martedì 28 dicembre 2010

Botti: Aidaa, il decalogo dei consigli comportamentali per Micio e Fido

Ogni anno sono circa 5 mila gli animali, e tra loro oltre 1.500 cani e gatti, che muoiono nella notte di San Silvestro a causa dei botti. Ecco alcuni consigli di  Lorenzo Croce, presidente di Aidaa, per evitare che la notte di Capodanno gli animali domestici vivano ore di angoscia a causa dei botti di capodanno.

SUGGERIMENTI PER I PROPRIETARI DI CANI.
Non mostrarsi troppo protettivi, alimenta le loro paure; tenerli in appartamento, meglio se in una stanza in penombra e lontana dai rumori; minimizzare l'impatto dei botti accendendo la musica; non tenerli legati alla catena, potrebbero strozzarsi; passeggiare con il cane saldamente al guinzaglio, facendo attenzione per i cani anziani e cardiopatici; assicurarsi per tempo che siano facilmente identificabili con microchip, tatuaggio e medaglietta; se l'animale vi sfugge di mano, cercatelo nei canili e comunicate la scomparsa presentando denuncia di smarrimento ai vigili, carabinieri o polizia, e avvisate le associazioni animaliste e i siti Internet che si occupano di cani scomparsi; non rafforzare la loro paura dei botti agitandovi.

CONSIGLI PER I PROPRIETARI DI GATTI.
Non guardarli negli occhi, potrebbero diventare aggressivi; manifestare indifferenza accendendo musica o tv; non lasciarli soli in giardino e in balcone perché potrebbero farsi male, scappare o buttarsi di sotto; preparargli un rifugio alternativo già individuato magari sotto il letto; anticipare l'orario dei bisogni e nei casi più gravi chiedere al veterinario di fiducia un blando sedativo per tranquillizzarli; assicurarsi per tempo che siano identificabili per microchip o tatuaggio; se il gatto scompare cercarlo subito in zona, potrebbe essersi nascosto poco distante da casa; preparare una locandina con foto e numeri telefonici, affiggerla vicino a casa e diffonderla via internet sui siti animalisti.

Fonte: http://www.adnkronos.com/IGN/

Capodanno: Aidaa, almeno 5 mila animali uccisi dai botti ogni anno

L'Associazione Italiana a difesa degli animali e dell'ambiente, l'Aidaa, lancia l'allarme: "Ogni anno 5mila animali muoiono di crepacuore a causa dei botti", tra questi gli amici a quattro zampe sono almeno 1500. Un vero e proprio massacro, nonostante i continui appelli che da anni le associazioni animaliste lanciano e le persone di buon senso sottoscrivono, nonostante le migliaia di firme raccolte in questo periodo da più parti. Ancora una volta - rileva l'associazione - siamo costretti ad assistere impotenti a questo vero e proprio massacro di anicani e gatti (oltre a volatili e piccoli animali), per i botti sparati nella notte di Capodanno. Noi come al solito saremo attivi per dare le informazioni sui veterinari aperti nelle maggiori città italiane, anche se ci auguriamo che le autorità pubbliche applicando il buon senso vietino e limitino l'uso dei botti. Ovviamente noi rilanciamo la petizione online per dire basta a questa usanza grossolana. Ci vediamo cosi costretti anche quest'anno - prosegue - a riproporre sia l'appello alle autorità comunali perché con apposite ordinanze limitino o vietino completamente i botti di fine anno (i pronto soccorso degli ospedali si riempiono di imbecilli che rimangono feriti dai fuochi d'artificio che loro stessi stanno manovrando) e a riproporre i decaloghi dei consigli comportamentali per Micio e Fido che in quella notte vivono vere e proprie ore di angoscia. Seguendo alla lettera il decalogo - aggiunge Croce - sarà possibile evitare loro il forte stress che per i più anziani o malati può essere anche motivo di morte". L'associazione Aidaa anche quest'anno mette a disposizione il "telefono amico" al numero +3926552051, dove dalle ore 16 del 31 dicembre fino alle ore 3 della notte, i volontari potranno fornire indicazioni e consigli, dando a chi ne avrà bisogno informazioni utili e i recapiti dei pronto soccorsi veterinari aperti.

Fonte: http://www.adnkronos.com/IGN/

Euromobility, cala l'indice di motorizzazione nelle città italiane

Dopo anni di continuo incremento, l'indice della motorizzazione in Italia ha registrato un calo di oltre mezzo punto percentuale, attestandosi a 60,78 automobili ogni cento abitanti, e le auto 'Euro IV' e 'Euro V' sono in aumento. E' quanto emerge dal quarto rapporto di Euromobility sulla ''Mobilita' sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 citta''', realizzato dall'associazione con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente del Territorio e del Mare e con il contributo di Assogasliquidi e del Consorzio Ecogas. Secondo i dati del rapporto, realizzato in base a ricerche condotte in 50 citta' italiane, le auto con minor impatto ambientale, le 'Euro IV' ed 'Euro V', costituiscono oggi il 39,4% del parco auto italiano totale e Torino e' la citta' con piu' veicoli Euro V (2,6%). I mezzi a piu' basso impatto ambientale alimentati a Gpl e Metano, inoltre, continuano ad aumentare e sono passati dal 4,72% del 2008 al 6,06% del 2009, con le automobili a GPL che rappresentano oggi il 4,27% del parco auto e quelle a Metano l'1,79%. Per quanto riguarda i servizi innovativi, il 'bike sharing', dopo il boom del 2009, fa registrare comunque un incremento sia degli utenti (+51%) sia delle biciclette (+12%). Non avanza, invece, il 'car sharing' che vede una flessione delle auto in flotta (-3,6%) e un incremento del solo 0,7% degli utenti. Buone notizie dal rapporto di Euromobility, infine, per la qualita' dell'aria: per il PM10 tutte le citta' fanno registrare una diminuzione sia della media annuale sia dei giorni di superamento: la migliore e' Bolzano con 7 giorni di superamento, la peggiore resta Siracusa con 309 giorni.

sabato 25 dicembre 2010

Addio ai sacchetti di plastica dal primo Gennaio 2011

Il Consiglio dei Ministri ha confermato lo stop all'utilizzato dei sacchetti di plastica dal 1 gennaio 2011, senza proroghe. Lo annuncia in una nota il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo che, dopo essersi opposta all'introduzione dell'ennesima proroga,

mercoledì 22 dicembre 2010

Prende il largo Gojira, il nuovo intercettore degli attivisti di Sea Shepher

Ha preso il largo lunedì scorso da Hobart, in Tasmania, il nuovo battello degli attivisti di Sea Shepherd, l'organizzazione (nata da una costola di Greenpeace e ben più aggressiva) fondata dal capitano Paul Watson. Si tratta di un intercettore superveloce di trenta metri, dal temibile nome di "Gojira", il celebre mostro dei film giapponesi conosciuto in altre lingue come Godzilla. Con il suo equipaggio di undici marinai raggiungerà in mare aperto le altre due navi dell'organizzazione, la "Steve Irwin" e la "Bob Barker", con a bordo altri ottanta attivisti, per lanciare una nuova offensiva contro la flotta baleniera giapponese che sta per avviare la stagione estiva di caccia "scientifica" nell'Oceano Antartico con una quota di 1000 grandi cetacei. Il comandante della "Gojira", Locky MacLean, prima della partenza ha spiegato che l'imbarcazione è più veloce anche delle navi arpionatrici e quindi dovrebbe intercettare e raggiungere senza grosse difficoltà. "E' la settima missione di Sea Shepher contro le baleniere - ha aggiunto MacLean - e potrebbe essere risolutiva. Siamo meglio attrezzati che mai, abbiamo l'equipaggio più numeroso e più esperto. E con il vantaggio di arrivare prima, ci sono buone probabilità di riuscire a cacciarli via per sempre dall'Oceano Antartico". Un appello è giunto dal ministro degli Esteri neozelandese Murray McCully, che ha esortato entrambe le parti all'autocontrollo per evitare incidenti di grossa entità. Lo scorso gennaio una delle imbarcazioni di Sea Shepherd, il trimarano ad alta tecnologia Ady Gil, è stato speronato da una delle baleniere ed è affondato. Il Giappone si è procurato per il 2010-11 un permesso di caccia "scientifica" (che sfrutta una scappatoia del trattato baleniero internazionale) con una quota di 1.000 balene, in un’area che copre milioni di kmq di oceano sia a sud dell’Australia che a sud della Nuova Zelanda. Protesta il leader dei verdi australiani, Bob Brown. "Parlerò con l’ambasciatore giapponese a Canberra per offrigli l’opinione che questo è un comportamento criminale entro il Territorio antartico australiano", ha detto.

lunedì 20 dicembre 2010

Corsa clandestina di cavalli a Campobello di Mazara, 33 denunciati

Una corsa clandestina di cavalli e’ stata interrotta dai carabinieri a Campobello di Mazara (Tp), sulla strada comunale “Campana”, nei pressi dell’omonima discarica di rifiuti, lungo un tratto rettilineo asfaltato di circa due chilometri. Trentatre persone, tra proprietari degli animali e spettatori, sono state denunciate. Si tratta principalmente di operai, braccianti agricoli, muratori, autotrasportatori, ma anche di alcuni giovani disoccupati ed anziani pensionati. I cavalli che avrebbero dovuto gareggiare erano nove. Ma la corsa e’ stata bloccata prima che venisse dato il via. Tra le persone denunciate ci sono anche dieci pregiudicati. Tutti i partecipanti sono stati denunciati: i proprietari dei cavalli per maltrattamento di animali mentre gli spettatori per concorso nello stesso reato. A tutti verra’ inoltre contestata anche la contravvenzione al Codice della strada, che prevede l’applicazione di una sanziona amministrativa da 78 a 311 euro, in caso di partecipazione, a qualsiasi titolo, a corse di animali non autorizzate sulla pubblica via. Sul posto sono intervenuti i veterinari del servizio sanitario pubblico, che hanno condotto esami medico legali sugli equini, il cui esito verra’ riferito nei prossimi giorni. Indagini sono in corso per accertare se dietro l’organizzazione della corsa si celasse anche un giro di scommesse clandestine.

