lunedì 28 dicembre 2009

Nuova Zelanda: 125 balene si arenano


Wellington, 28 dic. - Almeno 125 balene pilota sono morte ieri in seguito ad uno spiaggiamento di massa in Nuova Zelanda, mentre altre 40 sono state salvate. Lo hanno detto fonti del Dipartimento per la tutela dell'ambiente a Wellington secondo le quali 63 cetacei si sono arenati sulla penisola di Coromandel, sulla costa est dell'isola Nord. Il personale del dipartimento aiutato da centinaia di volontari e' riuscito a far si' che la maggior parte delle balene abbiano potuto riprendere il mare. Questo non è il primo spiaggiamento di massa. In Australia e in Nuova Zelanda incidenti del genere sono periodici e le cause non sono ancora del tutto chiare. Gli ecologi lungamente hanno sostenuto che alcuni cetacei, comprese le balene, sono messi in pericolo dai sonar usati nei mezzi navali più moderni. Nel 2003 scienziati britannici e spagnoli hanno suggerito con vari articoli pubblicati sulla rivista Nature che i sonar possono causare spiaggiamenti e causare embolie gassose.

Trovato Dumbo negli abissi marini

Roma - Tra le specie scoperte nel censimento degli abissi, condotto dagli scienziati del  Census of Marine Life  c'é anche Jumbo Dumbo, un insolito essere con le pinne come le orecchie dell'elefantino Disney.
Il Census Marine Life, composto da un maxi-team di 344 ricercatori di 34 nazioni diverse, ha censito 17.650 specie viventi al di sotto dei 200 metri, 5722 sotto i mille metri.
Gli scienziati completeranno il lavoro di censire le acque, dalla superficie al fondale, entro fine 2010 per un totale di 210 spedizioni in ogni angolo degli oceani.
Jumbo Dumbo e le nove le specie di Dumbo, vivono tra 1000 e 3000 metri di profondità e sono specie di polpi con due pinne laterali. Jumbo Dumbo è lungo qualcosa come due metri e pesa sei chili. Non meno strano è il pesce 'coda di ratto' (Coryphaenoides brevibarbis) che vive tra 1700 e 4300 metri di profondità ed è un pesce bizzarro e allungato la cui età si può calcolare contando gli anelli di crescita nelle ossa dell'orecchio (otoliti), come si fa coi tronchi per datare gli alberi.
Un po' più su, intorno ai 1000 metri, troviamo coralli, cetrioli di mare, stelle, e una varietà incredibile di specie. Fanno notare la loro presenza anche strani vermetti (Lamellibrachia) che si cibano di petrolio in decomposizione e poi pesci che mangiano le carcasse di balene e altri abitanti dei mari.
Fonte: Ansa

venerdì 25 dicembre 2009

In Sicilia il Natale si fa in spiaggia


Palermo, 25 Dic. - A Catania e a Messina, dove la temperatura sfiora i 21-22 gradi, c'e' chi festeggia in spiaggia. Nei giorni scorsi shopping in maniche di camicia e persone a mare a prendere il sole, e i più audaci a fare anche il bagno. La piccola spiaggia di San Giovanni li Cuti, nella zona del lungomare di Catania, fino ad ieri è stata meta di appassionati del mare con l'insolito spettacolo natalizio di potere fare il bagno e guardare l'Etna innevato. Il vulcano attivo più alto d'Europa è imbiancato nelle sue zone sommitali, mentre sulle pendici, per il caldo, la neve è scomparsa.
Anche a Palermo, dove la colonnina ha toccato i 19-20 gradi, i giovani hanno preso d'assalto la spiaggia di Mondello. E c'e' chi ha scelto parchi e aree naturalistiche per stare all'aperto e celebrare il Natale con grigliate di carne e di pesce, come in genere in Sicilia i gitanti festeggiano la Pasquetta, tra marzo e aprile.
Il fenomeno, spiegano dall'ufficio meteo dell'aviazione militare di Sigonella, è legato alla presenza sulla Sicilia di un vento caldo che arriva dal Nord Africa. Il tempo mite sarà presente fino alla sera del 25 dicembre: per il giorno di Santo Stefano sono previsti un abbassamento della temperatura e l'arrivo della pioggia.

