domenica 31 gennaio 2010

Plantarum Aetnae: la fiera del florovivaismo mediterraneo

Dal 5 al 7 Febbraio 2010 in Sicilia presso il Palanaxos di Giardini Naxos si svolgerà la manifestazione fieristica regionale Plantarum Aetnae - Salone del Florovivaismo Mediterraneo. L’evento promosso dalla Confvivai ed organizzato da Expò Mediterraneo del Sistema Confcommercio Catania, si colloca ormai come il più importante salone del florovivaismo del Sud Italia, mettendo in “vetrina” le migliori produzioni di piante mediterranee.
La Sicilia con circa 3.000 ettari destinati a colture floricole rappresenta una realtà di primo piano nel panorama internazionale, specialmente per la produzione di piante mediterranee, agrumi e palme. Si tratta di un importante momento di business dedicato agli operatori commerciali che sono alla ricerca di nuove opportunità professionali ed anche a tutti i professionisti già attivi in questo settore, desiderosi di valutare nuove proposte.
La forza di questo evento è data dalla vicinanza ai luoghi di produzione e dunque dalla possibilità di vedere, oltre la campionatura, le piante direttamente presso l’azienda vivaistica. L'area espositiva è pari a 6000 mq. Oltre 150 aziende espositrici presenti e 5.000 visitatori specializzati. Due eventi al giorno tra aggiornamenti tecnici e convegni. Circa 50 acquirenti provenienti da tutto il mondo. Qui trovate la brochure in formato pdf. Da qui potete scaricare la modulistica. Qui potete visualizzare la mappa del luogo.

venerdì 29 gennaio 2010

Napoli: sigilli all'acquario del Magic World

Il Corpo forestale dello Stato nei giorni scorsi ha sequestrato un acquario ed un rettilario all'interno del complesso Magic World a Licola, sul litorale flegreo. All'interno dell’area sono stati trovati gli esemplari di pesci e rettili in condizioni che hanno lasciato sconcertato gli ispettori sanitari. Nell'acquario sono stati trovati 25 esemplari di pesci tropicali in stato di malnutrizione e in cattivo stato di salute. Altri 50 pesci tropicali sono stati trovati morti. Nel rettilario è stato trovato un esemplare di iguana, anch'esso in pessimo stato di salute. Gli esemplari ancora vivi sono stati immediatamente trasportati alla Stazione Zoologica stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli, che ha attrezzato delle vasche per queste specie, sottoponendoli alle cure del caso, nella speranza di una piena riabilitazione.
Il gestore del Magic World è stato denunciato per maltrattamento di animali e nei prossimi mesi sarà sottoposto a processo, rischia pene pesanti per il tipo di reato di cui è accusato. L’operazione è stata condotta dal personale del Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale appartenente al comando provinciale del Cfs insieme con gli agenti della caserma del Corpo forestale di Pozzuoli e con il supporto tecnico veterinario dell'Azienda sanitaria locale Napoli nord.
Via: C.F.S.

giovedì 28 gennaio 2010

In Cina sarà vietato mangiare cani e gatti


Secondo quanto riporta il quotidiano britannico «The Times», il prossimo aprile sarà sottoposto al Parlamento di Pechino un disegno di legge contro gli abusi sugli animali, che vieterà tra le altre cose di servire la carne di gatto e di cane nei ristoranti della Repubblica Popolare. Per secoli i cani e i gatti sono stati un alimento molto richiesto nei ristoranti cinesi e sulla rete da anni montano proteste per abolire questa tradizione. Se passerà il progetto di legge ci saranno multe di 5.000 yuan (500 euro) e fino a 15 giorni di carcere, per chi uccide e mangia questi animali. Per le organizzazioni che speculano con questa antica pratica potrebbero esserci multe da 10.000 a 50.000 yuan. Condizioni di vita e di morte crudeli per cani e gatti sono ancora molto diffusi in Cina. Questi animali, che per noi sono i nostri amici, nel Paese di mezzo vengono fatti morire in modo lento e atroce, perché si pensa così di rendere la loro carne migliore.
Ovviamente soddisfatti i membri delle varie associazioni animaliste, da sempre in prima linea contro tale tipo di alimentazione. Ma non tutti la pensano così. Secondo un recente sondaggio online che ha coinvolto circa 23.000 partecipanti, la maggioranza (60%) degli intervistati ritiene "inopportuna" la nuova legge. Per alcuni in ballo c'è una sorta di nazionalismo gastronomico, perché la carne in questione è "Un piatto tradizionale". Inoltre, secondo altri il mettere in pentola gli animali ha anche benefici collaterali. Perché cani e gatti randagi "Distruggono giardini e i loro versi disturbano. Catturarli e mangiarli garantirebbe a molti cittadini notti tranquille".
Fonte: Corriere della Sera.it

