lunedì 28 dicembre 2009

Nuova Zelanda: 125 balene si arenano


Wellington, 28 dic. - Almeno 125 balene pilota sono morte ieri in seguito ad uno spiaggiamento di massa in Nuova Zelanda, mentre altre 40 sono state salvate. Lo hanno detto fonti del Dipartimento per la tutela dell'ambiente a Wellington secondo le quali 63 cetacei si sono arenati sulla penisola di Coromandel, sulla costa est dell'isola Nord. Il personale del dipartimento aiutato da centinaia di volontari e' riuscito a far si' che la maggior parte delle balene abbiano potuto riprendere il mare. Questo non è il primo spiaggiamento di massa. In Australia e in Nuova Zelanda incidenti del genere sono periodici e le cause non sono ancora del tutto chiare. Gli ecologi lungamente hanno sostenuto che alcuni cetacei, comprese le balene, sono messi in pericolo dai sonar usati nei mezzi navali più moderni. Nel 2003 scienziati britannici e spagnoli hanno suggerito con vari articoli pubblicati sulla rivista Nature che i sonar possono causare spiaggiamenti e causare embolie gassose.

Trovato Dumbo negli abissi marini

Roma - Tra le specie scoperte nel censimento degli abissi, condotto dagli scienziati del  Census of Marine Life  c'é anche Jumbo Dumbo, un insolito essere con le pinne come le orecchie dell'elefantino Disney.
Il Census Marine Life, composto da un maxi-team di 344 ricercatori di 34 nazioni diverse, ha censito 17.650 specie viventi al di sotto dei 200 metri, 5722 sotto i mille metri.
Gli scienziati completeranno il lavoro di censire le acque, dalla superficie al fondale, entro fine 2010 per un totale di 210 spedizioni in ogni angolo degli oceani.
Jumbo Dumbo e le nove le specie di Dumbo, vivono tra 1000 e 3000 metri di profondità e sono specie di polpi con due pinne laterali. Jumbo Dumbo è lungo qualcosa come due metri e pesa sei chili. Non meno strano è il pesce 'coda di ratto' (Coryphaenoides brevibarbis) che vive tra 1700 e 4300 metri di profondità ed è un pesce bizzarro e allungato la cui età si può calcolare contando gli anelli di crescita nelle ossa dell'orecchio (otoliti), come si fa coi tronchi per datare gli alberi.
Un po' più su, intorno ai 1000 metri, troviamo coralli, cetrioli di mare, stelle, e una varietà incredibile di specie. Fanno notare la loro presenza anche strani vermetti (Lamellibrachia) che si cibano di petrolio in decomposizione e poi pesci che mangiano le carcasse di balene e altri abitanti dei mari.
Fonte: Ansa

venerdì 25 dicembre 2009

In Sicilia il Natale si fa in spiaggia


Palermo, 25 Dic. - A Catania e a Messina, dove la temperatura sfiora i 21-22 gradi, c'e' chi festeggia in spiaggia. Nei giorni scorsi shopping in maniche di camicia e persone a mare a prendere il sole, e i più audaci a fare anche il bagno. La piccola spiaggia di San Giovanni li Cuti, nella zona del lungomare di Catania, fino ad ieri è stata meta di appassionati del mare con l'insolito spettacolo natalizio di potere fare il bagno e guardare l'Etna innevato. Il vulcano attivo più alto d'Europa è imbiancato nelle sue zone sommitali, mentre sulle pendici, per il caldo, la neve è scomparsa.
Anche a Palermo, dove la colonnina ha toccato i 19-20 gradi, i giovani hanno preso d'assalto la spiaggia di Mondello. E c'e' chi ha scelto parchi e aree naturalistiche per stare all'aperto e celebrare il Natale con grigliate di carne e di pesce, come in genere in Sicilia i gitanti festeggiano la Pasquetta, tra marzo e aprile.
Il fenomeno, spiegano dall'ufficio meteo dell'aviazione militare di Sigonella, è legato alla presenza sulla Sicilia di un vento caldo che arriva dal Nord Africa. Il tempo mite sarà presente fino alla sera del 25 dicembre: per il giorno di Santo Stefano sono previsti un abbassamento della temperatura e l'arrivo della pioggia.