Babbo Natale resterà senza renne


Forse Babbo Natale dovrà cambiare la sua slitta. Se le cose continueranno come sta accadendo ora, gli ultimi branchi di renne selvatiche scompariranno nel giro di pochi anni. Nonostante esistano ovviamente molte renne addomesticate dai Lapponi, ci sono ancora branchi di renne selvatiche che abitano nel sud della Norvegia. La costruzione di dighe, impianti e alberghi per lo sci, e strutture idroelettriche sta però distruggendo le ultime valli in cui abitano questi ungulati. In Norvegia, dal 1960 a oggi, si è dimezzato il numero delle renne selvatiche, l' animale di Natale per eccellenza. Rimangono 30.000 esemplari, che potrebbero ridursi ulteriormente a 15.000 capi entro il 2020. La costruzione di dighe e di strutture turistiche nei territori dove vivono le renne ha infatti creato 24 gruppi, tra loro isolati, costretti a vivere in zone in cui scarseggia il cibo.
Alcuni zoologi hanno analizzato i viaggi di 24 specie di erbivori in quattro diversi continenti (Asia, Africa, Europa e Nord America), con esiti purtroppo non esaltanti. «Sei di queste specie, come l' Antilope saltante, il Damalisco a fronte bianca, l'Orice dalle corna a sciabola e il Quagga si sono estinte o hanno ridotto i loro spostamenti», afferma Grant Harris del US Fish and Wildlife Service, «Per le restanti, renne comprese, - si segnala comunque un notevole, diffuso declino. E tra le cause c'è anche la caccia legale e illegale a rappresentare una minaccia. Strade, recinti e altre opere dell' uomo impediscono, poi, i movimenti degli animali o l' approvvigionamento di cibo o di acqua». L'innalzamento delle temperature condiziona ormai in modo serio pure le migrazioni delle renne e dei nord americani Caribù. La conseguenza è che negli ultimi 30 anni si è assistito a un crollo del 60% del numero di renne e caribù, a causa dei cambiamenti climatici e del territorio. Mancando le migrazioni, gli ecosistemi rischiano il collasso. I movimenti degli erbivori hanno infatti un effetto benefico sulla fertilità del terreno e la crescita della vegetazione, grazie alle loro deiezioni. L' assenza di questi animali può avere poi risvolti negativi sulla vita dei loro predatori e forse fra qualche anno vedremo Babbo Natale con la slitta trainata da semplici cani.
Via: Corriere della Sera.it

giovedì 24 dicembre 2009

Operai Fiat contro Marchionne "Ci ha offesi, occupiamo lo stabilimento"