Convenzione tra Polizia Europea e Comune di Belpasso a difesa del territorio


Grazie ad una convenzione stipulata tra il Comune di Belpasso e la sezione belpassese della Polizia europea, scattano le prime denunce per dire "stop" ai reati ambientali. A difesa del territorio di Belpasso e per contrastare la sempre più evidente piaga delle discariche abusive a cielo aperto, ci saranno i volontari dell'Aeop di Belpasso. Contro l'abbandono indiscriminato di rifiuti e per sensibilizzare la cittadinanza in luogo di tutela ambientale, i 60 volontari lavoreranno in sinergia con la Polizia Municipale e con le forze dell'ordine.
La convenzione è datata 31 dicembre 2009 e fin dai primi giorni del 2010 i volontari non hanno potuto fare a meno di notare in alcune zone periferiche un traffico non indifferente di mezzi pesanti carichi di materiali da smaltire. L'ultimo episodio risale proprio al 10 gennaio scorso. Ad insospettire i volontari Aeop il continuo va e vieni di un camion. Il mezzo si muoveva sulla provinciale Sp 3/III. Una volta seguito si è scoperto che entrando all'interno di una proprietà in una zona ricca di cave laviche, tra Belpasso e Camporotondo, scaricava tutto il materiale dove già vi erano accumulati rifiuti di ogni tipo, tra cui anche pneumatici. 'accaduto è stato quindi subito segnalato alle autorità competenti. Soddisfatto il sindaco di Belpasso, Afio Papale assicura il massimo delle sanzioni e la denuncia alla Procura della Repubblica nei confronti di chi commette reati ambientali.
Fonte: La Sicilia Online

lunedì 25 gennaio 2010

La Sicilia dice no al nucleare


Il modo più sicuro di smaltire le scorie nucleari è quello dello stoccaggio in formazioni geologiche profonde (almeno 15 km). Tuttavia il problema delle scorie radioattive non è stato ancora completamente risolto in nessuna parte del mondo. Ed i problemi per la salubrità dell’ambiente sono scontati.
Alla conferenza Stato-Regioni riunitasi oggi a Roma si è parlato dell'insediamento di nuovi siti di produzione e di stoccaggio. In questa sede si è discusso delle ipotesi del governo nazionale sulla individuazione delle aree in cui sorgeranno le nuove centrali o nelle quali saranno depositati materiali e scarti della produzione nucleare. La Regione Sicilia intende  dare seguito al voto unanime dell’Assemblea regionale che impegna il governo a opporsi a ogni ipotesi di insediamento nella regione.
“La Sicilia – ha detto l'assessore regionale all’energia Pier Carmelo Russo – già sopporta insediamenti ad alto impatto ambientale e sociale in alcuni poli come Priolo, Gela e Milazzo. Sono clinicamente accertati non solo i rischi ma addirittura i danni alla salute pubblica. Prima di parlare di insediamenti nucleare di produzione o di stoccaggio bisogna pensare quindi a un alleggerimento del territorio, a misure idonee a liberare la Sicilia dai siti a forte impatto ambientale e a un adeguato risarcimento per i danni prodotti”.
Via: Parcodeinebrodi.blogspot.com