Fonte: Italpress
Foto: Siracusa News

Corsa clandestina di cavalli a Campobello di Mazara, 33 denunciati

http://www.siracusanews.it/
Una corsa clandestina di cavalli e’ stata interrotta dai carabinieri a Campobello di Mazara (Tp), sulla strada comunale “Campana”, nei pressi dell’omonima discarica di rifiuti, lungo un tratto rettilineo asfaltato di circa due chilometri. Trentatre persone, tra proprietari degli animali e spettatori, sono state denunciate. Si tratta principalmente di operai, braccianti agricoli, muratori, autotrasportatori, ma anche di alcuni giovani disoccupati ed anziani pensionati. I cavalli che avrebbero dovuto gareggiare erano nove. Ma la corsa e’ stata bloccata prima che venisse dato il via. Tra le persone denunciate ci sono anche dieci pregiudicati. Tutti i partecipanti sono stati denunciati: i proprietari dei cavalli per maltrattamento di animali mentre gli spettatori per concorso nello stesso reato. A tutti verra’ inoltre contestata anche la contravvenzione al Codice della strada, che prevede l’applicazione di una sanziona amministrativa da 78 a 311 euro, in caso di partecipazione, a qualsiasi titolo, a corse di animali non autorizzate sulla pubblica via. Sul posto sono intervenuti i veterinari del servizio sanitario pubblico, che hanno condotto esami medico legali sugli equini, il cui esito verra’ riferito nei prossimi giorni. Indagini sono in corso per accertare se dietro l’organizzazione della corsa si celasse anche un giro di scommesse clandestine.

Fonte: http://www.italpress.com/

sabato 18 dicembre 2010

L'orso polare non è spacciato, ci sono i margini per intervenire a sua difesa

L'animale simbolo della minaccia del riscaldamento globale sulla biodiversità non è spacciato e ci sono ancora delle possibilità di salvarlo dall'estinzione. Ad accordare il necessario "recupero" dovrà essere però l'uomo, con efficaci politiche di

lunedì 13 dicembre 2010

Cancun, Cop16: "priorità combattere i cambiamenti climatici"

Si è conclusa la 16a Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e, al contrario di quanto successo a Copenhagen, i delegati presenti, esclusa la Bolivia, hanno raggiunto un compromesso su un documento, il cosiddetto Copenaghen Accord, che rilancia il processo verso l'accordo globale sul clima del prossimo anno a Durban. ''Ora bisognera' definire i passi successivi per arrivare alla Cop17 pronti per definire gli impegni dei singoli Paesi e dare risposte positive alle questioni ancora aperte''. Cosi' Legambiente commenta la conclusione della Cop16 e analizza i punti principali dell'accordo di Cancun. ''Tra gli elementi incoraggianti e positivi - prosegue la nota di Legambiente - c'e' sicuramente la costituzione di un fondo verde per il clima a sostegno dei Paesi in via di sviluppo per gli interventi di riduzione delle emissioni e adattamento ai mutamenti climatici in corso. A tal fine si riconosce la necessita' di risarcire i danni e le perdite, causate dai cambiamenti climatici nei paesi poveri e si introduce un registro delle azioni per l'adattamento ai mutamenti climatici con le risorse finanziarie necessarie ad attuarli. L'altro aspetto importante dell'accordo e' il riconoscimento che gli attuali impegni di riduzione non sono sufficientemente ambiziosi. Abbiamo apprezzato il ruolo positivo svolto dall'Unione europea qui a Cancun. Una leadership che nei prossimi mesi dovra' tradursi in azioni concrete, a partire dall'aumento al 30% degli impegni di riduzione per il 2020, come gia' richiesto da Germania, Francia, Regno Unito e Spagna. Proprio per questo e' importante che l'Italia si aggreghi e sostenga questi Paesi - conclude Legambiente - Solo l'impegno di riduzione del 30% da parte dell'Unione europea potra' spingere, infatti, anche gli altri paesi industrializzati a fare altrettanto e garantire cosi' che Durban sia un successo''.

Via: http://www.asca.it/

Natale: aziende propongono giocattoli amici dell'ambiente

In questo Natale 2010, c'è chi ha pensato di riclare giocattoli in buono stato e di cederli, gratuitamente, a chi ne ha più bisogno. Sono aziende come Green Toys, Ecotoys, Synthesis e Last Minute Market Toys. Che di regali ecologici se ne intendono. E sempre per difendere l'ambiente, c'è anche chi ha deciso di produrne di nuovi e di venderli. A patto però che siano tutti rigorosamente fatti con materiali riciclati: come la plastica delle bottiglie di latte, con cui è possibile creare prodotti classici come i set di pentolini e piattini per giocare a fare la massaia, ma anche oggetti più insoliti, come i camion multicolor da netturbino. Si vendono nei negozi specializzati o online, a poco prezzo, ma spesso sono le associazioni a donarli ai bisognosi. Negli ospedali o nelle scuole. Per combattere gli sprechi, fare del bene, proteggere l'ambiente e insegnare ai bambini cosa significa "sostenibilità ambientale". E il riciclo vale anche per i libri "salvati" da alcune case editrici e ceduti a scuole, ospedali e centri anziani. Dal 2004 a oggi, infatti, più di 80.000 libri destinati al macero sono stati recuperati e hanno trovato nuova vita presso istituzioni benefiche nazionali e internazionali o sono stati rivenduti. Il dato viene evidenziato dall'Associazione contribuenti italiani che denota un aumento del trend in positivo dal 28 per cento dello scorso anno al 36 per cento di quest'anno. In pratica un italiano su tre acquista libri usati. Perché "trasformare lo spreco in risorse" conviene.

Fonte: http://www.repubblica.it/

sabato 11 dicembre 2010

Parco Pollino, intesa sulla reintroduzione del grifone

Una rete permanente per il Grifone. E' il principale risultato scaturito dal workshop ''Il Grifone in Italia'', in corso di svolgimento a Castrovillari, durante il quale il presidente del Parco Nazionale del Pollino, Domenico Zappaterra, ha

Legambiente premia l'Innovazione Amica dell'Ambiente

Legambiente ha consegnato le 'medaglie verdi' alle imprese del sud più lungimiranti che si sono distinte nel rispetto dell'ambiente. Giunto alla decima edizione, il Premio all'Innovazione Amica dell'Ambiente 2010 è stato assegnato nel corso del convegno 'Green economy a sud. Riflessioni e storie sul Meridione che ce l'ha fatta'. Sono stati ben 230 i progetti in tutta Italia che hanno partecipato quest'anno alla selezione. Le imprese più lungimiranti, utilizzando nuove tecnologie, sono riuscite a collocare beni in segmenti nuovi di mercato o a realizzare maggiore efficienza nell'uso e nel riutilizzo delle risorse. Crmp, Centro riparazione materie plastiche di Totaro Onofrio, Costruzioni Solari Srl, Essedi, Gruppo Stolfa Edilizia, Industria Olearia Biagio Mataluni Srl, Lenviros Srl, Mit-Molise innovazioni Tecnologiche Srl e Rummo S.p.A. Queste le aziende premiate nel corso del convegno dove sono state anche menzionate le innovazioni di Altanus S.p.A. e di LaboReg-Dipartimento Pau, Università di Reggio Calabria. I temi scelti per questa edizione del Premio all'Innovazione Amica dell'Ambiente sono quattro: ciclo chiuso delle risorse e nuovi materiali; la filiera delle energie rinnovabili; nutrire il pianeta, energia per la vita e abitare sostenibile. Per quest'ultima categoria la cerimonia di premiazione si terrà il 15 dicembre, a Milano. "Il successo del nostro premio, anche al Sud - osserva Andrea Poggio, vicedirettore generale di Legambiente - è la prova che per la Green Economy la crisi ha rappresentato solo un rallentamento nella crescita. E' dunque da qui che inizierà la ripresa. Ci domandiamo quanto tempo ci vorrà perché il governo se ne accorga e scommetta, come fa l'Europa, in una Italia sempre più verde".