Palermo, 24 Dic. - Nei prossimi due anni gli investimenti della Fiat in Italia ammonteranno a circa 8 miliardi di euro. E' quanto ha riferito l'amministratore delegato della casa torinese, Sergio Marchionnne, nel corso dell'incontro a Palazzo Chigi con governo e sindacati. Ma la produzione di auto nello stabilimento di Termini Imerese cesserà a dicembre 2011, conferma Marchionne, motivando questa decisione con le "condizioni di svantaggio competitivo e le difficoltà strutturali" in cui il gruppo si trova ad operare nel sito siciliano.
Le tute blu protestavano già da tempo ma al loro fianco adesso si schierano i colletti bianchi. Tutti uniti, operai e impiegati della Fiat di Termini Imerese, contro i vertici dell'azienda. Le parole durissime dell´amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, hanno unito le diverse anime della fabbrica. I lavoratori sono delusi, arrabbiati e rassegnati per le affermazioni dell´ad sulla «Sicilia che dovrebbe avvicinarsi alla Lombardia» e sul fatto che una eventuale chiusura dello stabilimento «porrebbe problemi sociali di cui la Fiat non potrebbe farsi carico». «A questo punto occupiamo la stabilimento e riprendiamoci la fabbrica», propone la Fiom. «Le parole di Marchionne ci hanno offeso, da 33 anni lavoro qui in amministrazione, ho sempre difeso la Fiat e le sue decisioni, ma questa volta è stato oltrepassato il segno», dice Giovanni. «Dove sono finiti i nostri politici, il presidente del Senato Renato Schifani, il ministro Angelino Alfano e il sottosegretario Gianfranco Micciché? Dove sono mentre Marchionne chiude la Fiat?», dice Vito, impiegato da oltre 30 anni nello stabilimento di Termini. La riposta della politica siciliana è a dir poco flebile: «Avvieremo una raccolta di firme contro la Fiat che prende i soldi e scappa», dice la capogruppo del Pdl Sicilia all´Ars, Giulia Adamo. «È inaccettabile che il governo nazionale valuti positivamente il piano Fiat», dice Giuseppe Lupo, segretario regionale del Pd.
Sul versante aziendale, intanto tutto tace mentre il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha fatto sapere di considerare positivamente l’interesse del gruppo cinese “Chery” sullo stabilimento siciliano affermando che il governo vuole “far crescere la produzione di auto in Italia. Ci auguriamo - ha aggiunto il ministro a margine del forum Italia-India, a New Delhi - di farlo con Fiat ma siamo aperti a chiunque voglia venire”. Di avviso completamente opposto il giudizio della CGIL che con la segretaria generale siciliana, Mariella Maggio dichiara: “Un’impresa come la Fiat, che ha vissuto di incentivi dello Stato, deve assumersi adesso una responsabilità sociale. Termini Imerese deve restare un centro di produzione di auto: questo è per noi un punto fermo”. “La Cgil non accetterà soluzioni diverse che causerebbero gravi problemi in termini di occupazione e di prospettiva del sito industriale. Su questo - ha concluso la segretaria generale siciliana - non ci arrenderemo, chiediamo che il governo nazionale non stia alla finestra a guardare, né tanto meno ceda con soluzioni che porterebbero un altro tassello alla desertificazione industriale dell'isola”.
Via: La Repubblica/Adnkronos

martedì 22 dicembre 2009

Bologna regina e Catania maglia nera in sostenibilità urbana


Roma, 22 dic. - E' Bologna ha occupare nel 2009 la vetta della classifica delle 50 migliori città italiane per mobilità sostenibile. Trasporto pubblico funzionale, innovazioni all'avanguardia e un alto tasso di automobili in circolazione a basso impatto ambientale, queste le grandi qualità che hanno portato al vertice il capoluogo emiliano che ha introdotto e sviluppato mezzi di trasporto alternativi, come il car sharing (cioè l'auto condivisa). Milano è la città più attiva nel bike sharing (il servizio comunale di bicicletta condivisa). Parma perde così il primato del 2008 e scende al terzo posto, superata anche da Firenze.
Lo dice il terzo rapporto Mobilita' sostenibile in Italia elaborato da Euromobility con il contributo di Assogasliquidi e Consorzio Ecogas e con il patrocinio del Ministero dell' Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Nelle prime dieci posizioni soltanto una città del sud, Bari, al nono posto. Firenze si aggiudica la medaglia d'argento, seguita da Parma che perde due posti rispetto al 2008. Poi Trento, Milano che invece guadagna nove posizioni, Venezia, Reggio Emilia, Padova, Bari e Modena. In coda al gruppo: Taranto, Sassari e Catania.
L'Italia ha il tasso di motorizzazione più alto d'europa: 61,32 auto ogni 100 abitanti contro la media europea di 46. Le città con più auto sono Latina (72), Roma (più di 70) e Potenza (70). Le città virtuose sono Venezia e Genova, Bolzano e Bologna. A Napoli la palma negativa delle auto inquinanti (Euro 0) con più del 30% in cricolazione, seguita da Catania, con circa il 30%. Le città migliori (Euro 4) Aosta, Brescia e Roma.

