domenica 22 novembre 2009

Randazzo si ribella all'eolico


Il medievale comune di Randazzo denuncia un grave danno ambientale e si ribella all’installazione di un parco eolico nel territorio dei vicini comuni del messinese. I grandi pali eolici sistemati da qualche giorno, ed ancora in costruzione, compromettono un turismo che punta sulle escursioni e sul paesaggio incontaminato, deturpando irrimediabilmente il panorama della vallata.
Chi, durante la notte, da Randazzo vuole percorrere la Statale 116 per Floresta, rischia di trovare la strada chiusa. In date prestabilite, dalle 2 di notte fino alle 4, il traffico veiene interrotto per permettere a mezzi speciali di trasportare le pale eoliche del "Parco". Si tratta di pale lunghe ben 35 metri e per essere trasportate hanno bisogno dell'ausilio di uomini e mezzi speciali. Fra le curve a gomito del primo tratto della statale ovviamente le cose si complicano. E così è stato preferito continuare il viaggio durante la notte e con la strada chiusa al traffico.
Il sindaco, Ernesto Del Campo afferma: «Per anni abbiamo descritto come il nostro territorio come integro ed incontaminato, ed oggi puntando lo sguardo verso l'ultima propaggine dei Peloritani ci accorgiamo come il crinale è stato devastato da questi pali. Io non sono contro le energie alternative. In Francia e Belgio i pali eolici però assomigliano ai nostri pali dell'Enel con un basso impatto ambientale. Noi invece, per far funzionare male i nostri, come sottolinea Sgarbi, dobbiamo costruire questi ecomostri che deturpano le nostre montagne, quando invece sarebbe più opportuno e conveniente puntare sull'energia solare».

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