccolto il campione.

Ma i campioni piu' numerosi della banca centrale del Dna Forestale riguardano le querce, tra queste c'e' anche una specie protetta che e' un ibrido naturale ovvero il risultato di un incrocio tra due individui appartenenti a specie diverse: oltre 100 campioni che provengono da ogni parte d'Italia, dal Trentino alla Sicilia.

Via: Adnkronos

martedì 9 marzo 2010

Il più grande pannello solare al mondo è un trimarano

Planet Solar è il più grande pannello solare al mondo ed è un trimarano. È stato presentato nei giorni scorsi all’arsenale HDW di Kiel, in Germania, dal proprietario e dagli skipper Raphael Dmojan, svizzero, e Gerard d’Aboville, francese. Progettata da Knierim Yachtbau, questa specialissima imbarcazione ad energia solare ha una forma futuristica, è lunga 31 metri, larga 15 e alta 7,5. E' costata 18 milioni di euro, ricava tutta l’energia che gli serve per navigare a una velocità media di 15 nodi (circa 15 chilometri all’ora) dai circa 500 metri quadrati di pannelli fotovoltaici che ne tappezzano la superficie. Il trimarano solare batte bandiera svizzera, ed è stato costruito con il sostegno del Dipartimento federale degli affari esteri e dai Cantoni di Vaud e Neuchâtel con lo scopo di attirare l’attenzione sulle energie rinnovabili. Finora l’energia solare è stata usata dalle grandi imbarcazioni semmai come ausiliaria, come nel caso di Auriga Leader, la nave da carico giapponese sulla quale i pannelli fotovoltaici alimentano le luci e gli impianti necessari per la vita di bordo. Ma PlanetSolar è un’altra cosa. Il progetto è davvero ambizioso: circumnavigare la Terra con un imbarcazione che usa la sola energia solare. Facile a dirsi ma molto più complesso a farsi. Per ora hanno realizzato il trimarano e progettato il viaggio a partire dal 2011, Raphael Domjan, presidente di PlanetSolar e anche colui che materialmente intraprenderà l’avventura. La circumnavigazione del globo durerà circa 40.000 chilometri e 140 giorni. A bordo, oltre ai soli due uomini che bastano a governare l’imbarcazione, si alterneranno essenzialmente giornalisti. Tappe sono previste a New York, San Francisco, Darwin in Australia, Hong Kong, Singapore, Abu Dhabi e Marsiglia.
Via: Blogeko

lunedì 8 marzo 2010

Messina, eco-pass dal 1° Giugno

Nell’ambito delle misure dell’emergenza ambientale nel settore del traffico e della mobilità, il Commissario Delegato secondo quanto previsto dall’O.P.C.M., l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3633, on. Giuseppe Buzzanca, ha formalizzato il provvedimento che introdurrà, in via sperimentale, dal prossimo 1°  Giugno il cosiddetto “eco-pass”. Saranno 4 le zone a traffico limitato per attraversare le quali bisognerà pagare un ticket: il “serpentone” della rada San Francesco, via San Raineri (dal molo Norimberga) fino all’incrocio col cavalcavia, via Luigi Rizzo (uscita molto Rizzo) per il solo tratto adiacente al piazzale Campo delle Vettovaglie, la “chiocciola” dell’approdo di Tremestieri. Per la circolazione in queste aree, autovetture, autocarri, autobus, autotreni ed autoarticolati dovranno pagare un ticket secondo le seguenti tariffe:
  • 1,50 euro per le autovetture (2,50 euro andata e ritorno),
  • 5 euro per autocarri e autobus (9 euro andata e ritorno),
  • 10 euro per autotreni e autoarticolati (18 euro andata e ritorno).
L’esenzione totale è prevista nella fascia oraria compresa tra le 22 e le 7 del mattino seguente nei giorni feriali e dalle 7 alle 22 nei giorni festivi. Esentate dal pagamento in qualsiasi fascia oraria, le vetture condotte da residenti nei comuni delle province di Messina e Reggio Calabria (da accertarsi mediante l’esibizione della patente di guida), oltre ai veicoli di servizio delle Forze dell’Ordine, Forze Armate, Vigili del Fuoco e dei servizi di soccorso, nonché i veicoli adibiti a trasporto di persone con limitata o impedita capacità motoria, naturalmente muniti di specifico contrassegno. Gli introiti del tiket, in base alle indicazioni del consiglio comunale e provinciale, verranno destinate alla realizzazione di interventi, servizi ed opere connessi alla funzionalità del sistema di mobilità ed al miglioramento delle condizioni ambientali e di vivibilità generale della città, per la messa in sicurezza dell’intero territorio messinese e per la ricostruzione delle zone colpite dalle alluvioni del 2008 e del 2009.
Fonte: Saluteme

domenica 7 marzo 2010

7 Marzo 2010: terza giornata delle ferrovie dimenticate

La giornata di oggi è stata dedicata alla riscoperta del patrimonio ferroviario minore, con oltre 60 eventi che si son svolti in tutta Italia. L’idea di ricordare gli antichi percorsi ferroviari in una giornata dedicata, nasce da Co.Mo.Do, la Confederazione per la mobilità dolce, formata da una serie di associazioni che lavorano per una mobilità «parallela» a quella veicolare. Gli obiettivi della Terza Giornata nazionale delle ferrovie dimenticate sono:



  • tenere viva nella memoria, anche delle giovani generazioni, il significato e l’importanza del patrimonio ferroviario;
  • tenere attive e valorizzare le ferrovie secondarie come vettori della mobilità dolce;
  • trasformare le linee ferroviarie definitivamente dismesse in piste ciclopedonali, come avviene in molti Paesi d’Europa, mantenendo vivo il loro ricordo.
Co.Mo.Do. è una confederazione di Associazioni che si occupano di mobilità alternativa, tempo libero e attività outdoor con mezzi e forme eco-compatibili. Obiettivi di Co.Mo.Do sono la costruzione e la promozione di una rete nazionale di mobilità dolce che abbia come requisiti fondamentali:
  •  il recupero delle infrastrutture territoriali dismesse (ferrovie, strade arginali, percorsi storici ecc.); 
  •  la compatibilità e l’integrazione fra diversi utenti; 
  •  la separazione dalla rete stradale ordinaria, o in certi casi la protezione della mobilità dolce sulle strade promiscue con i mezzi motorizzati a bassa intensità di traffico; 
  •  l’integrazione con il sistema dei trasporti pubblici locali e con la rete dell’ospitalità diffusa. 
Trovate il programma completo della Giornata delle Ferrovie Dimenticate collegandovi a questa pagina.

Fonte: WWF Italia

venerdì 5 marzo 2010

Rifiuti in Campania: l'Europa condanna l'Italia, Bertolaso commenta

La Corte di giustizia europea ha condannato l'Italia sul caso dei rifiuti in Campania per la violazione della direttiva Ue. Nella sentenza pronunciata ieri i giudici del Lussemburgo hanno accolto il ricorso presentato dalla Commissione europea nel
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