Sette rinviati a giudizio per la strage del depuratore di Mineo



Il Gup di Caltagirone, Marcello Gennaro, ha rinviato a giudizio sette persone per l'incidente sul lavoro nel depuratore comunale di Mineo avvenuto l'11 giugno del 2008 in cui morirono sei persone. La richiesta era stata avanzata dal procuratore capo Francesco Paolo Giordano a conclusione di indagini svolte da carabinieri della compagnia di Caltagirone e del Noe. Secondo l'accusa, la morte dei sei operai sarebbe stata causata dall'esalazioni tossiche formatesi nel pozzetto di ricircolo dei fanghi durante le fasi della sua pulizia, che, secondo una perizia disposta dalla Procura e eseguita da tre docenti universitari, sarebbero state prodotte dallo sversamento illecito nella vasca di idrocarburi dall'autobotte della dittà Carfì che si trovava a operare sul posto. I capi d'imputazione contestati dal procuratore capo Giordano sono diversi e articolati. Nei confronti del sindaco Castania, dell'architetto Zampino e dell'allora assessore Mirata è ipotizzato l'abuso d'ufficio; Zampino e Mirata, inoltre, assieme al geometra Catalano, Virzì, Carfì e La Cognata sono imputati per omicidio colposo plurimo; Carfì e La Cognata sono anche accusati di causazione della morte come evento prodotto da un reato doloso, nella specie il traffico di rifiuti speciali. Nell'incidente morirono i dipendenti comunali Salvatore Pulici, Giuseppe Palermo, Natale Sofia e Giuseppe Zaccaria e due operai della società Carfì, Salvatore Tumino e Giuseppe Smecca. La prima udienza del processo sarà celebrata davanti il Tribunale di Caltagirone il 23 febbraio 2010.

domenica 20 dicembre 2009

Copenhagen si chiude con un accordo insufficiente


L'intesa, ancora da votare, non basta a combattere i cambiamenti climatici, tanto che si parla di fallimento del vertice

sabato 19 dicembre 2009

Si apre voragine nel centro di Sciacca, evacuate 20 famiglie


Sciacca (Agrigento), 19 dic. - Un consistente cedimento dell'asfalto si e' verificato giovedi notte in pazza Carmine, a Sciacca, nell'agrigentino, in pieno centro storico. Un forte boato ha svegliato i residenti e li ha costretti ad abbandonare le loro case. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e gli uomini della protezione civile. Il Comune al momento ha disposto l'ospitalita' degli sfollati, una ventina di famiglie, in alcuni alberghi cittadini. Con ogni probabilita' la causa della frana e' da addebitare ad alcune perdite fognarie che si sarebbero verificate nel corso degli anni nel sottosuolo. In queste ore i responsabili dell'ufficio tecnico del Comune, della Sogeir e della Protezione civile di Agrigento sono riuniti per discutere sui provvedimenti da adottare al fine di rendere gli interventi più veloci possibili.

A Copenaghen fatica l'intesa non vincolante


Copenaghen, 19 dic. (Adnkronos) - Dopo ore di trattative e consultazioni seguite al "no" di alcuni Paesi in via di sviluppo che minacciavano di far saltare l'intesa raggiunta ieri sera, la Conferenza dell'Onu sul clima a Copenaghen ha «preso nota» dell'accordo concluso ieri sera tra Usa, Cina, India e Sudafrica per la lotta ai cambiamenti climatici. La decisione comprenderà la lista dei paesi che si sono detti a favore dell'intesa e quelli, invece, dichiaratisi contrari. L'accordo di Copenaghen, un documento di tre pagine, fissa come obiettivo un tetto a due gradi del riscaldamento globale rispetto all'era pre-industriale. Nessuna cifra sul taglio delle emissioni di CO2, mentre vengono stanziati 30 miliardi di dollari dal 2010 al 2012 e 100 miliardi al 2020, destinati principalmente ai paesi più vulnerabili per sostenerli a contenere l'impatto dei cambiamenti climatici. Vince dunque la Cina che aveva rifiutato il target di emissioni globali al 2050 del 50% per tutti i paesi. Il presidente francese, Nicolas Sarkozy, esprime «delusione» per il mancato riferimento al taglio delle emissioni globali e annuncia una nuova Conferenza a Bonn entro 6 mesi. «Fallimento», «catastrofe», «fiasco totale», i commenti a caldo delle organizzazioni che stanno seguendo il vertice. Immediata la convocazione di una manifestazione di protesta all'esterno del Bella center, nel gelo della notte danese. Da Greenpeace ad Amici della Terra, dal Wwwf a Oxfam e a Christian Aid è un solo, unanime, grido. Il testo viene considerato peggiorativo persino al già imperfetto Protocollo di Kyoto. Il più sarcastico è il direttore generale di Greenpeace Francia, Pascal Husting: «Se ci sarà un politico che avrà il coraggio di parlare di successo, vincerà la Palma d'Oro come bugiardo dell'anno».