Fonte: http://www.adnkronos.com/IGN/

mercoledì 8 dicembre 2010

Spara e uccide una renna in reality show, negli Usa è polemica

E' polemica sull'ultimo episodio del reality tv di Sarah Palin (andato in onda domenica sera negli Usa), in cui l'ex governatore dell'Alaska è immortalata dalle telecamere mentre spara e uccide un caribù. Ad accendere le animate discussioni è stato l'ultimo episodio del reality show 'Sarah Palin’s Alaska', andato in onda domenica sera, nel quale l'ex governatrice è stata immortalata dalle telecamere mentre spara e uccide un caribù (appartenente alla famiglia dei Cervidi e conosciuto generalmente come renna). Nel filmato la Palin carica in auto fucili e munizioni per andare a caccia con il padre Chuck e l’amico Steve Becker. Una volta trovata la preda, però, l’ex governatrice appare impacciata e finisce per sparare i primi cinque colpi a vuoto. Poi, grazie ad alcuni consigli del padre, riesce a colpire il bersaglio: il caribù, che si accascia al suolo. A quel punto, nel filmato (montato ad arte, altrimenti non si spiegherebbe come sia possibile che l'animale non abbia l'istinto di scappare non appena avvertiti gli spari), si vede la Palin che fa un sospiro di compiacimento prima di dare il 'cinque' al padre. Da parte sua il vice presidente della Peta (People for the Ethical Treatment of Animals), Dan Mathews, ha condannato duramente il fatto. Ma l'ex governatrice, dal suo profilo Facebook, risponde: ''E’ un episodio discutibile? Davvero? A meno che non abbiate mai indossato scarpe di cuoio, non vi siate mai seduti su un divano di pelle o mangiato un pezzo di carne, fareste meglio a risparmiarvi certe condanne''

Fonte: http://www.adnkronos.com/IGN/

lunedì 6 dicembre 2010

Sharm El Sheik: turista tedesca uccisa da uno squalo

Le spiagge di Sharm El Sheik, sul Mar Rosso, rimarranno chiuse fino a nuovo ordine. Lo annuncia un comunicato del ministero del Turismo egiziano, in seguito all'attacco mortale di uno squalo nella nota localita' balneare. Una turista tedesca di 70 anni e' stata uccisa da uno squalo nel golfo di Neema a Sharm El Sheik sul Mar Rosso. La donna e' stata attaccata mentre stava nuotando nei pressi della spiaggia privata di un albergo.

sabato 4 dicembre 2010

Clima: Wwf, l'emergenza ambientale rientri nei negoziati

Alla vigilia dell'arrivo dei ministri dell'Ambiente al vertice sul clima a Cancun, in Messico, e' necessario riportare l'emergenza ambientale al centro dei negoziati''. Lo chiede il Wwf, al quinto giorno della Conferenza mondiale Onu sui cambiamenti climatici. ''I ministri - aggiunge Mariagrazia Midulla, responsabile clima e energia del Wwf Italia - hanno il dovere di riportare gli impegni alle reali necessita' indicate dalla comunita' scientifica''. Secondo Midulla e' poi ''giunta l'ora di smetterla con i 'trucchetti', come accade sul capitolo 'deforestazione', dove qualcuno tenta di usare il relativo accordo per nascondere le emissioni di CO2 e non per tagliarle''. In base all'ultimo rapporto del Programma mondiale delle Nazioni Unite per mantenere l'aumento della temperatura media al di sotto di 2 gradi centigradi rispetto all'era pre-industriale dobbiamo eliminare 5 giga-tonnellate di CO2 dall'atmosfera entro il 2020. Il Wwf ha molto apprezzato la richiesta fatta in Italia di elevare il target di riduzione europeo a -30% inviata ieri al Governo dal Comitato per le Regioni, sottoscritta anche da UPI, Anci sotto forma di Patto Territoriale delle Regioni e delle Autorita' locali nell'ambito della Strategia Europa 2020. ''Ci aspettiamo che anche l'Italia arrivi con una buona dose di volonta' visto che proprio ieri a Cancun sia la European Climate Foundation che il prestigioso Worldwatch Institute hanno presentato studi in cui si dimostra come, a un investimento iniziale in energie rinnovabili ed efficienza energetica per un percorso verso la de-carbonizzazione, corrisponda in prospettiva un aumento del Prodotto Interno Lordo. Quasi tutti i Paesi hanno capito che la rivoluzione energetica conviene non solo dal punto di vista ambientale a anche di crescita e sviluppo. Ora", conclude Midulla, ''ci si domanda quando in Italia si comincera' a fare sul serio''.

Fonte: http://www.asca.it/

giovedì 2 dicembre 2010

Arriva la tessera sanitaria individuale per animali da compagnia

Da oggi anche gli animali da compagnia potranno avere una loro tessera sanitaria digitale. L'iniziativa, chiamata Amicopets, e' stata presentata ieri al ministero della Salute. I proprietari potranno registrare il proprio cane o gatto e avere sempre a portata di mano la sua cartella clinica. Il servizio costa 28 euro l'anno: registrandosi al sito www.amicopets.it il proprietario potra' registrare il proprio account, e ricevera' la tessera. Una volta registrato l'animale, il veterinario di fiducia carichera' i dati sanitari del cucciolo, che saranno sempre a disposizione sia degli altri veterinari, nel caso in cui ad esempio si sia in viaggio, sia dello stesso ministero della Salute, che li utilizzera' per un vero e proprio monitoraggio epidemiologico, ad esempio per le malattie trasmissibili all'uomo. La registrazione dell’animale nel portale favorisce infine il ritrovamento in caso di smarrimento. Comunicando il codice tessera al call center 800 97 86 88 sarà possibile segnalare lo smarrimento e dare avvio, attraverso la banca dati, alle operazioni utili a favorire il ricongiungimento con il legittimo proprietario. «Oggi, grazie al portale “AmicoPets” - ha detto il presidente senior dell’Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi), Carlo Scotti - abbiamo iniziato a costruire quella rete di strutture veterinarie, che immaginiamo come tanti presidi sanitari della salute animale. È una rete reale e virtuale, territoriale e informatizzata, che permette connessioni di tempo e di spazio con i nostri pazienti e con i nostri clienti impensabili nell’era pre-informatizzata». «Crediamo che la rete delle strutture veterinarie private, 6.700 capillarmente distribuite su tutto il territorio nazionale fra studi, ambulatori, ospedali e cliniche autorizzate - prosegue - possa unirsi al sistema pubblico per garantire agli animali da compagnia di proprietà un tetto minimo di prestazioni di prevenzione veterinaria, fondamentali per la salute animale e per la salute pubblica».

domenica 28 novembre 2010

Protesta di Legambiente per dire stop ai sacchetti di plastica

Il 73% degli italiani scegliera' la sportina riutilizzabile in alternativa alla busta di plastica, messa al bando a partire da gennaio 2011. E' questo il risultato degli exit pool di 'Vota il sacco' il simbolico referendum effettuato da Legambiente davanti ai supermercati della grande distribuzione per chiedere ai consumatori cosa utilizzeranno al posto della plastic bag. E ''Ministro di-smettila'' e' lo slogan dello striscione di Legambiente che stamattina ha manifestato davanti al ministero dell'Ambiente per chiedere lo stop effettivo dei sacchetti di plastica. Un'iniziativa che - preannuncia Legambiente - sara' replicata nei prossimi giorni davanti a diversi municipi italiani per chiedere l'approvazione di delibere comunali e per far si' che la legge varata non rimanga sulla carta, ma divenga realta'. E' questo il tema al centro di ''Ridurre si puo''' la campagna di Legambiente per la Settimana Europea dei rifiuti - di cui l'associazione e' promotrice - che intende sensibilizzare e informare sugli innumerevoli sprechi da evitare nella produzione dei beni e negli acquisti. ''In Italia consumiamo circa 20 miliardi di buste all'anno, un primato per cui il nostro Paese ha conquistato la maglia nera europea. Sostituendo con 10 sporte riutilizzabili i 300 sacchetti di plastica che ogni italiano consuma all'anno, risparmieremmo piu' di 180 mila tonnellate di petrolio e altrettante di emissioni di CO2, ma soprattutto eviteremmo di disperdere plastica indistruttibile nei campi, lungo le rive dei fiumi e nei mari'' ha ricordato Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente.

Fonte: http://www.ansa.it/web/

venerdì 26 novembre 2010

Pellicce insanguinate, giornata mondiale contro la barbarie

Pellicce insanguinate, monito per chi consuma un certo tipo di moda colpevole della sofferenza di milioni di animali. A mettere in scena il massacro degli animali da pelliccia gli Animalisti italiani, che hanno dato vita oggi a Roma a una manifestazione per

giovedì 25 novembre 2010

Acqua all'arsenico: il pericolo nasce dal consumo prolungato

L’Italia dovrà applicare le nuove norme che hanno abbassato ulteriormente i livelli di arsenico tollerati nei nostri acquedotti, altrimenti scatterà la procedura di infrazione. Una decisione necessaria, sostengono i commissari europei, perché l’eccessiva concentrazione di arsenico può provocare malattie, compreso il cancro. In un documento di 66 pagine Bruxelles chiede immediati provvedimenti che vietino di bere l’acqua del rubinetto in 128 comuni italiani, divisi tra quattro regioni. In testa il Lazio con 91 comuni sparsi tra Roma, Latina e Viterbo, dove l’arsenico supera il limite di 10 microgrammi per litro stabilito dalla Ue e talvolta supera anche i 50 microgrammi. Seguono la Toscana con 19 comuni, il Trentino Alto Adige con 10 e la Lombardia con 8. A trovarsi in difficoltà sarebbero, secondo i calcoli del Ministero della Salute, circa 250mila famiglie. I comuni coinvolti dovranno ora correre ai ripari in gran fretta. A scanso di equivoci è bene precisare subito che il pericolo di cui stiamo parlando non è immediato. L'Unione europea prevede la possibilità di deroghe, cioè periodi in cui è ammesso il consumo di un'acqua con una percentuale superiore di arsenico, perché il rischio sanitario nasce dall'accumulo, cioè dal consumo prolungato di una sostanza che contenga dosi eccessive di questo elemento. L'arsenico può finire nell'acqua per molti motivi. In parte per cause naturali, cioè perché è contenuto nel terreno. In parte per episodi di inquinamento che possono anche essere collegati a smaltimento abusivo di rifiuti tossici. Una cosa, però, è certa. La vicenda dell’acqua all’arsenico si trascina da anni. La legge che, applicando le direttive europee, fissa i parametri di potabilità risale al 2001. Nella norma era insita la possibilità di deroga per tre anni, prorogabile fino alla fine del 2011.

