domenica 28 febbraio 2010

A Matera la prima autovettura elettrica della Polizia di Stato

Una mini-volante elettrica della Polizia a Matera. La prima autovettura elettrica per i servizi operativi della Polizia di Stato, ecologica, piccola, silenziosa e con tutti gli strumenti adatti al controllo del territorio e' stata presentata ieri in Basilicata presso il Cinema comunale, nell'ambito della "Giornata dell'ambiente e della sicurezza". Proprio per coniugare sicurezza e ambiente, la regione Basilicata ha donato alla questura di Matera l'autoveicolo ecologico che, per le sue caratteristiche, verra' utilizzato per il pattugliamento dei vicoli del centro storico della citta', chiusi al traffico, e nelle zone a traffico limitato.
La nuova "volante", costruita da una società di Varese ha, tra le sue peculiarità, quella di essere estremamente agile e quindi capace di girare anche per le strade più anguste tipiche del centro storico di Matera. Inoltre ha anche il vantaggio di non inquinare e, cosa non da poco, di essere economica: il "pieno" infatti costa appena 50 centesimi e con una presa normale servono circa 5-6 ore di tempo per caricarsi, mentre l'autonomia è di 70 chilometri.
Fonte: Adnkronos

sabato 27 febbraio 2010

Antartide: gigantesco iceberg alla deriva

Un gigantesco iceberg e' alla deriva al largo dell'Antartide. Si e' staccato dal ghiacciaio Mertz, nel territorio di competenza australiana. Lo rende noto il centro di ricerca australiano Antarctic Climate and Ecosystems, precisando che e' stato scoperto da una ricerca congiunta condotta con la Francia. L'iceberg e' lungo 78 km ed ha una superficie di 2.550 km quadrati e si e' distaccato dopo essere stato urtato da un altro iceberg lungo 97 km. Non c'é nessun nesso tra il distacco dell'iceberg dal ghiacciaio antartico Mertz e il riscaldamento globale. Massimo Frezzotti, responsabile delle attività di Glaciologia del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (Pnra) ha osservato che si tratta d'un fenomeno simile a quello avvenuto nel 2005 nel ghiacciaio Drygalski, in seguito all'impatto del grande iceberg B-15A. In passato un altro iceberg si è distaccato dal ghiacciaio Mertz, "probabilmente anche in quell'occasione per l'urto di un altro iceberg. Il distacco di un iceberg - rileva Frezzotti - è un evento che avviene ciclicamente" ed era atteso. Lo stesso Frezzotti, che ha studiato il ghiacciaio fin dagli anni '90, aveva previsto un evento simile. La novita' è che il gruppo franco-australiano dell'Antarctic Climate and Ecosystems (Ace) ha deciso di osservare da vicino il ghiacciaio Mertz nell'ambito di un programma a lungo termine teso a capire i processi che regolano la circolazione delle correnti e delle acque dolci e salate attraverso gli oceani: eventi cruciali nel regolare il clima globale.
Fonte: Ansa

Emergenza Lambro. Bertolaso: «Pericolo scongiurato per l'Adriatico»

«In Adriatico non credo arriverà nemmeno una goccia di olio e penso che questo sia l’obiettivo principale». Il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, ha fatto il punto sull'emergenza Lambro al vertice in Prefettura tenutosi a Milano con le autorità locali. «Al momento siamo tranquilli, le verifiche le stiamo facendo, le analisi le stiamo facendo, i blocchi per arginare la macchia d’olio li abbiamo messi. Ripeto: non credo che in Adriatico arriverà neppure una goccia d’olio». Roberto Formigoni annuncia che Arpa Lombardia ha presentato una denuncia alla Procura di Monza nei confronti dell’azienda Lombarda Petroli di Villasanta per gravi inadempienze e perché non poteva tenere quella quantità di gasoli. «Siamo di fronte a un atto di ecoterrorismo e di odio - dice il governatore -, mani esperte hanno voluto recare danno al nostro territorio e alla nostra gente».
Ci sono i risultati dell’analisi dell’Arpa Emilia Romagna a scongiurare il rischio di inquinamento. «Sulle acque del Po, secondo i prelievi fatti sia a un metro, sia a due e tre metri di profondità fortunatamente non ci sono dati allarmanti: tutte le analisi sono nell’ambito della norma». E questo, sottolinea il capo della Protezione civile è un buon segnale, una conferma che le azioni messe in campo dall’altra mattina lungo il fiume, sono state efficaci. E tempestive. «Non abbiamo assolutamente sottovalutato la vicenda - aggiunge Bertolaso -. È noto che la Protezione civile è materia concorrente. Noi interveniamo quando ce lo chiedono gli enti locali e quindi la gestione di quanto accaduto, per le prime 48 ore è stata di loro competenza, di prefetture, province e regioni».
Fonte: Il Sole 24 Ore