venerdì 22 gennaio 2010

Rischi per l’oasi del Simeto


Il territorio delimitato come riserva naturale orientata Oasi del Simeto è ciò che rimane di un antico e vasto ecosistema palustre che si estendeva a sud della città di Catania e che comprendeva diverse zone umide, tra le quali quella di Agnone, Valsavoia e di Pantano di Catania
La realizzazione di attività edilizie all’interno della Zona Industriale di Catania nelle aree prossime alla riserva naturale rischia di determinare gravi danni agli ambienti naturali dell’area protetta. È quanto denunziato da Legambiente in merito alla realizzazione di capannoni al confine dell’area protetta tra i canali Jungetto e Bicocca, a pochi metri dalle zone umide più importanti della riserva.
Nei mesi scorsi Legambiente aveva segnalato agli organi competenti la realizzazione di tali opere in assenza della necessaria valutazione di incidenza, in quanto, oltre alla riserva naturale, gli ambienti della foce del Simeto sono tutelati in base alla normativa europea dalla Zona di Protezione Speciale denominata ITA070029 “Biviere di Lentini, tratto mediano e foce del fiume Simeto e area antistante la foce”.
Il progetto prevede di realizzare, a pochi metri dalla riserva naturale e dalla Z.P.S., su un’area di circa 27 ettari, ben 5 capannoni con altezze comprese tra 8 e 11 m, per un volume edificato di oltre 465.000 m3. L’impatto paesaggistico di tali opere appare evidente e rischia di mortificare l’interesse per la fruizione delle aree protette da parte di turisti ed escursionisti. La realizzazione delle opere previste dal progetto determinerà l’impermeabilizzazione di una vasta area. Già adesso, in occasione di precipitazioni di non eccezionale intensità, alcuni tratti della strada statale 114 diventano impercorribili e tali fenomeni sono destinati ad accentuarsi per intensità e durata nel caso in cui si continui ad impermeabilizzare vaste aree. Non sembra che l’Ufficio del Genio Civile di Catania abbia valutato tali rischi nel rilasciare il proprio nulla osta ai fini idraulici. Oltre agli scarichi dei servizi igienici dell’impianto industriale, le acque piovane convoglieranno nei canali Jungetto e Bicocca, e quindi all’interno di ZPS e della riserva naturale, le sostanze inquinanti presenti nelle aree di parcheggio (oli, carburanti, particolati, ecc.); nessun accorgimento è stato ideato per scongiurare questa forma di inquinamento.
Fonte: La Periferica

L'Ue lancia l'allarme sulla salvaguaria della biodiversità

L'Europa non riuscira' a realizzare gli obiettivi di salvaguardia della biodiversita' che si era data negli ultimi 10 anni. E' l'allarme che Bruxelles lancia in occasione dell'inaugurazione dell'anno internazionale della biodiversità. A rischio e' il

mercoledì 20 gennaio 2010

I delfini vedono i bambini nel grembo materno


Il delfino è senza alcun dubbio il mammifero acquatico più conosciuto e amato. Si pensa che i delfini, ma più in generale i Cetacei siano animali altamente intelligenti, ma ancora si discute su cosa sia davvero l'intelligenza e su come valutarla oggettivamente. Se per intelligenza si definisce la capacità di capire, molti di noi osservando il proprio cane o il proprio gatto si domandano fino a quanto possano realmente capire. Gli scienziati sostengono che la capacità di apprendere un gioco non equivale al grado di intelligenza. Pappagalli, foche e soprattutto i delfini imitano giochi e comportamenti umani ma questo non va di pari passo con l'intelligenza
China daily riporta la curiosa storia di due mamme hawaiane, Brianne Droscoski di 30 anni e Jen Groark di 35, entrambe al nono mese di gravidanza, che si sono trovate di fronte a una situazione particolare.
Le due donne, infatti, in occasione di un’escursione in mare con il kayak si sono tuffate e, improvvisamente si sono trovate circondate dai delfini che le “scannerizzavano” con i loro sonar. I mammiferi sarebbero stati affascinati dai corpi delle due donne.  Alcuni scienziati ritengono, infatti, che i delfini riescano a identificare i bambini nel grembo, addirittura, capire il loro sesso.
I delfini dispongono di due modi di comunicazione acustica, i segnali a bassa frequenza (inferiori ai 20 kHz) per comunicare tra loro (intercomunicazione) e i segnali sonar, per "comunicare" con gli oggetti (autocomunicazione). Il sistema di intercomunicazione è costituito dalla laringe (trasmettitore) e dai meati acustici (ricevitore). Analizzando l’intercomunicazione tra i delfini, il ricercatore si trova di fronte ad un flusso di segnali che differiscono nella loro complessità e che in qualche modo assomigliano al flusso del parlare umano.
Via: China Daily