Fonti: http://www.tgcom.mediaset.it/http://roma.repubblica.it/

martedì 23 novembre 2010

Nasce un cucciolo di Cercocebo al Bioparco di Roma

http://www.adnkronos.com/
Al Bioparco di Roma è nato un cucciolo maschio di Cercocebo dal collare (Cercocebus atys lunulatus), evento non comune in una struttura zoologica per questa specie di scimmia. Il piccolo è nato lo scorso 7 novembre da mamma Ashante e papà Mongomo ed è stato rifiutato dalla madre, comportamento che talvolta si può verificare in questa specie. I guardiani del reparto 'Primati' lo hanno trovato aggrappato alla nonna materna Jasmine che vive insieme alla coppia. Dopo aver analizzato attentamente la possibilita' del reinserimento nel gruppo, lo staff zoologico ha immediatamente predisposto i turni di allattamento artificiale ogni 4 ore, giorno e notte. Il piccolo sta bene ed e' arrivato al peso di circa 720 grammi (alla nascita ne pesava 641). Per ogni 'poppata' assume 30 ml di latte artificiale come quello che si da' ai bambini neonati (la dose da cui si e' partiti e' 9 ml). Il cucciolo al momento non e' visibile al pubblico ma, appena possibile, avra' inizio il programma di inserimento graduale nel gruppo dei tre cercocebi del Bioparco, con metodi gia' sperimentati in altri zoo. ''E' importante sottolineare - spiega il Presidente della Fondazione Bioparco di Roma, Paolo Giuntarelli - che il Bioparco partecipa al programma europeo di riproduzione in cattivita' per le specie minacciate di estinzione (Eep). Infatti - continua - il Cercocebo dal collare rientra nella triste classifica delle 25 specie di Primati maggiormente minacciate di estinzione al mondo soprattutto a causa della distruzione dell'habitat e per il bracconaggio''.

Fonte: http://www.adnkronos.com/IGN/

lunedì 22 novembre 2010

Giornata Nazionale dell'Albero, donati 11.000 alberi

Ieri, domenica 21 Novembre, si è celebrata la Giornata Nazionale dell’Albero, un’occasione per richiamare l’attenzione sull’importanza dei boschi e delle foreste, indispensabili polmoni verdi del pianeta e strumento naturale di mantenimento dell’equilibrio idrogeologico del territorio. L’iniziativa è stata organizzata dal ministero dell’Ambiente in collaborazione con il ministero dell’Istruzione, il Corpo Forestale dello Stato e altri enti, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. All’iniziativa hanno aderito ben oltre 550 Comuni e 750 scuole, che hanno ricevuto dal Corpo forestale 11.000 alberi in donazione. Al riguardo, il ministro d’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha commentato: ‘l’entusiasmo con cui è stata accolta la Giornata dell’albero è il miglior viatico per la riuscita di una manifestazione che vuole coinvolgere tutti gli italiani nella tutela e valorizzazione dell’ambiente. Gli alberi non sono soltanto elementi essenziali dell’arredo urbano ma svolgono un ruolo fondamentale per l’assorbimento di Co2, riduzione dell’inquinamento acustico e la prevenzione del dissesto idrogeologico. E’ necessario, dunque, promuovere e incrementare la cultura del verde con iniziative come questa’. “La Festa dell’Albero è una campagna di Legambiente che si ripete ormai da 16 anni - ha dichiarato Rossella Muroni, direttore generale dell’associazione - per mettere a dimora nuovi alberi che contribuiscano ad una immagine positiva delle nostre città dando però anche un segnale forte di riappropriazione del territorio e di contrasto all’inquinamento e ai cambiamenti climatici”.

Via: http://fioriefoglie.tgcom.it/

venerdì 19 novembre 2010

Incendio devasta box con animali a Palermo, 7 rettili morti

Incendio in un box, a Palermo, dove erano custoditi animali esotici. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, carabinieri e Corpo forestale. Sette rettili morti e sette tratti in salvo dagli uomini del Corpo forestale. E’ il bilancio di un incendio divampato ieri mattina a Palermo, in un box di via del Carabiniere. Secondo i primi accertamenti, le fiamme sarebbero originate da un cortocircuito iniziato da una stufa elettrica. La struttura veniva utilizzato dal figlio della proprietaria, uno studente di vent’anni. Il rogo sarebbe scoppiato a causa di un cortocircuito ad una stufa elettrica. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Stazione Crispi. Personale del Corpo forestale è riuscito invece a salvare 2 boa, 3 pitoni reali, un serpente toro e un serpente della specie idrodinaster. A causa del denso fumo sprigionatosi dall’incendio sono morti sette serpenti di cui tre di specie “merolea spilota”, uno di specie “morelea virilis”, un serpente toro, due “elaphe taenura”. Si sono salvati due boa, tre pitoni reali, un altro serpente toro, uno di specie “idrodinaster”. Le fiamme, domate dai vigili del fuoco, non hanno provocato feriti ne’ danni al palazzo. Sulle cause sono in corso indagini dei carabinieri.

Via: http://palermo.repubblica.it/

mercoledì 17 novembre 2010

Favignana, torna in mare una Caretta caretta

Dopo un delicato intervento chirurgico ed un periodo di cura presso il centro specializzato WWF di Lampedusa, Mercoledì scorso una tartaruga marina Caretta caretta è tornata in mare, in libertà. L'iniziativa è stata svolta in collaborazione dell’Area Marina Protetta Isole Egadi, la Capitaneria di Porto - Guardia Costiera di Trapani, il Comune di Favignana, e la Ripartizione Faunistico Venatoria. Alle operazioni di liberazione hanno partecipato gli alunni dell’Istituto Scolastico Rallo di Favignana, con lo scopo di sensibilizzare i giovani alle tematiche ambientali ed in particolare alla salvaguardia degli ambienti marini. 

L'animale, raccolto in mare nel mese di settembre, aveva un amo conficcato nell’esofago e cosa più grave la lunga lenza (detta bracciolo) aveva ristretto 7 metri di intestino in un metro e mezzo. Il delicato intervento è andato a buon fine e l’animale dopo una lunga convalescenza può riprendere il mare. Le attività di tutela del mare rientrano nella più vasta campagna nazionale “Il Mediterraneo ti sta chiedendo aiuto” partita nel mese di luglio a tutela del “mare nostrum”. 

Sono 8 le minacce che incombono sul Mediterraneo e contro le quali si concentrano gli sforzi di tutela del WWF: distruzione degli habitat a causa delle attività di pesca, il bycatch di specie non bersaglio nella pesca, la pesca eccessiva o indiscriminata, il turismo non sostenibile, l’urbanizzazione non sostenibile della fascia costiera, le specie aliene introdotte, l’inquinamento, i cambiamenti climatici globali.

Fonte: Wwf

martedì 16 novembre 2010

Ambiente, tagli per un milione di euro

Le cifre contenute nella cosiddetta "Legge di stabilità" (ex Finanziaria), predisposta dal governo Berlusconi, parlano chiaro. Nel 2011, come denuncia un Rapporto del Wwf Italia, il bilancio complessivo del ministero affidato a Stefania Prestigiacomo sarà ridotto a un terzo di quello del 2008, anno d'insediamento del governo Berlusconi: da un miliardo e 649 milioni di euro ad appena 513 milioni. Una decurtazione secca di un miliardo. E nel triennio successivo, lo stanziamento verrà ridotto ulteriormente per scendere a 504 milioni nel 2012 e poi a 498 milioni nel 2013. Il taglio risulta ancora più netto e allarmante se confrontato con quelli molto meno drastici a carico di ministeri affini come i Beni culturali o le Politiche agricole. Nel primo caso, la dotazione del 2011 sarà di circa 1.320 milioni di euro contro i 1.930 del 2008. Nell'altro, si scenderà dai 1.747 milioni di tre anni fa a 1.320. Per entrambi, dunque, la riduzione sarà di circa il 20% contro il 60% del ministero dell'Ambiente, condannato virtualmente all'agonia. L'unico ministero che non subisce tagli consistenti è quello della Difesa: dal 2007 in avanti, il suo bilancio registra una riduzione massima intorno al 4%, peraltro recuperata interamente con il bilancio previsionale 2011-2013 dell'attuale manovra finanziaria. E si tratta di un'impostazione che, come dimostra anche l'ultima emergenza provocata dal maltempo, è destinata purtroppo a incidere ulteriormente sull'assetto idro-geologico del Paese. L'Italia, insomma, continua ad armarsi per guerre straniere ma resta disarmata per combattere le calamità naturali, le alluvioni, le frane e tutti i disastri che minacciano direttamente il territorio nazionale. Risulta inconcepibile perciò che i fondi concessi al ministero dell'Ambiente per il prossimo triennio equivalgano, secondo i calcoli del Wwf, al costo di quattro cacciabombardieri F35 o di una Fregata Multimissione.