martedì 15 dicembre 2009

Copenaghen, arresti al vertice Onu sul clima



Copenaghen, 15 dic. - Dopo i primi duri scontri avvenuti sabato scorso a Copenaghen, tra alcune centinaia di black bloc armati di pietre e mattoni, e polizia, che hanno portato agli arresti di circa 700 persone (tra i quali anche dieci italiani), oggi si registrano 210 fermi effettuati intorno all'enclave anarchica di Christiania. Prima di mezzanotte e’ scattato il blitz nel quartiere di Copenhagen, per eliminare dalle strade le barriccate incendiate. Gia’ in precedenza, la polizia era intervenuta per cercare di spegnere le fiamme ed era stata accolta da un lancio di molotov, al quale era seguita una risposta degli uomini in divisa con i gas lacrimogeni.
Nota anche come «Città Libera di Christiania» il quartiere è parzialmente autogovernato e fu fondata all'inizio degli anni Settanta da un gruppo di hippies. Le forze dell'ordine hanno tenuto lontani la maggior parte dei giornalisti arrivati sul posto ma l'Ansa, dall'interno del quartiere, ha potuto constatare che ancora poco dopo la mezzanotte una quindicina di ragazzi sono stati ammanettati e, in fila indiana, sono stati fatti salire su un furgone cellulare per essere portati via. L'operazione di bonifica della zona è continuata con l'intervento della squadre cinofile della polizia.

A Palermo torna l'emergenza rifiuti


Lo sciopero dei dipendenti dell’Amia, ex azienda municipalizzata, ha reso la situazione a Palermo insostenibile. Le strade del capoluogo siciliano sono invase da tonnellate di rifiuti a causa della mancata pulizia dei giorni scorsi provocata dallo stato di agitazione degli operai.
Ieri un corteo pacifico si è mosso da piazza Castelnuovo e ha raggiunto Palazzo delle Aquile, sede del Comune. Alla manifestazione hanno aderito la maggior parte dei lavoratori Amia sotto le sigle sindacali di Cisl, Uil e Confsal. I dipendenti della ex municipalizzata per la raccolta dei rifiuti auspicano la ricapitalizzazione dell’azienda, che con circa 180 milioni di euro, rischia il fallimento. Ieri, dopo il turno straordinario di raccolta, la situazione in alcune zone è migliorata; in altre i cumuli d'immondizia invadono la sede stradale, provocando rallentamenti al traffico.
Si avvia invece a ritornare alla normalità la situazione della raccolta dei rifiuti nel territorio del catanese, dove la raccolta dell'immondizia è ripresa ieri alla mezzanotte. Intanto, il presidente della Regione Raffaele Lombardo ha ribadito che "talvolta i rifiuti non vengono raccolti perché si vogliono creare di proposito condizioni di emergenza. La differenziata non la si vuole fare decollare e c'é l'interesse a lasciare le cose come sono e a farle costare di più in modo tale che qualcuno guadagni di più". La Regione ha messo a punto un nuovo piano rifiuti che sarà consegnato tra qualche giorno dalla commissione presieduta dall'ex prefetto di Catania Anna Maria Cancellieri.

