venerdì 8 gennaio 2010

Rifiuti: operazione “Acciaio sporco”


E’ stata denominata in codice “Acciaio sporco” l’operazione del Nucleo Operativo Ecologico Carabinieri di Catanzaro condotta con il supporto del personale del Comando Provinciale del capoluogo calabrese ed il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lamezia Terme, sulla gestione dei rottami ferrosi nel comprensorio lametino.
Gli indagati sono in tutto 166. Le indagini avrebbero permesso di documentare l’esistenza di una vera e propria organizzazione, finalizzata al traffico illecito di rifiuti speciali anche pericolosi, con un ruolo centrale svolto dall’impresa “Palmieri Francesco”, dedita alla commercializzazione all’ingrosso di rottami ferrosi e semplicemente autorizzata alla “raccolta e trasporto di rifiuti speciali non pericolosi prodotti da terzi”.
Intorno all’impresa, gestita da Francesco Palmieri, sarebbe emersa l’esistenza di una fitta rete di conferitori di rifiuti speciali pericolosi e non: si tratta di 96 aziende, 7 enti pubblici e 21 soggetti privati.
La ditta “Palmieri Francesco”, sempre secondo l’accusa, nonostante la totale mancanza dei necessari titoli autorizzativi, nonche’ la carenza delle specifiche tecnologie e capacita’ richieste, avrebbe realizzato, nella propria sede legale, un vero e proprio impianto adibito al trattamento (consistente nella mera riduzione/adeguamento volumetrico e soprattutto miscelazione) di ingenti quantitativi di rifiuti speciali, pericolosi e non, costituiti per lo piu’ da veicoli fuori uso, parti di veicoli, R.A.E.E., rottami ferrosi in genere).
La stessa ditta, successivamente, attestando la surrettizia produzione di M.P.S., avrebbe provvedduto alla sua commercializzazione verso imprese compiacenti individuate in Sicilia, Puglia, Basilicata e Campania), con il conseguimento di ingenti ed ingiusti profitti. Il trasporto del rifiuto, qualificato M.P.S., al fine di renderne piu’ difficoltosa la tracciabilita’, era, invece, assicurato con vettori della “Ecofuturo s.r.l.”.
La Procura di Lamezia Terme, condividendo a pieno le ipotesi investigative formulate dalla polizia giudiziaria, ha disposto l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del titolare firmatario dell’impresa “Palmieri Francesco” nonche’ amministratore unico della societa’ “Ecofuturo s.r.l.”; l’applicazione della misura dell’”obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria” nei confronti di 10 persone; l’applicazione della misura dell’obbligo di dimora nei confronti di 7 dipendenti dell’impresa “Palmieri Francesco”; il sequestro preventivo dell’impresa “Palmieri Francesco” e di 39 veicoli (trattori stradali e semirimorchi) utilizzati per le predette attivita’ illecite, il tutto per un valore approssimativo di circa 15 milioni di euro.
Fonte: Agi

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