Fonte: http://www.repubblica.it/ambiente/

Festa del sacrificio: Lav, rischio violazioni su animali

Da oggi il mondo mussulmano celebra la ''Festa del sacrificio'' e purtroppo lo fa con l'uccisione di pecore e capre, come succede nella Pasqua cristiana. E' quanto dichiara la Lav che sottolinea: ''il precetto secondo il quale il fedele maggiorenne debba sgozzare personalmente l'animale fa si' che, nonostante la legge permetta la macellazione rituale e quindi senza stordimento preventivo, piu' dolorosa delle altre tecniche, solo ed esclusivamente nei macelli specificatamente riconosciuti, possano ancora esserci, come negli anni passati, casi di uccisioni in case, garage o giardini. E non possono esserci deroghe di chicchessia per utilizzare palestre o altre aree improvvisate''. ''Per questo rivolgiamo un appello alle Forze di polizia locali e nazionali, ai Prefetti, ai Sindaci e ai Veterinari delle Asl affinche' nei prossimi giorni siano rafforzati vigilanza e controllo, in applicazione dei Decreti Legislativi 333 del 1998 e 193 del 2007 oltre che dell'articolo 544 bis del Codice penale, si rischia infatti l'arresto da sei mesi ad un anno o l'ammenda fino a 150mila euro - ha detto Gianluca Felicetti, presidente Lav - sono da rispettare, inoltre, le normative sulla corretta identificazione degli animali (codice individuale o di allevamento a seconda dell'eta' dell'animale), sul trasporto anche del singolo animale (solo mezzi autorizzati dalla Asl e con certificazione veterinaria di partenza e uso farmaci), visita veterinaria pre e post macellazione. Inoltre, vista la presenza nei normali circuiti distributivi, di carni 'halal' o 'kosher' da animali scartati dopo la macellazione, chiediamo il chiaro riconoscimento delle vendite in supermercati e macellerie''. La Lav auspica quindi che, a prescindere dalla fede o non fede professata, tutti possano cambiare scelte alimentari e indirizzarle verso prodotti non di origine animale: una scelta che fa bene a tutti, alla salute e all’ambiente. Da subito l’Associazione chiede che venga reso obbligatorio lo stordimento, sia per le macellazioni rituali che per quelle di volatili e conigli per consumo familiare.

Via: http://www.asca.it/

domenica 14 novembre 2010

Vietnam: scoperta nuova specie di lucertola

Varanus bitatawa
Una nuova specie di lucertola e' stata scoperta nel piatto di un ristorante vietnamita lasciando a bocca aperta non solo i commensali ma anche gli erpetologi. L'animale e' stato identificato sul menu' di un locale del Delta del Mekong dove e' servito alla griglia con contorno di insalata. La Leiolepis ngovantrii fa parte di una famiglia di sole femmine che si riproducono per partenogenesi. Per gli scienziati e' un ibrido di 2 altre lucertole strettamente imparentate che vivono nella zona. L’erpetologo americano Lee Grismer, che ha confermato la scoperta, ha detto: “E’ un lignaggio di vita completamente nuovo che si consumava e si vendeva nei ristoranti, una cosa sfuggita agli scienziati per centinaia d’anni”. Lo scorso Aprile era stata scoperta nelle Filippine, casualmente e quasi miracolosamente, da un team di ricercatori del Biodiversity Institute dell’Università del Kansas, una nuova specie di lucertola gigante lunga due metri e dotata di due peni. Battezzato "Varanus bitatawa", l’animale era stato scoperto in una valle del nord dell’isola di Luzon, dove è sopravvissuto alla progressiva scomparsa del suo habitat naturale e alla caccia da parte delle popolazioni locali. La scoperta era stata classificata come insolita, vivendo il lucertolone in una zona molto popolata e soggetta a una deforestazione intensa. I colori del rettile, che pesava appena dieci chili, erano suggestivi e una tonalità di base blu e nera si alternava a squame verdi e gialle. La caratteristica decisamente più curiosa però consisteva nel possesso di due peni, anche se in realtà va detto che per quanto insolita e inquietante la presenza di due organi riproduttivi non è appannaggio esclusivo del Varanus Bitatawa ed è una peculiarità di molti rettili: alcuni sauri e serpenti sono dotati infatti di due organi copulatori (emipeni) che in condizione di riposo vengono alloggiati in apposite tasche e che utilizzano alternativamente.

Fonti: http://www.ansa.it/ - http://www.corriere.it/

Le Regioni denuclearizzate bocciate dalla Consulta

La Corte Costituzionale ha dichiarato «illegittime» le leggi regionali di Puglia, Basilicata e Campania di divieto del nucleare sui propri rispettivi ambiti. La Consulta sul nucleare «ha ribadito un principio e fatto chiarezza: la competenza in materia di

A rischio i cento colibrì ospitati a Trieste

I Cento colibri' che sono ospitati in alcune serre del parco del Castello di Miramare, da lunedi' prossimo rischiano di morire di freddo e fame perche' non ci sono piu' soldi per il loro sostentamento. Dal ministero dell'Ambiente

venerdì 12 novembre 2010

Sette cavalli sgozzati all'ippodromo di Sassari

Sette cavalli da corsa sono stati sgozzati durante la notte all'interno delle scuderie dell'ippodromo "Pinna" di Sassari. Sei degli animali appartengono a un imprenditore nuorese. Forse la gelosia per le vittorie dei suoi cavalli in corse al galoppo in Sardegna e nella penisola dietro la loro uccisione. E' questa la prima ipotesi investigativa dei Carabinieri della Compagnia del capoluogo turritano. Nella loro furia omicida i malviventi che hanno agito in piena notte hanno ucciso anche un cavallo, ospitato nella stessa fila di box dei quadrupedi di Pili, di proprieta' di un altro appassionato allevatore, Francesco Cottu, di Ollolai (Nuoro). Sarebbe proprio l'uomo, secondo i carabinieri della Compagnia di Sassari, l'obiettivo dell'atto criminale. 

Stamattina sono stati i dipendenti dell'impianto ippico, che si trova a poche centinaia di metri dalla caserma, a fare la scoperta e ad avvisare i Carabinieri. Sul posto, insieme con i militari guidati dal capitano Sergio Molinari, sono intervenuti gli esperti della Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando provinciale e i veterinari della Asl sassarese, che hanno permesso di scoprire che i cavalli non sono stati sgozzati, ma uccisi con un unico colpo in fronte. Se con una pistola per macellazione, comunemente usata nei mattatoi o un'arma di piccolo calibro, lo accertera' la perizia disposta dal magistrato di turno. Le teste dei sette cavalli sono state prelevate dai veterinari e portate all'Istituto zooprofilattico di Sassari. Le carcasse saranno, invece, incenerite. Gli investigatori stanno ricostruendo le vittorie in carriera dei cavalli uccisi nel tentativo di individuare il movente e i responsabili.

Fonte: ANSA

mercoledì 10 novembre 2010

Buco ozono sembra danneggiare la pelle delle balene

Una comunita' di balene, seguita con grande attenzione dagli scienziati, ha mostrato segni di ustioni sulla pelle, frutto forse della riduzione dello strato di ozono nell'atmosfera. Lo sostiene un'equipe di ricercatori statunitensi e messicani, coordinati da istituti britannici, che hanno studiato 150 cetacei nel golfo della California, scattando foto e analizzando campioni della pelle. La conclusione è che anche le balene si ricoprono di bolle in conseguenza dei danni causati dai raggi solari. E proprio come gli uomini, gli esemplari con la pelle scura sono quelli che ne risentono di meno. Obiettivo dello studio, pubblicato sui 'Proceeding B', la rivista scientifica della britannica Royal Society, era approfondire gli effetti dei livelli in aumento di radiazioni Uv sul mondo animale. Le balene, spiegano i ricercatori, sono un buon modello, perché salgono in superficie per respirare, socializzare e nutrire i piccoli. Sono quindi particolarmente esposte al sole. Gli esperti del Centro di ricerche marine Cicmar, in Messico, coordinati da Laura Martinez della Zoological Society di Londra e dell'ateneo londinese, hanno seguito differenti tipi di balene per tre anni. Oltre alla foto ad alta precisione scattate, i frammenti di pelle analizzati al microscopio hanno rivelato i danni causati dal solleone, più profondi in caso di 'epidermide' chiara. Anche nel caso dei cetacei, infatti, quelli più scuri hanno un maggior numero di cellule che producono melanina, la risposta dell'organismo quando il Dna viene 'colpito' dalle radiazioni Uv.

Fonte: Adnkronos

Grimaldi Lines sostiene salvaguardia cetacei nel Mediterraneo

Grazie all’accordo sancito tra il Dipartimento Difesa della Natura dell’Ispra e  l’Associazione Culturale Scientifica Ketos, dallo scorso luglio Grimaldi Lines contribuisce attivamente alla campagna monitoraggio dei cetacei nel Mediterraneo centro-occidentale, mettendo a disposizione di ricercatori e biologi marini il traghetto “Catania”, impiegato sulla rotta Civitavecchia-Catania. Il traghetto ospita regolarmente i ricercatori Ketos che lavorano sul ponte di comando della nave registrando i dettagli di ogni avvistamento su un database nazionale, al fine di approfondire le conoscenze della popolazione dei cetacei dei mari dell’Italia meridionale.

domenica 7 novembre 2010

Balene: alle porte la caccia scientifica dei nipponici, al via la protesta

Con l'estate australe sta per partire la “caccia scientifica” delle baleniere giapponesi nell'Oceano meridionale, con una quota di 1000 grandi cetacei di tre specie. Una caccia definita “scientifica”, aggettivo che agli animalisti proprio non va giù. La loro protesta contro la nuova mattanza è partita già da un paio di giorni. Capofila per l’Italia è l’Enpa, che Venerdì mattina, con i colleghi di Lav, Leal e Bairo, ha dato corpo al proprio dissenso riunendosi di fronte all’ambasciata del Giappone di via Quintino Sella, a Roma.