Babbo Natale resterà senza renne


Forse Babbo Natale dovrà cambiare la sua slitta. Se le cose continueranno come sta accadendo ora, gli ultimi branchi di renne selvatiche scompariranno nel giro di pochi anni. Nonostante esistano ovviamente molte renne addomesticate dai Lapponi, ci sono ancora branchi di renne selvatiche che abitano nel sud della Norvegia. La costruzione di dighe, impianti e alberghi per lo sci, e strutture idroelettriche sta però distruggendo le ultime valli in cui abitano questi ungulati. In Norvegia, dal 1960 a oggi, si è dimezzato il numero delle renne selvatiche, l' animale di Natale per eccellenza. Rimangono 30.000 esemplari, che potrebbero ridursi ulteriormente a 15.000 capi entro il 2020. La costruzione di dighe e di strutture turistiche nei territori dove vivono le renne ha infatti creato 24 gruppi, tra loro isolati, costretti a vivere in zone in cui scarseggia il cibo.
Alcuni zoologi hanno analizzato i viaggi di 24 specie di erbivori in quattro diversi continenti (Asia, Africa, Europa e Nord America), con esiti purtroppo non esaltanti. «Sei di queste specie, come l' Antilope saltante, il Damalisco a fronte bianca, l'Orice dalle corna a sciabola e il Quagga si sono estinte o hanno ridotto i loro spostamenti», afferma Grant Harris del US Fish and Wildlife Service, «Per le restanti, renne comprese, - si segnala comunque un notevole, diffuso declino. E tra le cause c'è anche la caccia legale e illegale a rappresentare una minaccia. Strade, recinti e altre opere dell' uomo impediscono, poi, i movimenti degli animali o l' approvvigionamento di cibo o di acqua». L'innalzamento delle temperature condiziona ormai in modo serio pure le migrazioni delle renne e dei nord americani Caribù. La conseguenza è che negli ultimi 30 anni si è assistito a un crollo del 60% del numero di renne e caribù, a causa dei cambiamenti climatici e del territorio. Mancando le migrazioni, gli ecosistemi rischiano il collasso. I movimenti degli erbivori hanno infatti un effetto benefico sulla fertilità del terreno e la crescita della vegetazione, grazie alle loro deiezioni. L' assenza di questi animali può avere poi risvolti negativi sulla vita dei loro predatori e forse fra qualche anno vedremo Babbo Natale con la slitta trainata da semplici cani.
Via: Corriere della Sera.it

giovedì 24 dicembre 2009

Operai Fiat contro Marchionne "Ci ha offesi, occupiamo lo stabilimento"