Stop alle auto domenica 28 febbraio in 80 Comuni del nord d'Italia

Domenica 28 febbraio anche a Ravenna le auto saranno off limits. Insieme ad altri 80 sindaci del nord Italia, infatti, Fabrizio Matteucci ha aderito alla proposta lanciata dai colleghi di Milano e Torino. L’iniziativa di blocco del traffico offre al Sindaco di Ravenna l’occasione di lanciare una proposta decisamente innovativa e destinata a far discutere: chiedere alla regione la possibilità di sperimentare a Ravenna, tutte le domeniche da gennaio a marzo 2011, un blocco totale del traffico, senza deroghe.
Il blocco del traffico di domenica 28 febbraio ha messo d'accordo tutti i sindaci che hanno partecipato ad una riunione di Milano, durante la quale un'ottantina di Comuni, tra cui Ravenna, hanno dato vita al Coordinamento permanente dei sindaci della Pianura Padana.
In effetti, anche a Ravenna, come nel resto della pianura Padana quest’anno è emerso con particolare gravità il problema dell’inquinamento atmosferico. Al 22 febbraio gli sforamenti di pm10, rilevati per esempio dalla centralina Arpa di via Zalamella, erano già 23 dall’inizio dell’anno (in tutto ne sono consentiti 35), contro i 17 del 2009. Difficile dire quali fattori abbiano causato questo aggravamento, se non una diversa condizione climatica. Patrizia Lucialli, responsabile Arpa: «I blocchi del traffico, soprattutto domenicali quando già il numero di auto è ridotto, possono più che altro servire come messaggio sul fatto che le nostre abitudini e il nostro stile di vita non sono più sostenibili. Dobbiamo imparare a rinunciare a qualche comodità, come l’auto per andare in centro, per migliorare la qualità dell’aria».
Fonte: Ravenna News

giovedì 25 febbraio 2010

Enpa in campo per salvare la fauna del Lambro dal petrolio

L’Ente Protezione animali di Milano lancia l’allarme per la sopravvivenza degli animali che vivono lungo il corso del fiume Lambro, gravemente inquinato da un fuoriuscita di petrolio. I volontari Enpa hanno già recuperato numerosi esemplari in gravissime condizioni e sono ancora in corso operazioni di recupero.

Purtroppo la situazione è destinata a peggiorare inesorabilmente: l’aria è irrespirabile, i 15 mila litri di petrolio riversati nel fiume hanno inquinato argini e lanche del fiume creando un ambiente molto pericoloso per gli animali: la macchia nera e i suoi residui tossici minacciano di morte i numerosi animali presenti lungo il corso del fiume come garzette, germani, aironi, cormorani, gallinelle d’acqua e tante altre speci.

Con la presenza costante dei volontari dell’ENPA di Milano si potrà cercare di salvare gli animali in pericolo e solo nei prossimi giorni si capirà quale sarà il vero impatto sull’ambiente, l’entità esatta del disastro che si sta estendendo per un tratto di fiume sempre più lungo e quello che questo significherà per la fauna che vive nell’area del Lambro. Gli animali che hanno abitudini acquatiche hanno assolutamente bisogno di entrare in acqua per svolgere la loro vita: il rischio è quindi che il numero di uccelli, in particolare, che verranno a contatto con le sostanze tossiche possa diventare molto alto.