E in Australia e Nuova Zelanda, come in altri paesi, il 5 Novembre si è commemorata la Giornata mondiale contro la caccia alle balene, per protestare contro la caccia in un santuario marino di 50 milioni di kmq attorno all'Antartide. In Australia gli attivisti del Fondo internazionale per il benessere degli animali (Ifaw) hanno inscenato una macabra protesta nella baia di Sydney: usando tecnologia di luci e suoni hanno fatto comparire sulle acque una balena, poco dopo colpita a morte e dissanguata da un arpione.

Nella città neozelandese di Auckland un centinaio di manifestanti, molti con abiti macchiati di rosso, hanno raggiunto il parlamento seguiti da un veicolo con sopra un modello di balena, mentre gli altoparlanti diffondevano richiami dei cetacei. "La flotta giapponese salpa fra breve verso il santuario e noi speriamo che la continua pressione li incoraggerà a riconsiderare ed a tornare indietro", ha detto il direttore del programma balene dell'Ifaw, Patrick Ramage.

"Uccidere balene in una santuario marino è illegale secondo la legge internazionale. E' assolutamente inaccettabile che il Giappone continui a farlo, e lo è doppiamente in un santuario internazionale", ha aggiunto Ramage, che ha elogiato il governo australiano per aver avviato un'azione legale presso la Corte internazionale di giustizia contro la caccia alle balene dei giapponesi.

Fonte: Terranews

Nucleare: Wwf, Agenzia e Veronesi non sono garanzia di controllo

Con la nomina di Umberto Veronesi a presidente dell'Agenzia nucleare, e con la definizione degli altri quattro consiglieri che lo affiancheranno, parte di fatto l'iter per il rientro dell'atomo all'interno dei confini nazionali, stimabile entro il 2020, secondo il sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia e l'amministratore delegato di Enel Fulvio Conti. ''Il nucleare è una scelta pericolosa e sbagliata e la nuova Agenzia per la siciurezza non garantisce effettivo controllo e imparzialità''. Così il Wwf sulla composizione dell'Agenzia. Secondo il Wwf ''il presidente Veronesi ha rilasciato in questo periodo numerose dichiarazioni in cui fa il promoter del nucleare non tenendo in alcun conto, pur essendo un medico, dell'ampia letteratura medico scientifica che dimostra come il nucleare sia pericoloso, per non parlare del problema non risolto delle scorie radioattive''. Non ci risulta, aggiunge il Wwf, che ''tra gli studi condotti dal professor Veronesi siano stati affrontati temi riguardanti i rischi legati al nucleare e alla sicurezza delle centrali''. E ''per questo la sua nomina ci sembra più un'operazione di immagine che di garanzia''. Il nucleare italiano, spiega Stefano Leoni, presidente del Wwf, era ''già moribondo in Italia 24 anni fa e tuttora ne sopportiamo i problemi residui''. Il Wwf, insieme con molte altre associazioni ambientaliste e al comitato 'Fermiamo il nucleare, non serve all'Italia', si mobiliterà in tutta Italia questo fine settimana per informare i cittadini e per offrire la possibilità di scegliere, anche ''sottoscrivendo la legge di iniziativa popolare 'Sviluppo dell'efficienza energetica e delle fonti rinnovabili per la salvaguardia del clima'''.

Fonte: http://www.ansa.it/ambiente/

Germania, dopo proteste il treno nucleare cambia percorso

Diverse decine di migliaia di manifestanti anti-nucleare si sono radunati a Dannenberg (Germania settentrionale) per contestare l'arrivo dalla Francia di un convoglio carico di scorie nucleari e per protestare contro la politica nucleare del governo tedesco. Quella di ieri è la più imponente manifestazione contro un convoglio di questo genere, anche se gli organizzatori parlano di almeno 50.000 contestatori e la polizia "solo" di diverse decine di migliaia. Il precedente record risale al 2008, quando arrivò in Germania l'ultimo convoglio, con 14.500 manifestanti. Il treno di ieri è partito Venerdì dalla Normandia (Francia) e i suoi 14 vagoni trasportano 123 tonnellate di scorie nucleari. Gli ambientalisti anti-nucleare intendono "bloccarlo pacificamente durante il percorso", ha spiegato un portavoce. Il treno e' diretto verso il deposito atomico di Gorleben ed e' considerato come il convoglio "piu' radioattivo mai" realizzato. Per evitare la mobilitazione anti-nucleare, il treno ha cambiato itinerario nel corso della notte ed ha deviato sull'asse Amiens-Reims-Metz. L'associazione tedesca dei contribuenti e il sindacato di polizia hanno chiesto a quattro società fornitrici di energia nucleare - EON, Vattenfall, RWE e EnBW - di contribuire in futuro alle spese per garantire la sicurezza dei convogli. Il capo del sindacato dei poliziotti ha detto a un quotidiano che l'operazione di polizia costerà ai contribuenti oltre 50 milioni di euro. Il governo di Merkel ha subito un forte calo di popolarità nell'ultimo anno, anche per la sua decisione di prolungare l'utilizzo delle attuali centrali nucleari di altri 12 anni, superando la precedenza scadenza che prevedeva la chiusura degli impianti nel 2021.

Via: http://it.reuters.com/

venerdì 5 novembre 2010

Festa delle energie pulite - 100 piazze per il clima

Il 6 e 7 novembre in tutta Italia ci sarà 100 Piazze per il Clima – Festa delle energie pulite. E’ una mobilitazione promossa da numerose organizzazioni e coordinamenti, tra cui la vasta Coalizione in marcia per il clima, fatta coincidere simbolicamente con il ventitreesimo anniversario della vittoria referendaria contro il nucleare, e organizzata per ribadire l’importanza della diffusione delle fonti rinnovabili, contro il nucleare e il carbone. Grazie a centinaia di appuntamenti in tutta Italia le due giornate saranno occasione per organizzare una raccolta straordinaria delle firme a sostegno del progetto di legge d’iniziativa popolare “Sviluppo dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili per la salvaguardia del clima”. Le firme (centomila), che Legambiente ha cominciato a raccogliere da fine giugno scorso, saranno consegnate in Parlamento prima delle festività natalizie. Legambiente insieme alle principali associazioni ambientaliste, forze sindacali e personalità del mondo della scienza e della cultura ha costituito un Comitato Nazionale ed elaborato un progetto di legge denominato Sviluppo dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili per la salvaguardia del clima per invertire la rotta che sta portando l'Italia fuori dall'Europa. Il Governo non sta facendo abbastanza per contrastare i cambiamenti climatici e perseguire gli obiettivi europei di riduzione dei gas a effetto serra che vincolano gli stati membri a ridurre, entro il 2020, le emissioni climalteranti del 20% realizzando, entro la stessa scadenza, un aumento sempre del 20% sia dell’efficienza energetica sia dell’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili. Qui l’elenco delle piazze che aderiscono all’iniziativa.

Dossier: Puglia, primato di siti con pneumatici abbandonati

Ogni anno l'Italia viene sommersa da pneumatici per auto. Tutte le "gomme" di scarto, infatti, vengono disperse nell'ambiente in luoghi non autorizzati: un dossier di Legambiente e Ecopneus (la società consortile attiva nel recupero e nel trattamento degli pneumatici auto usati) mostra che potrebbe ammontare fino a 100.000 tonnellate - ossia circa un quarto di quelli messi in commercio ogni anno - questa inquinante "montagna", distribuita su ben 1.049 discariche illegali. La Puglia e' la prima regione d'Italia per numero di siti sequestrati in cui sono presenti pneumatici fuori uso (pfu). Emerge dal dossier ''Copertone selvaggio'' presentato ieri a Rimini da Legambiente ed Ecopneus. Secondo questo studio ogni anno in Italia spariscono nel nulla, o si disperdono in canali poco chiari, fino a 100 mila tonnellate di pfu, circa 1/4 degli pneumatici immessi in commercio nello stesso arco di tempo. In tutto sono state censite nel Paese 1049 discariche illegali. Di queste il 63 per cento si concentra in quattro regioni (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia). La Puglia e' la prima con 230 siti sequestrati, quasi il 22 per cento del totale nazionale. Secondo il dossier e' ''un primato riconducibile sia ad una diffusa illegalita' nel settore - dovuta anche alla non piena efficienza dell'intera filiera di raccolta e recupero di pfu (scarsi sbocchi economici per i prodotti trattati) - sia all'intensa ed efficace attivita' d'indagine svolta dalle Forze dell'ordine (coordinate dal 2007 in una task-force ambientale sostenuta dall'Amministrazione regionale), che consente di raggiungere importanti risultati operativi, con numerosi sequestri e denunce''. Le discariche costituiscono un grave pericolo per l'ambiente soprattutto per gli incendi.

