giovedì 24 dicembre 2009

Operai Fiat contro Marchionne "Ci ha offesi, occupiamo lo stabilimento"


Palermo, 24 Dic. - Nei prossimi due anni gli investimenti della Fiat in Italia ammonteranno a circa 8 miliardi di euro. E' quanto ha riferito l'amministratore delegato della casa torinese, Sergio Marchionnne, nel corso dell'incontro a Palazzo Chigi con governo e sindacati. Ma la produzione di auto nello stabilimento di Termini Imerese cesserà a dicembre 2011, conferma Marchionne, motivando questa decisione con le "condizioni di svantaggio competitivo e le difficoltà strutturali" in cui il gruppo si trova ad operare nel sito siciliano.
Le tute blu protestavano già da tempo ma al loro fianco adesso si schierano i colletti bianchi. Tutti uniti, operai e impiegati della Fiat di Termini Imerese, contro i vertici dell'azienda. Le parole durissime dell´amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, hanno unito le diverse anime della fabbrica. I lavoratori sono delusi, arrabbiati e rassegnati per le affermazioni dell´ad sulla «Sicilia che dovrebbe avvicinarsi alla Lombardia» e sul fatto che una eventuale chiusura dello stabilimento «porrebbe problemi sociali di cui la Fiat non potrebbe farsi carico». «A questo punto occupiamo la stabilimento e riprendiamoci la fabbrica», propone la Fiom. «Le parole di Marchionne ci hanno offeso, da 33 anni lavoro qui in amministrazione, ho sempre difeso la Fiat e le sue decisioni, ma questa volta è stato oltrepassato il segno», dice Giovanni. «Dove sono finiti i nostri politici, il presidente del Senato Renato Schifani, il ministro Angelino Alfano e il sottosegretario Gianfranco Micciché? Dove sono mentre Marchionne chiude la Fiat?», dice Vito, impiegato da oltre 30 anni nello stabilimento di Termini. La riposta della politica siciliana è a dir poco flebile: «Avvieremo una raccolta di firme contro la Fiat che prende i soldi e scappa», dice la capogruppo del Pdl Sicilia all´Ars, Giulia Adamo. «È inaccettabile che il governo nazionale valuti positivamente il piano Fiat», dice Giuseppe Lupo, segretario regionale del Pd.
Sul versante aziendale, intanto tutto tace mentre il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha fatto sapere di considerare positivamente l’interesse del gruppo cinese “Chery” sullo stabilimento siciliano affermando che il governo vuole “far crescere la produzione di auto in Italia. Ci auguriamo - ha aggiunto il ministro a margine del forum Italia-India, a New Delhi - di farlo con Fiat ma siamo aperti a chiunque voglia venire”. Di avviso completamente opposto il giudizio della CGIL che con la segretaria generale siciliana, Mariella Maggio dichiara: “Un’impresa come la Fiat, che ha vissuto di incentivi dello Stato, deve assumersi adesso una responsabilità sociale. Termini Imerese deve restare un centro di produzione di auto: questo è per noi un punto fermo”. “La Cgil non accetterà soluzioni diverse che causerebbero gravi problemi in termini di occupazione e di prospettiva del sito industriale. Su questo - ha concluso la segretaria generale siciliana - non ci arrenderemo, chiediamo che il governo nazionale non stia alla finestra a guardare, né tanto meno ceda con soluzioni che porterebbero un altro tassello alla desertificazione industriale dell'isola”.
Via: La Repubblica/Adnkronos

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