Fonte: Enpa

Farmaci generici per cani e gatti: la petizione su Facebook

Nelle case italiane vivono quasi 20 milioni di amatissimi pet, ai quali non si fanno mai mancare le cure veterinarie che pero' pesano non poco sui portafogli dei padroni. Perche', infatti, pagare i medicinali di piu', se il loro brevetto e' gia' scaduto e si potrebbe avere accesso a versioni equivalenti meno care? Farmaci generici, dunque 'low cost', per curare cani e gatti.
Dalle vaccinazioni alla profilassi antiparassitaria, fino ai problemi piu' o meno gravi che possono minacciare la salute degli amici a quattro zampe, si puo' arrivare a dover sborsare migliaia di euro l'anno per vedere il quadrupede di nuovo in forma. Su Facebook nasce cosi' il gruppo 'Vogliamo farmaci generici anche per gli animali', che conta gia' oltre 5 mila iscritti e invita ad aderire a una petizione ad hoc. Le firme raccolte saranno presentate al ministero della Salute, per chiedere la possibilita' di utilizzare i farmaci generici anche nella cura degli animali.
"Questa petizione - si legge sul sito www.firmiamo.it/vogliamofarmacigenerciciancheperglianimali, a cui si accede direttamente dalla pagina di Facebook e che ha raccolto fino ad oggi 3.268 firme - e' aperta a tutti i medici veterinari, i proprietari di animali e le persone che reputano giusto poter curare anche gli animali con i farmaci generici. In questo momento cani e gatti possono essere curati solo con medicinali a uso veterinario, con grande aggravio di costi e senza la possibilita', salvo casi eccezionali, di poter usare prodotti destinati a uso umano. I generici costano molto meno a parita' di principio attivo e costituirebbero un grande sollievo per chi deve curare animali. I farmaci veterinari, invece, costano piu' di quelli a uso umano a parita' di principio attivo". La petizione e' promossa da Unisvet, in collaborazione con la sezione provinciale di Milano dell'Enpa.
Fonte: Adnkronos Salute

Emergenza ambientale: macchia di idrocarburi raggiunge il Pò

Sono almeno 15mila i metri cubi di petrolio e gasolio che hanno sconvolto l'habitat del fiume coinvolgendo anche gli animali. L'allarme inquinamento per il fiume Lambro è arrivato anche al Po e in particolare al tratto piacentino del fiume: le barriere collocate in Lombardia, infatti, non hanno retto. E' stata emanata un'ordinanza che vieta il prelievo dell'acqua nei comuni della riviera. Al lavoto una task force composta da Vigili del Fuoco, Protezione Civile e Arpa.
L'assessore regionale al territorio Davide Boni chiederà lo stato di calamità per avere i finanziamenti per gli interventi. Il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha commentato: «Siamo davanti ad un atto criminale contro cui dobbiamo ribellarci. Ci deve essere una ribellione contro questi atti criminali, vanno individuati i responsabili e assicurati alla giustizia, e la giustizia contro costoro deve essere particolarmente rigorosa».
Sono in atto i controlli dell'Arpa e degli enti locali, 24 ore su 24, per i pozzetti della falda acquifera e l'acqua in zona è potabile anche se c'è, in effetti, cattivo odore. La Protezione Civile dell'Emilia Romagna ha diffuso un'allerta agli enti locali che si affacciano sul Po. Legambiente parla di un disastro ambientale vero e proprio perchè il problema non riguarda solo il fiume Lambro ma tutta l'asta del Po fino al delta.
Ed intanto il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha emesso un'ordinanza "contingibile e urgente" per vietare l'utilizzo delle acque del fiume. Il provvedimento proibisce a tutta la popolazione di Milano "l'utilizzo per qualsiasi impiego delle acque del fiume Lambro e di eventuali derivazioni in rogge locali", nonché ogni forma di pesca e di utilizzo del pescato a uso alimentare.
Via: Il Messaggero/Tgcom

martedì 23 febbraio 2010

Eolico a tempo di Facebook

Creare mille posti di lavoro grazie ad un innovativo binomio tra Facebook e l'eolico. Questa l'iniziativa dell'imprenditore agrigentino del settore energia Salvatore Moncada che ha contattato un gruppo fondato sul social network e chiamato "Agrigento - Idee, proposte e progetti per il suo sviluppo", proponendo una vera e propria societa' impegnata nella produzione di energia alternativa. Moncada ha spiegato che il suo progetto consentirebbe in 2 o 4 anni di potere sistemare mille agrigentini con un reddito di circa 1.500 euro netti mensili per 20 anni, riunendoli in consorzio, a gruppi di 51, in societa' con Moncada Energy. Nel Consorzio Moncada Energy avra' il 49% i restanti consorziati il 51%. Il consorzio realizzera' 51 impianti da 200 kw fotovoltaici, impianti che non necessitano di autorizzazione, dovranno solo apportare un ettaro di terreno ciascuno libero da gravami, da conferire al consorzio. Dall'altro Moncada Energy provvedera' a fare il resto: ottenere autorizzazioni necessarie e finanziamento di circa 36 milioni. I consorziati dovranno impegnarsi a pulire i pannelli, mantenere il terreno libero da erbacce, e fare una visita giornaliera ispettiva sul sito. Moncada Energy si occupera' della manutenzione elettrica, meccanica e alla gestione amministrativa. L'amministratore del gruppo, Nino Sanfilippo, si e' gia' attivato per cercare di mettere in atto l'iniziativa che potrebbe davvero essere una sorta di apripista per lo sviluppo di energia pulita grazie anche ai social network.
Fonte: Agi