Fonte: http://www.libero-news.it/

giovedì 4 novembre 2010

Wwf: nel 2030 avremo bisogno d'una nuova Terra

Il Wwf ha presentato lo studio biennale 'Living Planet Report 2010'. L'impronta ecologica dell'uomo sul pianeta oggi e di gran lunga superiore alle capacita' della Terra di rigenerarsi: se si continua in questa direzione entro il 2030 avremo bisogno di un altro pianeta per soddisfare i nostri bisogni. E' la sintesi del nuovo report sullo stato di salute del pianeta realizzato in collaborazione con la Zoological Society di Londra e il Global Footprint Network. Dal 1966 a oggi l'impronta ecologica dell'uomo - ovvero la domanda di risorse naturali necessarie per le nostre attivita'- e' raddoppiata, quella idrica e' in costante aumento con impatti e ricadute su fiumi e falle acquifere, e se si considera non solo il consumo pro capite ma anche l'acqua 'virtuale' contenuta nei prodotti commercializzati, la situazione si fa drammatica. Per Gianfranco Bologna, direttore scientifico dell Wwf Italia "la situazione sempre piu' grave in cui versano i sistemi naturali del pianeta a causa della nostra pressione dimostra l'insostenibilita' dei modelli economici attuali". Il rapporto biennale fotografa lo stato di salute del pianeta e indica le soluzioni per invertire subito la rotta. La perdita di biodiversita' "e' sintomo del cattivo stato di salute degli ecosistemi", si legge nel dossier, "e implica un peggioramento dei servizi eco-sistemici che sono alla base della nostra vita e del nostro benessere: la fornitura di cibo, di materie prime e di medicine". Basti pensare, sottolineano dal Wwf, "che circa il 75 % delle 100 principali colture a livello mondiale fa affidamento sugli impollinatori naturali.Tra i 10 Paesi con l'impronta ecologica pro-capite piu' 'pesante' ci sono: Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti, Belgio e Canada. Ma anche l'Italia non brilla in 'leggerezza': il Belpaese si trova al 29esimo posto della poco lodevole classifica, subito dopo Germania, Svizzera e Francia. Complessivamente i 31 Paesi dell'Ocse, che includono le economie piu' ricche del mondo, sono responsabili di circa il 40% dell'impronta globale. Per il Wwf, se si considera che nel 2050 la popolazione del pianeta raggiungera' i 9 miliardi, l'imperativo per tutti e' investire nella Green Economy per rientrare nel limiti del pianeta.

Fonte: http://www.agi.it/

lunedì 1 novembre 2010

Gatto preso a calci: si cerca il responsabile, probabilmente un minore

Un ragazzo prende la rincorsa e ridendo colpisce con un violento calcio un gatto che, ferito, perde molto sangue mentre l'aggressore dice agli amici 'ormai e' morto, gli ho rotto la schiena'. E' il contenuto di un video messo su Youtube, cancellato alcune ore dopo ma che un utente indignato ha conservato e girato all'associazione Arcanimali che ha presentato denuncia alla polizia postale. L'inflessione dei protagonisti del filmato fa ritenere possano essere della Sicilia centro-orientale. Nel filmato si vede un ragazzo, quasi sicuramente un minore, che sta per dare qualcosa, forse qualcosa da mangiare, al gatto. Quasi subito entra in scena un ragazzo più alto che sferra un violentissimo calcio al povero gatto che viene così catapultato in fondo alla via. Il povero micio si contorce violentemente, tenta di rialzarsi ma ricade più volte. Il tutto tra le risate generali. Unico escluso, forse, il primo ragazzo della scena il quale nota che il gatto perde sangue. Era possibile, se così fosse stato, ribellarsi? La logica del “branco” non lo consente.


Fonte: Geapress

"Sarah per sempre", nata l'associazione per aprire un canile

Il ricordo di Sarah Scazzi vivrà nell'associazione  "Sarah per sempre" che appunto prende il suo nome, che sarà finalizzata all costruzione di un canile comunale. Il sindaco Mario De Marco e la madre di Sarah, Concetta Serrano Spagnolo, presidente di "Sarah per sempre", hanno aperto un conto corrente per la raccolta di fondi, le cui coordinate bancarie sono state pubblicate sul sito internet di Avetrana (http://www.comune.avetrana.ta.it). Un significato sociale che va al di là degli affetti familiari e dei pochi amici. La ragazza che camminava rasentando i muri, ascoltando musica, a volte chiusa in se stessa, evitando lo sguardo degli sconosciuti, amava molti i cani, anzi aveva la capacità di attrarli («Mamma è fredda con me - aveva scritto nel diario, - a volte litighiamo, ma una cosa ci accomuna, l’amore per i cani»). Nella casa del patrigno, Cosimo Spagnolo, a Torre Colimena, vive un cane; ogni giorno Concetta e Sarah gli portavano da mangiare. Di Saetta, si sa tutto. Per giorni, dopo la scomparsa di Sarah, l’ha attesa vicino al cancello di casa Misseri. L’aveva seguita fino alla villetta rosa, partendo da vico Secondo Verdi, e lì è rimasto, abulico e rifiutando di mangiare. Ora si aggira nel quartiere. La gente di via Deledda non vuole perderlo. È un cane randagio per modo di dire, potendo contare sull’adozione di tante famiglie. Anche Valentina, sorella di Sabrina, dice che Saetta deve restare vicino alla casa dei Misseri. Soci promotori dell'associazione, la famiglia Scazzi (Concetta, presidente provvisoria, il marito Giacomo e il figlio Claudio), con il patrocinio del Comune. L’obiettivo è raccogliere fondi per far nascere un centro zoo antropologico, in pratica un centro di assistenza ai cani randagi e di diffusione della cultura di rispetto degli animali. «I soldi, se verrà accolto il nostro appello, devono essere utilizzati bene» ha detto Concetta.

Fonte: http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/

domenica 31 ottobre 2010

Olimpia, l'aquila della Lazio: Lav chiede l'intervento del Corpo Forestale

© Fotonotizia
Due settimane fa ha firmato un contratto da 125mila euro per un anno. E' il rapace della Lazio: l'aquila Olimpia. Si ciba di pollo, salmone o coniglio una volta al dì. Pesa 12 kg, ha un' apertura alare di due metri e mezzo. «E' una femmina di aquila reale americana, ha 5 anni e può vivere sino a 80», svela il capo falconiere Juan Bernabé. La casa di Olimpia è un autentico albergo a cinque stelle. «Ha una stanza esclusiva per le giornate piovose - spiega il team manager Manzini - e un veterinario privato a disposizione». È quest' ultimo l'unico italiano dello staff che segue Olimpia: i 3 falconieri sono spagnoli e fanno parte della Eagle and Victory Srl, società che l' ha acquistata per 7.500 euro. Olimpia è ormai diventata un' attrazione per i tifosi, che sgomitano per fotografarla in volo all'Olimpico. Spiega l' Assessore all' ambiente Fabio De Lillo, che si è opposto alle proteste della Lav e dell'onorevole Cirinnà: «Grazie a Olimpia ci sono circa 7mila bambini in più allo stadio e il mondo animale dunque non viene dimenticato». La Lazio ha infatti firmato un accordo con l' associazione "Recupero della Fauna Selvatica". La Lega Anti Vivi sezione ha chiesto l'intervento del Corpo Forestale dello Stato per impedire lo spettacolo: «Siamo contrari per chiari motivi etici - c’è scritto in una nota del presidente Gianluca Felicetti - ma anche perchè si tratterebbe di un’esibizione illegale in base al regolamento del Comune di Roma per la tutela degli animali. Vieta l'esposizione di volatili selvatici e qualsiasi forma di spettacolo, di intrattenimento pubblico o privato effettuato con o senza scopo di lucro che contempli, in maniera totale o parziale, l'utilizzo di animali, sia appartenenti a specie domestiche che selvatiche.». Intanto è partita una raccolta fondi, alla quale hanno già aderito anche i giocatori biancocelesti, e ogni volta che un volatile sarà salvato verrà liberato all'Olimpico oppure a Formello direttamente dai tifosi.

Fonti: http://www.repubblica.it/ - http://www.corrieredellosport.it/

Usa: Marina testa la nave che funziona ad alghe

Nel corso di un test perfettamente riuscito, tenutosi nelle acque della Stazione Navale di Norfolk (Virginia), un'imbarcazione sperimentale della Marina militare americana, la Riverine Command Boat (RCB-X), ha solcato il mare sospinta dall'energia dei suoi motori alimentati da una miscela al 50 per cento di biocarburante derivato dalle alghe marine e di Nato F-76, un tipo di gasolio normalmente estratto dal petrolio. La miscela produce un carburante definito, nell'ambito delle industrie petrolifere, diesel rinnovabile o HR-D. A differenza degli altri biocarburanti, l’HR-D non contiene acqua, cosa che lo renderebbe incompatibile con i sistemi di alimentazione dei motori delle navi. Inoltre il mix messo a punto dalla Marina Usa ha una «vita» più lunga rispetto alle altre energie rinnovabili di origine biologica (la media si aggira intorno ai sei mesi). I test e i rilevamenti sono stati effettuati dai ricercatori del programma Naval Sea Systems Command's Advanced Fuels della Marina americana. L'esperimento è stato condotto nell'ambito di più ampie ricerche dedicate a scoprire fonti di energia alternative, allo scopo di utilizzarle in un futuro prossimo in alternativa al petrolio e i suoi derivati. Alla luce dei risultati della prova svoltasi a Norfolk, la Marina militare spera di riuscire a usare l'innovativo carburante sulla metà della propria flotta. L'ammiraglio Philip Cullom, direttore del Chief of Naval Operations Energy and Environmental Readiness Division, ha dichiarato: «Adottare carburanti ecocompatibili è nell'interesse della Marina, perché ci consentirà di mantenere le capacità di movimento e di combattimento. Non è solo una forma di tutela della natura, ma una tutela della nazione intera. Possedere fonti di energia alternativa abbondanti e affidabili ci permetterà di non essere più ostaggio di una qualunque fonte di energia, come accade con il petrolio».