domenica 13 dicembre 2009

La Guardia Costiera sta recuperando le carcasse dei capodogli spiaggiati


Roma, 12 dic. (Apcom) - Sono al lavoro gli uomini della Guardia Costiera e gli operatori subacquei del secondo nucleo sommozzatori di Napoli per recuperare le carcasse dei capodogli che l'altro ieri sera si sono spiaggiati alla Foce di capo Iale-Laguna di Varano in provincia di Vieste, sull'Adriatico pugliese. Solo due dei nove cetacei hanno ripreso il largo. Sei sono già morti ma uno è ancora agonizzante. Il ministero dell'Ambiente ha escluso la possibilità di effettuare eutanasia medica sugli esemplari di capodoglio ancora in vita. "Era stato deciso di abbreviare l'agonia dei capodogli morenti con una forma di eutanasia medica, ma purtroppo - afferma il ministro Stefania Prestigiacomo - non sono disponibili in Italia dosi del farmaco indicato. Ho ritenuto e continuo a ritenere inumano farli uccidere a colpi di armi da fuoco pesanti".
Il recupero delle carcasse è molto complicato: i cetacei sono lunghi oltre 10 metri e pesano diverse tonnellate. Su posto cinque pattuglie della Guardia Costiera giunte via terra e una motovedetta delle Capitanerie di porto di Manfredonia e Vieste. Le carcasse dei cetacei verranno sottoposte a una serie di analisi per capire i motivi dello spiaggiamento di massa, che non ha precedenti nel Mediterraneo. L'università di Padova effettuerà delle analisi istochimiche con una necroscopia sui tessuti, mentre l'università di Siena farà delle analisi istologiche per individuare una eventuale contaminazione.

sabato 12 dicembre 2009

Amianto: al via il maxiprocesso eternit


Torino, 10 dic. - Si è aperta ieri mattina alle 10,17 nel Palazzo di Giustizia di Torino il processo per le vittime dell’Eternit. Sono 2100 le persone che hanno chiesto di costituirsi parte civile nel processo, mentre 2.889 sono le parti lese individuate dalla Procura. Due gli indagati presenti al processo, il barone belga Jean Louis Marie Ghislain de Cartier e il magnate svizzero Stephan Schmidheiny.
Dal 1952 ad oggi sono oltre 2.000 le vittime. Mai prima d'ora si era svolto in Europa un procedimento penale dai numeri così imponenti: 200 mila pagine di atti raccolti dal procuratore Raffele Guariniello e dai sostituti Sara Panelli e Gianfranco Colace. Ed è stato anche ribattezzato "il processo del secolo" non solo per i numeri eccezionali ma anche perché si tratta di un procedimento penale a cui tutto il mondo guarda. E' la prima volta che sono chiamati a rispondere delle contestazioni direttamente i vertici della multinazionale che avevano gestito anche i quattro stabilimenti italiani di casale Monferrato, Rubiera, Cavagnolo e Bagnoli.
Oltre duemila persone, tra spettatori e parenti delle vittime sono arrivati a Torino alle prime luci dell'alba, per assistere alla prima udienza del dibattimento. Il procuratore aggiunto torinese Raffaele Guariniello, titolare della maxi inchiesta, assicura che sarà “un processo giusto, per tutti, per le vittime e per gli imputati”. Guariniello ha annunciato che “l’Inail ha calcolato in 246 milioni di euro la spesa sostenuta per indennizzare le vittime dell’Eternit”. La prossima udienza è prevista per il 25 gennaio e sarà ancora dedicata alle questioni preliminari.

mercoledì 9 dicembre 2009

Anche ad Agrigento cittadini “In marcia per il clima”


Agrigento, 8 dic.  - Il vertice di Copenaghen, che si è aperto da qualche giorno nella capitale danese ed i cui lavori si protrarranno sino al 18 dicembre, è un appuntamento fondamentale nell’ambito del quale il nostro Paese e l’Unione Europea svolgono un ruolo da protagonista. Le organizzazioni aderenti al Comitato “In marcia per il clima” sono più che mai convinte dell’urgenza di una svolta a livello internazionale che porti a decisioni ambiziose e a superare ritardi e resistenze.
Sul sito www.centopiazzeperilclima.it  verranno pubblicate una serie di foto-notizie, che ciascun circolo territoriale di Legambiente realizzerà esponendo lo striscione “Fermiamo la febbre del Pianeta” nei luoghi-simbolo delle città italiane. Anche in Sicilia non sono mancate le iniziative a supporto della Coalizione “In marcia per il clima”. Ad Agrigento lo striscione è stato srotolato davanti al Tempio della Concordia. Sabato 12 dicembre, invece, sarà la volta di “Cento piazze per il clima”: a Termini Imerese, una grande manifestazione a carattere regionale per il clima, contro il nucleare ed a sostegno dei lavoratori dello stabilimento FIAT.
Il momento conclusivo della mobilitazione popolare, in tutta Italia, si avrà alle ore 18:00 di venerdì 18 dicembre, quando simbolicamente verrà organizzato il brindisi augurale per le decisioni che verranno prese dai Governi dei Paesi riuniti a Copenaghen. Ad Agrigento il brindisi sarà proposto, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, in Piazza Stazione, e costituirà fra l’altro l’occasione per avviare il Tesseramento 2010 di Legambiente e per promuovere le attività del progetto Energie Nuove-Ecosportello di Legambiente, allestendo al contempo una mostra fotografica delle riserve naturali della provincia di Agrigento.