domenica 21 febbraio 2010

Lo smog cancella la nebbia

Negli Stati Uniti i ricercatori dell'Università di Berkley hanno evidenziato una diminuzione della nebbia a causa dei cambiamenti climatici. Ma il fenomeno è ben visibile anche in Europa: in Italia la Pianura Padana (catalogata, fino agli anni ’90, come una delle zone più nebbiose del mondo) ne regista una riduzione del 30-35% in 20 anni, mentre sulle coste Usa si è calcolato che ogni giorno è presente tre ore di meno. E si parla di allarme ecosistemi, perchè questo cambiamento potrebbe incidere negativamente sul benessere delle foreste. 

Lo studio, che sarà pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, ha sottolineato come la drastica riduzione della nebbia, accompagnato da un aumento della temperatura media, possa causare ripercussioni negative sulle foreste di sequoie che popolano la costa orientale degli Stati Uniti: la nebbia, riuscendo a prevenire la perdita di acqua dagli alberi, svolgeva un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’ecosistema costiero, che adesso si trova in serio pericolo. Dalle analisi effettuate lungo la costa orientale degli Stati Uniti è stato evidenziato che, solo nell’ultimo secolo, in estate è stata riscontrata una perdita giornaliera di nebbia di circa tre ore. 

Un evento questo che i ricercatori ritengono "pericoloso" per il benessere ambientale: sequoie, animali e piante, non potendo piùcontare sul particolare clima umido delle zone costiere, non riescono a continuare il naturale processo di rigenerazione. Nonostante sia basso il rischio che le sequoie mature muoiano a titolo definitivo, questo processo può intaccare fortemente il reclutamento di nuovi alberi: andando a cercare altrove acqua, alti tassi di umidità e temperature più fresche si avranno effetti sull’attuale gamma di sequoie, piante e degli animali che vivono in questi fragili ecosistemi.

Fonte: ANSA

mercoledì 17 febbraio 2010

Polemiche per la domenica senza auto a Palermo

Il Comune di Palermo non ripeterà nell'immediato l'esperimento della domenica a piedi. Complessivamente le contravvenzioni elevate domenica scorsa dai vigili urbani per la violazione dell'ordinanza di chiusura al traffico sono state 782 alle quali vanno aggiunti 90 verbali per altre violazioni. E' stato un successo a dimostrazione che il problema principale del servizio pubblico non è l'inefficienza organizzativa, ma il traffico causato dalle auto private. Per questo, continueremo a batterci per ottenere più corsie riservate". E’ soddisfatto Mario Bellavista, presidente dell'Amat, dopo il blocco domenicale del traffico a Palermo.
In realtà, il blocco totale del traffico a Palermo ha funzionato fino alla metà del pomeriggio di domenica scorsa quando le macchine si sono riversate nelle strade e i vigili urbani non sono riusciti a fermarle. In periferia il blocco ha funzionato meno bene, sia per la minore assiduità dei controlli sia soprattutto per la ridotta frequenza dei mezzi pubblici, circostanza questa segnalata da numerosi cittadini. E' andata meglio in centro dove i controlli dei vigili sono stati più capillari e i mezzi pubblici più frequenti. I vigili hanno elevato anche circa 50 contravvenzioni per violazioni indipendenti dall'ordinanza di stop del traffico.
“Qualcuno dovrà prendersi la responabilità politica”. Lo ha detto Luigi Genuardi, vice presidentente della Confcommercio di Palermo, a proposito del provvedimento sulla chiusura totale della città al traffico. E il suo è uno sfogo non solo a nome degli esercenti che rappresentano il 70% del settore economico di Palermo, ma anche come cittadino: “Non sono stati messi a conoscenza della cittadinanza gli obiettivi che si vogliono raggiungere – aggiunge Genuardi -. Non sono stati resi pubblici neanche i valori attuali di inquinamento che hanno fatto scattare l'emergenza. Questo piano manca di trasparenza”.
Sergio Marino, direttore generale dell’Arpa Sicilia, agenzia regionale per l’ambiente afferma: “Occorrono programmi a lungo termine, l’inquinamento non è dovuto solo alle auto”. Entro la fine di questa settimana o al massimo all'inizio della prossima scatteranno le targhe alterne in tutta la città.
Fonti: La Repubblica, Giornale di Sicilia