Palermo, 24 Dic. - Nei prossimi due anni gli investimenti della Fiat in Italia ammonteranno a circa 8 miliardi di euro. E' quanto ha riferito l'amministratore delegato della casa torinese, Sergio Marchionnne, nel corso dell'incontro a Palazzo Chigi con governo e sindacati. Ma la produzione di auto nello stabilimento di Termini Imerese cesserà a dicembre 2011, conferma Marchionne, motivando questa decisione con le "condizioni di svantaggio competitivo e le difficoltà strutturali" in cui il gruppo si trova ad operare nel sito siciliano.
Le tute blu protestavano già da tempo ma al loro fianco adesso si schierano i colletti bianchi. Tutti uniti, operai e impiegati della Fiat di Termini Imerese, contro i vertici dell'azienda. Le parole durissime dell´amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, hanno unito le diverse anime della fabbrica. I lavoratori sono delusi, arrabbiati e rassegnati per le affermazioni dell´ad sulla «Sicilia che dovrebbe avvicinarsi alla Lombardia» e sul fatto che una eventuale chiusura dello stabilimento «porrebbe problemi sociali di cui la Fiat non potrebbe farsi carico». «A questo punto occupiamo la stabilimento e riprendiamoci la fabbrica», propone la Fiom. «Le parole di Marchionne ci hanno offeso, da 33 anni lavoro qui in amministrazione, ho sempre difeso la Fiat e le sue decisioni, ma questa volta è stato oltrepassato il segno», dice Giovanni. «Dove sono finiti i nostri politici, il presidente del Senato Renato Schifani, il ministro Angelino Alfano e il sottosegretario Gianfranco Micciché? Dove sono mentre Marchionne chiude la Fiat?», dice Vito, impiegato da oltre 30 anni nello stabilimento di Termini. La riposta della politica siciliana è a dir poco flebile: «Avvieremo una raccolta di firme contro la Fiat che prende i soldi e scappa», dice la capogruppo del Pdl Sicilia all´Ars, Giulia Adamo. «È inaccettabile che il governo nazionale valuti positivamente il piano Fiat», dice Giuseppe Lupo, segretario regionale del Pd.
Sul versante aziendale, intanto tutto tace mentre il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha fatto sapere di considerare positivamente l’interesse del gruppo cinese “Chery” sullo stabilimento siciliano affermando che il governo vuole “far crescere la produzione di auto in Italia. Ci auguriamo - ha aggiunto il ministro a margine del forum Italia-India, a New Delhi - di farlo con Fiat ma siamo aperti a chiunque voglia venire”. Di avviso completamente opposto il giudizio della CGIL che con la segretaria generale siciliana, Mariella Maggio dichiara: “Un’impresa come la Fiat, che ha vissuto di incentivi dello Stato, deve assumersi adesso una responsabilità sociale. Termini Imerese deve restare un centro di produzione di auto: questo è per noi un punto fermo”. “La Cgil non accetterà soluzioni diverse che causerebbero gravi problemi in termini di occupazione e di prospettiva del sito industriale. Su questo - ha concluso la segretaria generale siciliana - non ci arrenderemo, chiediamo che il governo nazionale non stia alla finestra a guardare, né tanto meno ceda con soluzioni che porterebbero un altro tassello alla desertificazione industriale dell'isola”.
Via: La Repubblica/Adnkronos

martedì 22 dicembre 2009

Bologna regina e Catania maglia nera in sostenibilità urbana

E' Bologna ha occupare nel 2009 la vetta della classifica delle 50 migliori città italiane per mobilità sostenibile. Trasporto pubblico funzionale, innovazioni all'avanguardia e un alto tasso di automobili in circolazione a basso impatto ambientale, queste

Sette rinviati a giudizio per la strage del depuratore di Mineo



Il Gup di Caltagirone, Marcello Gennaro, ha rinviato a giudizio sette persone per l'incidente sul lavoro nel depuratore comunale di Mineo avvenuto l'11 giugno del 2008 in cui morirono sei persone. La richiesta era stata avanzata dal procuratore capo Francesco Paolo Giordano a conclusione di indagini svolte da carabinieri della compagnia di Caltagirone e del Noe. Secondo l'accusa, la morte dei sei operai sarebbe stata causata dall'esalazioni tossiche formatesi nel pozzetto di ricircolo dei fanghi durante le fasi della sua pulizia, che, secondo una perizia disposta dalla Procura e eseguita da tre docenti universitari, sarebbero state prodotte dallo sversamento illecito nella vasca di idrocarburi dall'autobotte della dittà Carfì che si trovava a operare sul posto. I capi d'imputazione contestati dal procuratore capo Giordano sono diversi e articolati. Nei confronti del sindaco Castania, dell'architetto Zampino e dell'allora assessore Mirata è ipotizzato l'abuso d'ufficio; Zampino e Mirata, inoltre, assieme al geometra Catalano, Virzì, Carfì e La Cognata sono imputati per omicidio colposo plurimo; Carfì e La Cognata sono anche accusati di causazione della morte come evento prodotto da un reato doloso, nella specie il traffico di rifiuti speciali. Nell'incidente morirono i dipendenti comunali Salvatore Pulici, Giuseppe Palermo, Natale Sofia e Giuseppe Zaccaria e due operai della società Carfì, Salvatore Tumino e Giuseppe Smecca. La prima udienza del processo sarà celebrata davanti il Tribunale di Caltagirone il 23 febbraio 2010.