lunedì 7 dicembre 2009

Citta' sommersa scoperta in Libia


Palermo,  5 dic. (Italpress) - Un gruppo di archeologi e tecnici della Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana e dell'Universita' Suor Orsola Benincasa di Napoli, guidati da Sebastiano Tusa, hanno effettuato una scoperta di notevole interesse scientifico. Nel corso del progetto ArCoLibia (Archeologia Costiera della Libia) iniziato alcuni anni fa e che ha gia' portato ad alcune scoperte eccezionali come quella della nave veneziana Tigre naufragata presso il capo Ras al-Hilal, agli occhi degli archeologi italiani che effettuavano immersioni di ricognizione nelle acque cristalline di Capo di Ras Etteen alla ricerca di relitti e strutture portuali, sul fianco occidentale del Golfo di Bomba, a non molta distanza da Tobruk, sono comparsi muri, strade, edifici e tombe.
Analizzando accuratamente le vestigia giacenti ad una profondita' compresa tra uno e tre metri, ci si e' accorti di essere in presenza di una porzione estesa oltre un ettaro di una vera e propria citta' sommersa. Una prima indagine morfologica chiarisce che le modifiche dell'area sono state vistose e macroscopiche anche in tempi storicamente recenti. Le vestigia individuate al fondo del mare riguardano una citta' d'epoca romana imperiale (intorno al II secolo dopo Cristo). Si trovava in una zona di grande interesse strategico in quanto situata nei pressi del golfo di Bomba, che ha da sempre costituito un ottimo ricovero per flotte ed una zona di approdo sicuro lungo l'infida costa cirenaica battuta da venti e piena di piccoli e grandi isolotti.

giovedì 3 dicembre 2009

Spot di Greenpeace: i leader invecchiati chiedono scusa per il destino del clima


(Ansa) Parigi, 2 dic. - Una decina di militanti di Greenpeace hanno brevemente invaso l’Assemblea nazionale francese, mentre era in corso un dibattito sull'imminente conferenza di Copenaghen sul clima. Il ministro dell’Ecologia francese Jean-Louis Borloo aveva appena terminato il suo discorso quando i militanti, che erano seduti fra il pubblico nelle tribune, si sono levati i soprabiti per esibire delle tee-shirt con il logo di Greenpeace e brandito degli striscioni gialli con su scritto: “E’ ora di agire, signor presidente”.
Intanto a Copenhaghen i viaggiatori in arrivo all`aeroporto vengono accolti da cartelloni pubblicitari con le facce invecchiate dei leader del mondo che chiedono scusa per non essere stati capaci di affrontare i cambiamenti climatici. I cartelloni pubblicitari piazzati nell`aeroporto mostrano Obama, Sarkozy, Lula, Merkel, Brown, solo per citarne alcuni, così come potrebbero apparire nel 2020. Gli annunci pubblicitari con le facce dei leader sono stati diffusi anche sulle riviste distribuite a bordo, per raggiungere i negoziatori in viaggio per il Summit. Le immagini sono accompagnate dal titolo “Mi dispiace. Potevamo fermare gli effetti catastrofici dei cambiamenti climatici- non l`abbiamo fatto”. È la campagna che Greenpeace ha lanciato insieme alla coalizione mondiale tcktcktck.org. con lo slogan: “Act now: change the future”.
  «Per il successo di Copenhagen - si legge sul sito di Greenpeace  Italia - sarà necessario un accordo equo, ambizioso e vincolante che presuppone:
- un impegno da parte dei Paesi industrializzati a tagliare le emissioni del 40 per cento al 2020 rispetto ai livelli del 1990;
- un piano per fermare la distruzione delle foreste tropicali entro il 2020;
- almeno 140 miliardi di dollari all'anno in risorse finanziarie pubbliche per contrastare i cambiamenti climatici nei Paesi in via di sviluppo».