martedì 16 febbraio 2010

Calabria e Sicilia in allarme: due paesi travolti dalle frane

Dalle prime ore del giorno è in corso l’evacuazione in massa di tutti gli abitanti di Maierato, paese di 2300 persone in provincia di Vibo Valentia, dopo che ieri è franato un intero costone della montagna, che si trova a ridosso del centro, mettendo in pericolo numerose abitazioni. La decisione è stata presa a scopo precauzionale dal sindaco, Sergio Rizzo, che ha definito «apocalittico» lo scenario: «La frana minaccia una parte importante del paese e vista l’incertezza delle condizioni meteo abbiamo deciso di non rischiare». Situazione preoccupante anche a San Fratello, in provincia di Messina, dove la frana che minaccia di inghiottire l’intero paese continua ad allargarsi e sono già state allontanate circa 1500 persone. La causa del trasloco forzato è lo smottamento della zona orientale di San Fratello, quella dove negli ultimi decenni si è concentrata l’espansione edilizia del paese. La “ferita” che taglia in due l’ex colonia normanna ha reso inagibili scuole, chiese e abitazioni, ha piegato pilastri, ha sventrato muri mettendo a nudo gli interni delle case, ha accartocciato l’asfalto. L’onda lunga della frana si è abbattuta come uno tsumani anche su altri paesi vicini: Sant’Angelo di Brolo, Raccuja e Tusa, dove sono scattate ordinanze di sgombero per le case ritenute «a rischio». La frana non ha risparmiato neppure la chiesa di San Nicola, mentre le due scuole hanno i pilastri piegati. Sul posto è giunto ieri il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, che ha presieduto un vertice operativo con la Protezione Civile. Il governatore ha annunciato che entro oggi «la giunta regionale siciliana si riunirà per proclamare lo “stato di calamità” sui Nebrodi» e ha sollecitato il consiglio dei Ministri «a emanare un’ordinanza di Protezione Civile che ci consenta di intervenire più agilmente».

Fonte: Il Secolo XIX

lunedì 15 febbraio 2010

Ecosia: il primo motore di ricerca 'ecologico'

Ecosia è il primo motore di ricerca ecologico e ha come fine ultimo la protezione di migliaia di ettari di foresta amazzonica. Lanciato ufficialmente a Berlino lo scorso mese di dicembre, «Ecosia» è il motore di ricerca che cercherà di far concorrenza al gigante Google puntando tutto sull'arma verde. Infatti, come dichiarano i suoi ideatori, quasi l'80% dei profitti ricavati da Ecosia finanzieranno un progetto del WWF in Amazzonia (sostenuto anche da Yahoo e Bing) e ogni ricerca effettuata con il motore di ricerca ambientalista salverà in media due metri quadri di foresta pluviale.
Ecosia userà la stessa strategia di pubblicità online ideata a suo tempo da Google, il sito ecologico infatti otterrà uno contributo economico dagli sponsor ogni qual volta gli utenti cliccheranno sui link delle aziende pubblicizzate. Il WWF crede molto nel progetto e in comunicato afferma che ogni ricerca effettuata con Ecosia realmente proteggerà un pezzo di foresta pluviale. Secondo il WWF la situazione dell'Amazzonia e delle foreste pluviali in generale è davvero preoccupante. Negli ultimi 50 anni più della metà delle foreste pluviali del mondo sono state distrutte. Ogni anno l'attività umana contribuisce a far scomparire zone verdi che hanno in media una dimensione superiore alla superficie della Gran Bretagna. La deforestazione,infine, resta una delle principali cause del riscaldamento climatico e dell'inquinamento atmosferico.
L’iniziativa, per ora, sembra aver riscosso un discreto successo. Considerando che l’unico strumento di marketing utilizzato per lanciare la nuova creatura è stato il passaparola (tramite mail o sui social network) Ecosia nei giorni scorsi ha superato la soglia dei 10 milioni di ricerche, salvando 21 milioni di mq² di foresta amazzonica. Per concorrere alla salvaguardia del pianeta non resta altro che connettersi a Ecosia: una volta scaricato il programma, al termine di ogni ricerca sarà possibile controllare la percentuale di territorio tutelato.
Via: Corriere della Sera

venerdì 12 febbraio 2010

Sea Shepherd attacca le baleniere giapponesi


Una vera e propria battaglia si è svolta nell’oceano Antartico tra attivisti di Sea Shepherd e balenieri giapponesi. Le due navi degli attivisti, la Steve Irwin e la Bob Barker, si sono avvicinate alle quattro baleniere giapponesi tentando di bloccarne le eliche delle navi con cavi d'acciaio.