domenica 20 dicembre 2009

Copenhagen si chiude con un accordo insufficiente


L'intesa, ancora da votare, non basta a combattere i cambiamenti climatici, tanto che si parla di fallimento del vertice

sabato 19 dicembre 2009

Si apre voragine nel centro di Sciacca, evacuate 20 famiglie


Sciacca (Agrigento), 19 dic. - Un consistente cedimento dell'asfalto si e' verificato giovedi notte in pazza Carmine, a Sciacca, nell'agrigentino, in pieno centro storico. Un forte boato ha svegliato i residenti e li ha costretti ad abbandonare le loro case. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e gli uomini della protezione civile. Il Comune al momento ha disposto l'ospitalita' degli sfollati, una ventina di famiglie, in alcuni alberghi cittadini. Con ogni probabilita' la causa della frana e' da addebitare ad alcune perdite fognarie che si sarebbero verificate nel corso degli anni nel sottosuolo. In queste ore i responsabili dell'ufficio tecnico del Comune, della Sogeir e della Protezione civile di Agrigento sono riuniti per discutere sui provvedimenti da adottare al fine di rendere gli interventi più veloci possibili.

A Copenaghen fatica l'intesa non vincolante


Copenaghen, 19 dic. (Adnkronos) - Dopo ore di trattative e consultazioni seguite al "no" di alcuni Paesi in via di sviluppo che minacciavano di far saltare l'intesa raggiunta ieri sera, la Conferenza dell'Onu sul clima a Copenaghen ha «preso nota» dell'accordo concluso ieri sera tra Usa, Cina, India e Sudafrica per la lotta ai cambiamenti climatici. La decisione comprenderà la lista dei paesi che si sono detti a favore dell'intesa e quelli, invece, dichiaratisi contrari. L'accordo di Copenaghen, un documento di tre pagine, fissa come obiettivo un tetto a due gradi del riscaldamento globale rispetto all'era pre-industriale. Nessuna cifra sul taglio delle emissioni di CO2, mentre vengono stanziati 30 miliardi di dollari dal 2010 al 2012 e 100 miliardi al 2020, destinati principalmente ai paesi più vulnerabili per sostenerli a contenere l'impatto dei cambiamenti climatici. Vince dunque la Cina che aveva rifiutato il target di emissioni globali al 2050 del 50% per tutti i paesi. Il presidente francese, Nicolas Sarkozy, esprime «delusione» per il mancato riferimento al taglio delle emissioni globali e annuncia una nuova Conferenza a Bonn entro 6 mesi. «Fallimento», «catastrofe», «fiasco totale», i commenti a caldo delle organizzazioni che stanno seguendo il vertice. Immediata la convocazione di una manifestazione di protesta all'esterno del Bella center, nel gelo della notte danese. Da Greenpeace ad Amici della Terra, dal Wwwf a Oxfam e a Christian Aid è un solo, unanime, grido. Il testo viene considerato peggiorativo persino al già imperfetto Protocollo di Kyoto. Il più sarcastico è il direttore generale di Greenpeace Francia, Pascal Husting: «Se ci sarà un politico che avrà il coraggio di parlare di successo, vincerà la Palma d'Oro come bugiardo dell'anno».