martedì 19 gennaio 2010

I consumi in 5 anni aumentati del 28%


I 500 milioni di individui più ricchi del mondo (circa il 7 per cento della popolazione globale) sono responsabili del 50 per cento delle emissioni globali di anidride carbonica, mentre i 3 miliardi più poveri sono responsabili di appena il 6 per cento delle emissioni di CO2. Sono alcune delle cifre contenute nello State of the World 2010, il rapporto del Worldwatch Institute (appena uscito negli Stati Uniti, in Italia sarà pubblicato da Edizioni Ambiente) dedicato quest'anno soprattutto a un'analisi dei consumi. C'è da rilevare che tra il 1950 e il 2005 la produzione di metalli è sestuplicata, il consumo di petrolio è aumentato di otto volte e quello di gas naturale di quattordici; un europeo medio usa 43 chilogrammi di risorse e un americano 88; a livello globale ogni giorno si prelevano risorse con le quali si potrebbero costruire 112 Empire State Building. Circa il 60 per cento dei servizi offerti gratuitamente dagli ecosistemi - regolazione climatica, fornitura di acqua dolce, smaltimento dei rifiuti, risorse ittiche - si sta impoverendo.
E la corsa a divorare il pianeta diventa sempre più veloce: negli ultimi cinque anni i consumi sono saliti del 28 per cento. Nel 2008, globalmente, si sono acquistati 68 milioni di veicoli, 85 milioni di frigoriferi, 297 milioni di computer e 1,2 miliardi di telefoni cellulari. Non sono aumenti dovuti solo all'incremento demografico: tra il 1960 e il 2006 la popolazione globale è cresciuta di un fattore 2,2, mentre la spesa pro capite in beni di consumo è quasi triplicata.
Via: Repubblica

venerdì 15 gennaio 2010

Ponte sullo stretto: Matteoli presenta il progetto


Il progetto per il Ponte sullo Stretto di Messina è stato presentato sul territorio. L'occasione e' stata un convegno organizzato dal Comune di Varapodio lunedi scorso, in provincia di Reggio Calabria, alla presenza del ministro dei Trasporti e Infrastrutture, Altero Matteoli. Le ricadute positive per il territorio sono state subito dichiarate dal ministro, mentre Pietro Ciucci - amministratore delegato della societa' Stretto di Messina - che ha partecipato all'evento, ha annunciato che presto avviera' degli incontri istituzionali con i comuni interessati alla realizzazione dell'opera.
"Il Ponte sullo Stretto di Messina - ha affermato Matteoli - si prefigge di migliorare notevolmente l'offerta trasportistica, determinando sviluppo economico e crescita occupazionale non solo per la Calabria e per la Sicilia ma per tutto il Mezzogiorno e il Paese. E' di tutta evidenza che il Ponte determinera' a cascata, negli anni della sua costruzione, la realizzazione di altri interventi infrastrutturali in Calabria e in Sicilia necessari alla grande area di riferimento, indispensabili affinche' l'opera possa esprimere tutte intere le sue potenzialita' strategiche."
Il WWF Italia ricorda che per il ponte sono “congelati” già 1,3 miliardi di euro e 6,3 miliardi in futuro che vengono così sottratti allo sviluppo del sud e quindi al risanamento del dissesto territoriale, al potenziamento delle ferrovie siciliane e calabresi e al completamento dei cantieri stradali ancora aperti sull’A3 Salerno-Reggio Calabria e sulla SS106 Ionica, le infrastrutture che servono ai cittadini. Raniero Maggini, vicepresidente del WWF Italia, - aggiunge - "Il rischio è che di nuovo, come nel trentennio tra gli anni ’60 e gli anni ’90, il Paese venga disseminato e devastato da tronconi di grandi opere incompiute".