giovedì 11 febbraio 2010

2010, l'anno della TIGRE

Il 14 febbraio 2010, nel calendario lunare cinese, coincide con la celebrazione dell'anno della Tigre. Purtroppo però non c'è molto da festeggiare. Dal 1940 tre sottospecie si sono già estinte e gli esperti stimano che ci siano solo 3.200 tigri in natura, solo un secolo fa erano più di 100.000. L'anno internazionale della Biodiversità è in corso. Il Wwf ha, quindi, deciso di "unire" queste due celebrazioni per porre la tigre come simbolo della natura che scompare e che dobbiamo difendere se vogliamo salvare anche l'uomo stesso.
«Le tigri vengono ancora oggi sterminate in tutto l'areale che ancora occupano, avvelenate, braccate con ogni mezzo, catturate per il commercio illegale di loro parti e prodotti, e cacciate dai loro antichi territori a causa della distruzione degli habitat - ha sottolineato Massimiliano Rocco, responsabile del Programma specie del Wwf Italia - Ma noi riteniamo e ci auguriamo che nell'Anno della Tigre ci sia ancora speranza per questa magnifica specie.
A Fine gennaio, si è tenuta ad Hua Hin, in Thailandia, la prima Asia Ministerial Conference on Tiger Conservation dalla quale i governi asiatici hanno inviato un forte messaggio per rafforzare gli sforzi per salvare dall'estinzione le ultime tigri selvatiche e i loro habitat. In Thailandia si erano dati appuntamento i 13 Stati dell'areale di distribuzione delle tigri: Bangladesh, Bhutan, Cambogia, Cina, India, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Nepal, Russia, Tailandia e Vietnam ( anche l'Iran sta pensando a misure di reintroduzione), che si sono impegnati ad attuare iniziative e progetti per raddoppiare entro il 2022 il numero delle tigri allo stato selvatico. I 13 Paesi hanno anche lanciato un appello alle istituzioni internazionali perché contribuiscano a finanziare e sostenere i nuovi sforzi per la salvaguardia di questi grandi felini.
Il governo della Thailandia ha annunciato un aumento dei pattugliamenti anti-bracconaggio negli habitat della tigre, la disponibilità ad assistere i Paesi confinanti nel recupero delle popolazioni di tigri e maggiori finanziamenti per l'Asean-Wildlife Enforcement Network. Michael Baltzer, a capo della Tiger Initiative del Wwf, ha detto: «Siamo felici di vedere un raggio di speranza per la tigre rappresentato dagli impegni dei Paesi dell'areale della tigre di lavorare insieme per raddoppiare il numero delle tigri selvatiche entro il 2022».
I numeri, ricordati dall'associazione ambientalista, su questo splendido mammifero non sono certo incoraggianti: dal 1940 si sono già estinte tre sottospecie di tigre (una quarta, la tigre della Cina meridionale, non viene più avvistata in natura da circa 25 anni) mentre dal 1998, l'ultimo anno della tigre, il loro habitat si è ridotto del 40%, arrivando ad occupare solo il 7% del loro range storico. In base alle stime pare che siano ormai rimaste in natura solo 3200 tigri tutte concentrate nel Sud-est asiatico.
Origine: Greenreport

Cuccioli di tigre ripresi da una videocamera del WWF


Cuccioli di tigre ripresi a Sumatra, Indonesia. Dal 1940 tre sottospecie si sono già estinte e gli esperti stimano che ci siano solo 3.200 tigri in natura, solo un secolo fa erano più di 100.000. 2010 è l'anno della Tigre nel calendario cinese. Potrebbe anche essere l'ultima opportunità per salvare la specie nell'ambiente naturale.