Fonte: http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/

Oceani piu'caldi e acidi, sotto monitoraggio

Proprio come ad un malato in ospedale, anche agli oceani andrebbero monitorati i parametri vitali. Secondo la Partnership for Observation of the Global Oceans (Pogo), un'organizzazione che riunisce le principali istituzioni oceanografiche del mondo, il sistema dovrebbe essere messo in piedi entro il 2015, ed aiuterebbe a segnalare eventi catastrofici come i terremoti sottomarini che causano gli tsunami, oltre a fornire in tempo reale i dati sullo stato di salute, sempre più malandato, degli oceani. «In futuro gli oceani saranno più salati, più caldi, più acidi e con meno biodiversità - spiega Jesse Ausubel, uno dei fondatori dell'organizzazione che porterà la richiesta al Geo VII, la conferenza interministeriale che si apre a Pechino il 4 novembre - è arrivato il momento di capire bene cosa sta succedendo nei mari che ci circondano». Il sistema studiato costerebbe da 10 a 15 miliardi di dollari, più 5 all'anno per il mantenimento, ma secondo gli esperti porterebbe a vantaggi economici molto maggiori dei costi. Le variabili da misurare sono di tre tipi, da quelli fisico-biologici, come il rumore e le vibrazioni, queste ultime utile «campanello d'allarme» per gli tsunami, a quelle biologiche, come i cambiamenti nelle popolazioni degli animali marini, a quelle chimiche come temperatura, inquinamento e acidità. Proprio quest'ultima è una delle caratteristiche che preoccupa di più gli esperti: «La superficie degli oceani - spiegano - è il 30% più acida rispetto al 1800, e il 50% di questo cambiamento è avvenuto negli ultimi 50 anni a causa della maggiore CO2 nell'atmosfera. Questo trend mette a rischio le barriere coralline, ma anche diverse specie di plancton che sono alla base della catena alimentare marina. «Dipendiamo dagli oceani per i trasporti, le proteine, i farmaci, i minerali e gli idrocarburi - commenta il direttore di Pogo Trevor Platt - ma non sappiamo nulla riguardo a come gli oceani stanno cambiando. Senza le informazioni appropriate non riusciamo a prevedere e prepararci a ciò che succederà in futuro».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/

venerdì 29 ottobre 2010

Camera ratifica convenzione Ue, traffico di cuccioli e' reato

La Camera ha ratificato la Convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione degli animali da compagnia, siglata a Strasburgo il 13 novembre 1987. Il provvedimento ha ottenuto 489 voti a favore, 13 astenuti e nessun voto contrario e stabilisce che il traffico di cuccioli e' reato pevedendo sanzioni penali per chi introduce illegalmente cani e gatti in Italia. La Lav, tra i principali sostenitori della legge, ''festeggia'' l'approvazione in via definitiva del testo che ''permettera' di stroncare la tratta di animali dall'Est''. ''Un mercato illegale da 300 milioni di euro l'anno - spiega il presidente della Lav, Gianluca Felicetti - giocato sulla pelle dei quattro zampe e di ignare famiglie, sviluppatosi finora anche con gravi rischi sanitari in normali circuiti grazie a una rete di coperture, per la mancanza di una normativa efficace di contrasto''. Il nuovo reato, gli ha fatto eco Ilaria Innocenti, responsabile nazionale settore cani e gatti della Lav, ''ottenuto grazie alla proposta presentata due anni fa dal ministro degli Esteri, Franco Frattini, con il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini e il sostegno dei parlamentari dell'Intergruppo animali, prevede la reclusione da tre mesi a un anno e la contestuale multa da 3.000 a 15.000 euro, sara' quindi perseguito chiunque, al fine di procurare a se' o ad altri un profitto, reiteratamente o tramite attivita' organizzate, introduce, trasporta, cede o riceve cani o gatti privi di sistemi di identificazione individuale e delle necessarie certificazioni sanitarie e non muniti, ove richiesto, di passaporto individuale''. Un'aggravante, ha concluso Innocenti, ''e' prevista se i cani o i gatti introdotti illecitamente sono cuccioli di eta' accertata inferiore a dodici settimane o provengono da zone - come i Paesi dell'Est - sottoposte a misure restrittive di polizia veterinaria per evitare la diffusione di patologie come la rabbia''.

Fonte: http://www.asca.it/

Il fenicottero ritenta la nidificazione in Sicilia dopo sospensione caccia

Dopo la sospensione della caccia, una cinquantina di nidi di fenicottero sono stati scoperti da un gruppo di ornitologi della Lipu e di Ebn Italia nei pantani di Pachino, all'interno del sistema delle zone umide dei pantani Cuba e Longarini, a cavallo delle province di Siracusa e Ragusa. Gli unici tentativi di nidificazione di questo trampoliere in Sicilia erano stati individuati tra il 2000 e il 2004 nella sola Riserva orientata di Vendicari

Il fenicottero, specie particolarmente protetta dalla legge 157 e dalla direttiva comunitaria "Uccelli", non nidifica soltanto nel periodo primaverile, ma anche nei mesi di ottobre e novembre, con la schiusa delle uova, che in alcuni casi si protrae fino a dicembre inoltrato. Non si tratta dunque di anomalie, ma di un comportamento ben noto e documentato dal punto di vista scientifico. "Il tentativo di nidificazione - dice Nino Provenza, delegato Lipu Sicilia - e' un'ulteriore e incontrovertibile testimonianza di come l'assenza di attivita' venatoria sia l'unica strada che permette di realizzare appieno il potenziale naturalistico della zona". 

Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (l'inizio dell'attivita' venatoria avvenne il primo ottobre), ad esempio, il rapporto in termini di numero di specie presenti e' di 1 a 10 (per una specie presente l'anno passato ve ne sono 10 quest'anno), mentre in termini di numero di esemplari siamo 1 a 100. Quest'anno la chiusura dell'attivita' venatoria ha determinato, nei pantani Cuba e Longarini, un notevole incremento delle presenze di uccelli (anche la moretta tabaccata, specie minacciata a livello globale) e anche una maggiore fruizione dell'area da parte dei visitatori.

La "Direttiva Uccelli" riconosce la perdita e il degrado degli habitat come i più gravi fattori di rischio per la conservazione degli uccelli selvatici; si pone quindi l'obiettivo di proteggere gli habitat delle specie elencate nell'Allegato I e di quelle migratorie non elencate che ritornano regolarmente, attraverso una rete coerente di Zone di Protezione Speciale (ZPS) che includano i territori più adatti alla sopravvivenza di queste specie. Diversamente dai SIC, la cui designazione in ZSC richiede una lunga procedura, le ZPS sono designate direttamente dagli Stati membri ed entrano automaticamente a far parte della rete Natura 2000.



Fonte: AGI

Parco-scudo per fermare le trivelle in Val di Noto

"La via maestra per evitare le trivellazioni in Val di Noto e' quella di istituire il Parco nazionale degli Iblei. Il ministero dell'Ambiente ha attivato da tempo le procedure per l'istituzione del parco degli Iblei e di altri tre parchi nazionali in Sicilia e ha anche inviato alla Regione siciliana negli ultimi due anni finanziamenti per oltre 3 milioni di euro per le spese di istituzione e lo start up dei parchi". Lo afferma il ministro all'Ambiente Stefania Prestigiacomo dopo che il Consiglio di giustizia amministartiva ha ribaltato la sentenza del Tar dando il via libera alle trivellazioni della texana Panther Oil, nella Val di Noto, patria del barocco patrimonio dell'Unesco. Nel corso dell'ultima riunione svoltasi a Palermo il 23 e 24 settembre scorso la Regione, spiega il ministro, ha in pratica riavviato da zero il procedimento al termine del quale dovrebbe far pervenire delle proposte di perimetrazione dei parchi al ministero: 

"Il risultato e' un ennesimo rinvio a data da destinarsi della nascita dei parchi fra cui quello degli Iblei, la cui istituzione bloccherebbe di fatto ogni possibilita' di trivellazioni nella zona. Sono convinta che la Regione, anche alla luce della decisione del Consiglio di giustizia amministrativa, si attivera' immediatamente per colmare i ritardi accumulati che hanno impedito finora al ministero dell'Ambiente di istituire il parco-scudo per la Val di Noto". "Quella di procedere alle trivellazioni sarebbe una scelta folle che trasformerebbe questi luoghi di grande pregio turistico e agroalimentare in una dependance del petrolchimico di Priolo, che gia' ha provocato danni irreversibili alla salute ed all'ambiente e all'economia. La Val di Noto non puo' essere terra di conquista per qualsivoglia societa' petrolifera ma e' un patrimonio del Paese che sia il governo nazionale che quello regionale devono tutelare'', ha affermato in una nota il presidente nazionale dei Verdi per la Costituente ecologista Angelo Bonelli.

Via: AGI
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