martedì 12 gennaio 2010

Fabbrica di pannelli fotovoltaici a Catania


Un accordo fra Enel Green Power, Sharp e StMicroelectronics porterà a Catania la più grande fabbrica di pannelli fotovoltaici in Italia. L'impianto, che sorgerà nel sito esistente "M6" di StM, nella zona industriale etnea, partirà da una capacità produttiva annuale di pannelli fotovoltaici di 160 MW, che crescerà nei prossimi anni fino a raggiungere i 480 MW. L'investimento per l'avvio della produzione, previsto per l'inizio del 2011, sarà di 320 milioni di euro, da capitale proprio da ciascuna delle tre società, con incentivi statali e attraverso project financing. La scelta di Catania è dovuta sia all'esistenza dell'impianto di StM per la produzione di semiconduttori e alla significativa forza lavoro specializzata, sia alla presenza del centro ricerche di Enel "Conphoebus" dedicato alle fonti rinnovabili e al solare in particolare, sia infine alla posizione geografica che consente di raggiungere agevolmente i mercati target.
Il sito catanese sfornerà pannelli fotovoltaici a film sottile a tripla giunzione, indicati per la generazione fotovoltaica su media e larga scala e in grado, rispetto ai normali pannelli fotovoltaici al silicio, di mantenere un livello molto elevato di efficienza energetica nella conversione anche in climi molto caldi. Si tratta, inoltre, di una tipologia di pannello meno esposta alle variazioni del prezzo del silicio grezzo, dato il suo minore utilizzo. La produzione della fabbrica etnea sarà destinata a soddisfare la domanda della regione Emea (Europa, Medioriente e Africa) e in particolare dell'area mediterranea, dove Enel Green Power e Sharp sono già presenti. Alla commercializzazione parteciperà anche Enel.si, specializzata nell'installazione di impianti fotovoltaici sul mercato retail.
Fonte: Il Sole 24 Ore

venerdì 8 gennaio 2010

Rifiuti: operazione “Acciaio sporco”


E’ stata denominata in codice “Acciaio sporco” l’operazione del Nucleo Operativo Ecologico Carabinieri di Catanzaro condotta con il supporto del personale del Comando Provinciale del capoluogo calabrese ed il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lamezia Terme, sulla gestione dei rottami ferrosi nel comprensorio lametino.
Gli indagati sono in tutto 166. Le indagini avrebbero permesso di documentare l’esistenza di una vera e propria organizzazione, finalizzata al traffico illecito di rifiuti speciali anche pericolosi, con un ruolo centrale svolto dall’impresa “Palmieri Francesco”, dedita alla commercializzazione all’ingrosso di rottami ferrosi e semplicemente autorizzata alla “raccolta e trasporto di rifiuti speciali non pericolosi prodotti da terzi”.
Intorno all’impresa, gestita da Francesco Palmieri, sarebbe emersa l’esistenza di una fitta rete di conferitori di rifiuti speciali pericolosi e non: si tratta di 96 aziende, 7 enti pubblici e 21 soggetti privati.
La ditta “Palmieri Francesco”, sempre secondo l’accusa, nonostante la totale mancanza dei necessari titoli autorizzativi, nonche’ la carenza delle specifiche tecnologie e capacita’ richieste, avrebbe realizzato, nella propria sede legale, un vero e proprio impianto adibito al trattamento (consistente nella mera riduzione/adeguamento volumetrico e soprattutto miscelazione) di ingenti quantitativi di rifiuti speciali, pericolosi e non, costituiti per lo piu’ da veicoli fuori uso, parti di veicoli, R.A.E.E., rottami ferrosi in genere).
La stessa ditta, successivamente, attestando la surrettizia produzione di M.P.S., avrebbe provvedduto alla sua commercializzazione verso imprese compiacenti individuate in Sicilia, Puglia, Basilicata e Campania), con il conseguimento di ingenti ed ingiusti profitti. Il trasporto del rifiuto, qualificato M.P.S., al fine di renderne piu’ difficoltosa la tracciabilita’, era, invece, assicurato con vettori della “Ecofuturo s.r.l.”.
La Procura di Lamezia Terme, condividendo a pieno le ipotesi investigative formulate dalla polizia giudiziaria, ha disposto l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del titolare firmatario dell’impresa “Palmieri Francesco” nonche’ amministratore unico della societa’ “Ecofuturo s.r.l.”; l’applicazione della misura dell’”obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria” nei confronti di 10 persone; l’applicazione della misura dell’obbligo di dimora nei confronti di 7 dipendenti dell’impresa “Palmieri Francesco”; il sequestro preventivo dell’impresa “Palmieri Francesco” e di 39 veicoli (trattori stradali e semirimorchi) utilizzati per le predette attivita’ illecite, il tutto per un valore approssimativo di circa 15 milioni di euro.
Fonte: Agi