martedì 15 dicembre 2009

Copenaghen, arresti al vertice Onu sul clima



Copenaghen, 15 dic. - Dopo i primi duri scontri avvenuti sabato scorso a Copenaghen, tra alcune centinaia di black bloc armati di pietre e mattoni, e polizia, che hanno portato agli arresti di circa 700 persone (tra i quali anche dieci italiani), oggi si registrano 210 fermi effettuati intorno all'enclave anarchica di Christiania. Prima di mezzanotte e’ scattato il blitz nel quartiere di Copenhagen, per eliminare dalle strade le barriccate incendiate. Gia’ in precedenza, la polizia era intervenuta per cercare di spegnere le fiamme ed era stata accolta da un lancio di molotov, al quale era seguita una risposta degli uomini in divisa con i gas lacrimogeni.
Nota anche come «Città Libera di Christiania» il quartiere è parzialmente autogovernato e fu fondata all'inizio degli anni Settanta da un gruppo di hippies. Le forze dell'ordine hanno tenuto lontani la maggior parte dei giornalisti arrivati sul posto ma l'Ansa, dall'interno del quartiere, ha potuto constatare che ancora poco dopo la mezzanotte una quindicina di ragazzi sono stati ammanettati e, in fila indiana, sono stati fatti salire su un furgone cellulare per essere portati via. L'operazione di bonifica della zona è continuata con l'intervento della squadre cinofile della polizia.

A Palermo torna l'emergenza rifiuti


Lo sciopero dei dipendenti dell’Amia, ex azienda municipalizzata, ha reso la situazione a Palermo insostenibile. Le strade del capoluogo siciliano sono invase da tonnellate di rifiuti a causa della mancata pulizia dei giorni scorsi provocata dallo stato di agitazione degli operai.
Ieri un corteo pacifico si è mosso da piazza Castelnuovo e ha raggiunto Palazzo delle Aquile, sede del Comune. Alla manifestazione hanno aderito la maggior parte dei lavoratori Amia sotto le sigle sindacali di Cisl, Uil e Confsal. I dipendenti della ex municipalizzata per la raccolta dei rifiuti auspicano la ricapitalizzazione dell’azienda, che con circa 180 milioni di euro, rischia il fallimento. Ieri, dopo il turno straordinario di raccolta, la situazione in alcune zone è migliorata; in altre i cumuli d'immondizia invadono la sede stradale, provocando rallentamenti al traffico.
Si avvia invece a ritornare alla normalità la situazione della raccolta dei rifiuti nel territorio del catanese, dove la raccolta dell'immondizia è ripresa ieri alla mezzanotte. Intanto, il presidente della Regione Raffaele Lombardo ha ribadito che "talvolta i rifiuti non vengono raccolti perché si vogliono creare di proposito condizioni di emergenza. La differenziata non la si vuole fare decollare e c'é l'interesse a lasciare le cose come sono e a farle costare di più in modo tale che qualcuno guadagni di più". La Regione ha messo a punto un nuovo piano rifiuti che sarà consegnato tra qualche giorno dalla commissione presieduta dall'ex prefetto di Catania Anna Maria Cancellieri.

