lunedì 8 febbraio 2010

Emergenza rifiuti nel catanese

Si aggrava l’emergenza rifiuti nel catanese dove la raccolta dell’immondizia è ferma da diversi giorni. I fondi di rotazione per ripianare i debiti degli Ato del comprensorio etneo non hanno funzionato. E così, nei 18 paesi dell’Ato3 Simeto Ambiente, si è riproposta l'ennesima scena: sciopero dei netturbini in attesa degli stipendi arretrati e rifiuti accalcati nuovamente agli angoli delle strade.
Una delle situazioni più gravi resta a Paternò, dove nella notte sono stati incendiati anche dei cassonetti. Piccole discariche in pieno giorno che paventano un’emergenza tipo quella campana, nonostante i cittadini paghino salate bollette per la raccolta dei rifiuti. I rischi per la salute esistono e, anche se non sono rappresentati dai sacchetti e dai cumuli di spazzatura, vanno ricercati negli incendi appiccati ai cumuli di spazzatura. L’Unione Europea ha recentemente condotto uno studio sugli effetti della diossina sulla salute e ha dimostrato che “l’incenerimento fai-da-te di una sola tonnellata di rifiuti urbani indifferenziati produce una media di 400 microgrammi di diossina, ma può arrivare a picchi che superano i 1.000 microgrammi per tonnellata”. Una quantità di diossina davvero preoccupante che aumenta significativamente il livello di rischio-tumori, avvelena terreni e acqua e provoca numerose malattie. Numeri di un’emergenza sanitaria che non può essere verificata in tempi brevi: gli esperti sono concordi nel ritenere che gli effetti nocivi della diossina sulla salute pubblica saranno verificabili solo tra anni.

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