martedì 5 gennaio 2010

Canili municipali, si riparte da capo


Catania, 5 gen. - Il fenomeno del randagismo a Catania sta assumendo proporzioni allarmanti. Interi territori in mano a randagi che minacciano anche i ragazzi davanti le scuole ed il nuovo anno potrebbe portare novità su questo fronte e sui tanto sospirati canili comunali. La convenzione tra Comune di Catania e Provincia è stata infatti sottoscritta a fine dicembre ed entrerà in vigore a breve scadenza. Con l'ordinanza del sottosegretario di Stato alla salute Francesca Martini, non saranno più previste opere ciclopiche - sia per i privati che per gli enti pubblici - ma rifugi sanitari più modesti adatti ad ospitare un massimo di 200 animali. Da qui la necessità di rivedere il progetto inziale, che prevedeva la costruzione di una cittadella dell'animale. Dunque niente più cittadella, ma tre canili da realizzare nella periferia sud di Catania. Un'opera da quasi un milione di euro. Per ora poco si sa sui luoghi che potrebbero essere prescelti per realizzare le strutture. La zona deve avere almeno un'estensione di 5.000 metri quadrati, distante da strutture come ospedali, scuole e centri abitati. Le scelta sono orientate sulla parte Ovest della città dove abbondano i terreni abbandonati di proprietà comunale. Ecco allora che vengono individuati due dei tre siti dove dovrebbero sorgere i canili municipali. Il primo dovrebbe essere costruito a Monte Pò. Per il secondo si parla della zona nei pressi del depuratore di Pantano d'Arci, ove saranno ospitati solo i cani pericolosi, quelli per intenderci, che hanno già attaccato l'uomo.
Fonte: La Sicilia

venerdì 1 gennaio 2010

Petizione online contro i botti di capodanno

L’AIDAA (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente) ricorda che i botti di S. Silvestro ogni anno provocano la morte di diverse migliaia tra cani e gatti colpiti da infarto. Il presidente dell'associazione, Lorenzo Croce, ricorda che anche per il giorno di Capodanno è attivo il «Telefono Amico» di Aidaa (+393926552051)  per le segnalazioni e le urgenze. L’immagine di un cane o di un gatto che scappano come disperati e rimangono tremanti in un angolo o sotto ad un letto è un classico della notte di Capodanno. L'ultimo dell'anno infatti nuoce agli animali. Cani e gatti, a causa dell’udito molto più sviluppato del nostro, avvertono i rumori in maniera amplificata. Esistono rischi di morte vera e propria per colpa dei botti, si può parlare soprattutto per gli animali più piccoli, in particolare per gli uccellini, canarini, pappagalli ma anche cani, gatti e conigli possono avere i loro problemi. Gli uccellini infatti, a causa del loro metabolismo elevato, possono morire di spavento a causa di un’esplosione. Ma anche cani e gatti possono avere problemi, specialmente se cardiopatici. Se i botti non provocano la morte, in animali cardiopatici, possono causare dei peggioramenti, esattamente come gli esseri umani. Allo stesso tempo possono esserci animali che accusano livelli di stress enormi quando sentono le esplosioni. Infatti, nella maggior parte dei casi si verificano situazioni di panico, e nella confusione generale in particolare cani, gatti e conigli possono avere delle reazioni incondizionate come gettarsi nel vuoto, strappare il guinzaglio o correre per la strada col rischio di diventare pericolo per sè e per le persone. Ogni anno a causa dei botti almeno 500 cani ed altrettanti gatti in età avanzata muoiono d'infarto solamente in Italia. E' in atto una protesta pubblica attraverso una petizione online  (verranno inviate le firme al capo del governo e ai gruppi parlamentari) per chiedere che una volta per tutte i botti di capodanno siano messi fuori legge, in quanto oltre a provocare i noti incidenti provocano la morte di migliaia di animali e angoscia in altrettanti migliaia di animali ed esseri umani.
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