Il Parlamento Europeo chiede il divieto di commercio del tonno rosso

Il Parlamento europeo sostiene ''il divieto del commercio internazionale del tonno rosso e quindi la sua iscrizione nella lista delle specie protette dalla Convenzione dell'Onu per fauna e flora selvatiche minacciate d' estinzione (Cites)''. Questa limitazione

Via libera al decreto legislativo sui criteri per la localizzazione dei siti nucleari

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto legislativo sui criteri per la localizzazione dei siti nucleari e che porterà a cominciare i primi lavori nei cantieri nel 2013 e la produzione di energia elettro-nucleare al 2020. "Il provvedimento si caratterizza per la trasparenza e il rispetto assoluto della sicurezza delle persone e dell'ambiente, consentendo una maggior sicurezza degli approvvigionamenti energetici, una minore dipendenza dalle importazioni e prezzi allineati a quelli europei", sottolinea in una nota il ministero dello Sviluppo economico Claudio Scajola. La trasparenza vuol dire il coinvolgimento della popolazione e delle istituzioni in tutte le fasi decisionali, di cui verrà continuamente data evidenza. Con il secondo aspetto i nuovi impianti saranno tenuti a rispettare i più elevati criteri di sicurezza relativi alla tutela della salute della popolazione e alla protezione dell'ambiente. Tale assoluto rispetto sarà sottoposto a rigorosa valutazione", ha precisato Scajola.
Il decreto individua i criteri generali per l'idoneità dei territori ad ospitare un impianto. Saranno le imprese interessate a indicare i siti, che dovranno rispettare le caratteristiche previste dalla normativa. Il decreto stabilisce che vengano riconosciuti benefici economici per le popolazioni, le imprese e gli enti locali dei territori interessati dalla realizzazione di impianti nucleari. I costi relativi allo smantellamento degli impianti a termine esercizio sono a carico degli stessi operatori che hanno realizzato le stesse installazioni, per il tramite di un apposito fondo. Il decreto, inoltre, prevede la creazione di un deposito nazionale realizzato in un più ampio Parco tecnologico che conterrà anche un centro di ricerca sul trattamento delle scorie nucleari.
Fonte: Ansa

Bombspotters entrano nella base Nato di Kleine Brogel

Sei attivisti dell'organizzazione pacifista Bombspotters (Scopritori di bombe) sono riusciti ad entrare nel novembre scorso nella base aerea Nato di Kleine Brogel, in Belgio, dove sono conservati alcuni ordigni atomici. Hanno scavalcato senza alcun problema la recinzione della base Nato «Kleine Brogel», in Belgio, cuore del potere militare in Europa che ospita un serie di testate nucleari. Sono rimasti per un'ora all'interno dell'area «off limits» senza essere visti da nessuno. Infine, hanno caricato su YouTube il video dell'impresa, per denunciare la mancanza di controllo in uno dei siti più sensibili d'Europa.
La base di Kleine Brogel è spesso bersaglio degli attivisti per la pace, perché custodisce, dagli anni ottanta, bombe nucleari statunitensi. Lo stesso ministro belga della Difesa, Pieter De Crem, di recente ha confermato la presenza degli ordigni.
Gli attivisti hanno dapprima scavalcato la rete di sicurezza che delimita tutto il perimetro di recinzione, hanno attraversato un boschetto fino a raggiungere la pista d'atterraggio della base. Sicuri che giunti fin qui i militari li avessero scovati e fermati, hanno proseguito indisturbati, passando attraverso una rete squarciata che chiude l'area off-limits della base aerea dove dovrebbero essere custodite le bombe, zona nevralgica e sensibile. Con tutta la calma possibile, il gruppo ha poi marchiato il bunker con del nastro adesivo, segnalando così la loro presenza. Dopo circa un'ora sono stati scoperti dai militari belgi. Questi li hanno fermati, confiscando loro la telecamera, ma non sono riusciti a sottrarre la memoria con i dati nel dispositivo, riporta il quotidiano belga Het Nieuwsblad.
Il ministero della Difesa si è affrettato a sminuire il pericolo di falle nella sicurezza, ma un colonnello della base di Kleine Brogel non ha nascosto le difficoltà di sorvegliare una base di 450 ettari, un terzo dei quali coperti di alberi.
Via: Corriere della Sera

Bomspotters entrano in base Nato


Alcuni attivisti per la pace sono riusciti a intrufolarsi nella base aerea di Kleine Brogel, in Belgio, dove sono conservati ordigni atomici.