domenica 13 dicembre 2009

La Guardia Costiera sta recuperando le carcasse dei capodogli spiaggiati


Roma, 12 dic. (Apcom) - Sono al lavoro gli uomini della Guardia Costiera e gli operatori subacquei del secondo nucleo sommozzatori di Napoli per recuperare le carcasse dei capodogli che l'altro ieri sera si sono spiaggiati alla Foce di capo Iale-Laguna di Varano in provincia di Vieste, sull'Adriatico pugliese. Solo due dei nove cetacei hanno ripreso il largo. Sei sono già morti ma uno è ancora agonizzante. Il ministero dell'Ambiente ha escluso la possibilità di effettuare eutanasia medica sugli esemplari di capodoglio ancora in vita. "Era stato deciso di abbreviare l'agonia dei capodogli morenti con una forma di eutanasia medica, ma purtroppo - afferma il ministro Stefania Prestigiacomo - non sono disponibili in Italia dosi del farmaco indicato. Ho ritenuto e continuo a ritenere inumano farli uccidere a colpi di armi da fuoco pesanti".
Il recupero delle carcasse è molto complicato: i cetacei sono lunghi oltre 10 metri e pesano diverse tonnellate. Su posto cinque pattuglie della Guardia Costiera giunte via terra e una motovedetta delle Capitanerie di porto di Manfredonia e Vieste. Le carcasse dei cetacei verranno sottoposte a una serie di analisi per capire i motivi dello spiaggiamento di massa, che non ha precedenti nel Mediterraneo. L'università di Padova effettuerà delle analisi istochimiche con una necroscopia sui tessuti, mentre l'università di Siena farà delle analisi istologiche per individuare una eventuale contaminazione.

sabato 12 dicembre 2009

Amianto: al via il maxiprocesso eternit


Torino, 10 dic. - Si è aperta ieri mattina alle 10,17 nel Palazzo di Giustizia di Torino il processo per le vittime dell’Eternit. Sono 2100 le persone che hanno chiesto di costituirsi parte civile nel processo, mentre 2.889 sono le parti lese individuate dalla Procura. Due gli indagati presenti al processo, il barone belga Jean Louis Marie Ghislain de Cartier e il magnate svizzero Stephan Schmidheiny.
Dal 1952 ad oggi sono oltre 2.000 le vittime. Mai prima d'ora si era svolto in Europa un procedimento penale dai numeri così imponenti: 200 mila pagine di atti raccolti dal procuratore Raffele Guariniello e dai sostituti Sara Panelli e Gianfranco Colace. Ed è stato anche ribattezzato "il processo del secolo" non solo per i numeri eccezionali ma anche perché si tratta di un procedimento penale a cui tutto il mondo guarda. E' la prima volta che sono chiamati a rispondere delle contestazioni direttamente i vertici della multinazionale che avevano gestito anche i quattro stabilimenti italiani di casale Monferrato, Rubiera, Cavagnolo e Bagnoli.
Oltre duemila persone, tra spettatori e parenti delle vittime sono arrivati a Torino alle prime luci dell'alba, per assistere alla prima udienza del dibattimento. Il procuratore aggiunto torinese Raffaele Guariniello, titolare della maxi inchiesta, assicura che sarà “un processo giusto, per tutti, per le vittime e per gli imputati”. Guariniello ha annunciato che “l’Inail ha calcolato in 246 milioni di euro la spesa sostenuta per indennizzare le vittime dell’Eternit”. La prossima udienza è prevista per il 25 gennaio e sarà ancora dedicata alle questioni preliminari.

mercoledì 9 dicembre 2009

Anche ad Agrigento cittadini “In marcia per il clima”


Agrigento, 8 dic.  - Il vertice di Copenaghen, che si è aperto da qualche giorno nella capitale danese ed i cui lavori si protrarranno sino al 18 dicembre, è un appuntamento fondamentale nell’ambito del quale il nostro Paese e l’Unione Europea svolgono un ruolo da protagonista. Le organizzazioni aderenti al Comitato “In marcia per il clima” sono più che mai convinte dell’urgenza di una svolta a livello internazionale che porti a decisioni ambiziose e a superare ritardi e resistenze.
Sul sito www.centopiazzeperilclima.it  verranno pubblicate una serie di foto-notizie, che ciascun circolo territoriale di Legambiente realizzerà esponendo lo striscione “Fermiamo la febbre del Pianeta” nei luoghi-simbolo delle città italiane. Anche in Sicilia non sono mancate le iniziative a supporto della Coalizione “In marcia per il clima”. Ad Agrigento lo striscione è stato srotolato davanti al Tempio della Concordia. Sabato 12 dicembre, invece, sarà la volta di “Cento piazze per il clima”: a Termini Imerese, una grande manifestazione a carattere regionale per il clima, contro il nucleare ed a sostegno dei lavoratori dello stabilimento FIAT.
Il momento conclusivo della mobilitazione popolare, in tutta Italia, si avrà alle ore 18:00 di venerdì 18 dicembre, quando simbolicamente verrà organizzato il brindisi augurale per le decisioni che verranno prese dai Governi dei Paesi riuniti a Copenaghen. Ad Agrigento il brindisi sarà proposto, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, in Piazza Stazione, e costituirà fra l’altro l’occasione per avviare il Tesseramento 2010 di Legambiente e per promuovere le attività del progetto Energie Nuove-Ecosportello di Legambiente, allestendo al contempo una mostra fotografica delle riserve naturali della provincia di Agrigento.