mercoledì 2 dicembre 2009

Stop al fumo in auto: 250 euro di multa e punti decurtati dalla patente


Il fumo di tabacco è la più importante causa di morte prematura e prevenibile in Italia e rappresenta uno dei più gravi problemi di sanità pubblica a livello mondiale; ecco perché la prevenzione dei gravi danni alla salute derivanti dalla esposizione attiva e passiva al fumo di tabacco costituisce obiettivo prioritario della politica sanitaria del nostro Paese e dell'U.E. In Italia è proibito fumare nei luoghi pubblici al chiuso a partire dal 10 gennaio 2005, ad eccezione dell'introduzione di apposite sale fumo. Il divieto di fumare trova applicazione non solo nei luoghi di lavoro pubblici, ma anche in tutti quelli privati, che siano aperti al pubblico o ad utenti.
Se verrà approvato l'emendamento della Lega Nord al Codice della strada, potrà diventare davvero caro fumare anche mentre si è alla guida della propria auto. Per chi viene pizzicato a fumare in auto l'emendamento prevede multe pari a 250 euro e 5 punti decurtati dalla patente. Inoltre la multa raddoppierebbe se in macchina ci fosse anche un bambino. L'emendamento ha trovato d'accordo tutti i partiti presenti in Parlamento e verrà messo ai voti nel prossimi giorni. Dopo il voto in Commissione si passerà all'aula in Senato e poi si tornerà alla Camera.

martedì 1 dicembre 2009

Clima, l'India affonda il piano di Copenaghen


Roma, 1 dic. (Repubblica) - La Danimarca rilancia il patto sul clima, l'India lo affonda. A sette giorni Conferenza ONU sul clima di Copenaghen, continua l'altalena tra ottimismo e pessimismo. Nella mattinata di ieri era trapelata la bozza di accordo messa a punto dalla Danimarca:
  • emissioni serra globali dimezzate rispetto ai livelli del 1990 entro il 2050; 
  • 80% del taglio a carico dei paesi industrializzati; 
  • picco d'inquinamento entro il 2020 e poi la diminuzione in modo da evitare che l'aumento di temperatura superi i 2 gradi nell'arco del secolo, soglia oltre la quale il danno viene considerato catastrofico.
È una posizione in linea con le richieste degli scienziati che, in maniera sempre più pressante, sollecitano un rapido abbattimento delle emissioni serra. La presidenza danese inoltre aveva proposto uno stratagemma per aggirare la sfasatura temporale che rischia di far fallire il summit: gli Stati Uniti di Obama, dopo 8 anni di isolazionismo ambientale, vogliono rientrare in gioco, ma hanno bisogno di qualche mese per far passare una legge nazionale coerente con questo obiettivo. Di qui l'idea di raggiungere un'intesa che preveda tagli obbligatori per ogni paese al 2020 rendendola però legalmente vincolante solo il prossimo anno.
Una bozza che New Delhi ha fatto saltare nel giro di poche ore ponendo quattro condizioni difficilmente conciliabili con l'impostazione europea e con le richieste dei climatologi:
  1.  Nessun vincolo sulla riduzione delle emissioni serra che, a differenza di quello che avviene nei paesi tecnologicamente più avanzati, nei paesi recentemente industrializzati sono ancora legate alla crescita del Pil.
  2. Nessun controllo internazionale senza aiuti economici. 
  3. Nessuna data per il picco delle emissioni che alterano il clima. 
  4. niente barriere economiche sulle merci ad alto impatto climatico prodotte nei paesi in via di sviluppo.
Così, anche se il governo danese si è affrettato a chiarire che la bozza è solo «una tra le varie proposte che girano», il sasso lanciato ha provocato quasi una mareggiata.
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