lunedì 8 febbraio 2010

Emergenza rifiuti nel catanese

Si aggrava l’emergenza rifiuti nel catanese dove la raccolta dell’immondizia è ferma da diversi giorni. I fondi di rotazione per ripianare i debiti degli Ato del comprensorio etneo non hanno funzionato. E così, nei 18 paesi dell’Ato3 Simeto Ambiente, si è riproposta l'ennesima scena: sciopero dei netturbini in attesa degli stipendi arretrati e rifiuti accalcati nuovamente agli angoli delle strade.
Una delle situazioni più gravi resta a Paternò, dove nella notte sono stati incendiati anche dei cassonetti. Piccole discariche in pieno giorno che paventano un’emergenza tipo quella campana, nonostante i cittadini paghino salate bollette per la raccolta dei rifiuti. I rischi per la salute esistono e, anche se non sono rappresentati dai sacchetti e dai cumuli di spazzatura, vanno ricercati negli incendi appiccati ai cumuli di spazzatura. L’Unione Europea ha recentemente condotto uno studio sugli effetti della diossina sulla salute e ha dimostrato che “l’incenerimento fai-da-te di una sola tonnellata di rifiuti urbani indifferenziati produce una media di 400 microgrammi di diossina, ma può arrivare a picchi che superano i 1.000 microgrammi per tonnellata”. Una quantità di diossina davvero preoccupante che aumenta significativamente il livello di rischio-tumori, avvelena terreni e acqua e provoca numerose malattie. Numeri di un’emergenza sanitaria che non può essere verificata in tempi brevi: gli esperti sono concordi nel ritenere che gli effetti nocivi della diossina sulla salute pubblica saranno verificabili solo tra anni.

mercoledì 3 febbraio 2010

Migliaia di gatti rapiti per alimentare una banca del sangue veterinaria

Migliaia di gatti rapiti, allevati all'età adulta e dissanguati fino alla morte, per alimentare una banca del sangue veterinaria. La scoperta dell'allucinante business ai danni dei felini è dell'associazione Aidaa che ha raccolto le segnalazioni dei cittadini, giunte in prevalenza da Roma. Una storia di inquietante orrore. «È una vera e propria tratta di felini - spiega Lorenzo Croce, presidente nazionale di Aidaa - che verrebbero rapiti e allevati per essere destinati a diventare del donatori di sangue. Poi una volta svuotati del loro sangue, vengono abbandonati a morire senza scampo».
Un traffico raccapricciante per un affare di diversi milioni di euro. Un business che nasconde un aspetto eticamente ancora più orribile. Alcuni veterinari, per sottoporre a trasfusione i gatti che hanno in cura, contatterebbero indigenti padroni di altri mici che, per 40-50 euro, consentirebbero lo sfruttamento e l'uccisione dei loro animali. E da parte loro, alcuni proprietari di altri felini bisognosi di trasfusione sarebbero disposti a sborsare oltre 100 euro per l´intervento veterinario. In Italia, il traffico di migliaia di gatti servirebbe ad alimentare una vera e propria banca del sangue, alla quale attingerebbero, in maniera del tutto inconsapevole, numerose strutture veterinarie.
Fonte: La Repubblica

martedì 2 febbraio 2010

Caccia: approvato l'articolo 38 e la LIPU lancia una petizione online

Il 28 gennaio scorso, con 139 voti a favore (108 contrari e 6 astenuti) la maggioranza in Senato ha approvato l'articolo 38 della Legge Comunitaria, che ora passa alla Camera, che prevede l’estensione della caccia al di fuori dei periodi fissati precedentemente per legge. Dalla prossima stagione venatoria, come in molti altri casi in Europa, anche in Italia il calendario venatorio potrà essere leggermente modificato, sempre seguendo le direttive comunitarie e acquisendo il parere preventivo dell’Ispra. Quindi, di fatto, una sorta di autorizzazione a cacciare per tutto l’anno.
Per difendere il lavoro che ha portato all’articolo 38 il Comitato Nazionale Caccia e Natura ha diffuso una nota in cui si legge: “C’è stata una mediazione democratica, l’articolo introdotto si rifà parola per parola all’enunciato della norma europea (che rimane la cornice fondamentale a cui fare riferimento), si tratta del recepimento di una direttiva europea condivisa con BirdLife International, e infine sono state inserite ulteriori garanzie tramite il parere dell’Ispra". E la LIPU lancia una petizione online per dire NO alla cancellazione dei limiti della stagione venatoria ed alla liberalizzazione della caccia e dire SI alla tutela degli animali ed alla sicurezza delle persone.

Jean-Michel Cousteau e le balene grigie


L’isola di Sakhalin, nella Russia più orientale, è una zona di importanza cruciale per la riproduzione delle balene grigie.
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