lunedì 7 dicembre 2009

Citta' sommersa scoperta in Libia


Palermo,  5 dic. (Italpress) - Un gruppo di archeologi e tecnici della Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana e dell'Universita' Suor Orsola Benincasa di Napoli, guidati da Sebastiano Tusa, hanno effettuato una scoperta di notevole interesse scientifico. Nel corso del progetto ArCoLibia (Archeologia Costiera della Libia) iniziato alcuni anni fa e che ha gia' portato ad alcune scoperte eccezionali come quella della nave veneziana Tigre naufragata presso il capo Ras al-Hilal, agli occhi degli archeologi italiani che effettuavano immersioni di ricognizione nelle acque cristalline di Capo di Ras Etteen alla ricerca di relitti e strutture portuali, sul fianco occidentale del Golfo di Bomba, a non molta distanza da Tobruk, sono comparsi muri, strade, edifici e tombe.
Analizzando accuratamente le vestigia giacenti ad una profondita' compresa tra uno e tre metri, ci si e' accorti di essere in presenza di una porzione estesa oltre un ettaro di una vera e propria citta' sommersa. Una prima indagine morfologica chiarisce che le modifiche dell'area sono state vistose e macroscopiche anche in tempi storicamente recenti. Le vestigia individuate al fondo del mare riguardano una citta' d'epoca romana imperiale (intorno al II secolo dopo Cristo). Si trovava in una zona di grande interesse strategico in quanto situata nei pressi del golfo di Bomba, che ha da sempre costituito un ottimo ricovero per flotte ed una zona di approdo sicuro lungo l'infida costa cirenaica battuta da venti e piena di piccoli e grandi isolotti.

giovedì 3 dicembre 2009

Spot di Greenpeace: i leader invecchiati chiedono scusa per il destino del clima


(Ansa) Parigi, 2 dic. - Una decina di militanti di Greenpeace hanno brevemente invaso l’Assemblea nazionale francese, mentre era in corso un dibattito sull'imminente conferenza di Copenaghen sul clima. Il ministro dell’Ecologia francese Jean-Louis Borloo aveva appena terminato il suo discorso quando i militanti, che erano seduti fra il pubblico nelle tribune, si sono levati i soprabiti per esibire delle tee-shirt con il logo di Greenpeace e brandito degli striscioni gialli con su scritto: “E’ ora di agire, signor presidente”.
Intanto a Copenhaghen i viaggiatori in arrivo all`aeroporto vengono accolti da cartelloni pubblicitari con le facce invecchiate dei leader del mondo che chiedono scusa per non essere stati capaci di affrontare i cambiamenti climatici. I cartelloni pubblicitari piazzati nell`aeroporto mostrano Obama, Sarkozy, Lula, Merkel, Brown, solo per citarne alcuni, così come potrebbero apparire nel 2020. Gli annunci pubblicitari con le facce dei leader sono stati diffusi anche sulle riviste distribuite a bordo, per raggiungere i negoziatori in viaggio per il Summit. Le immagini sono accompagnate dal titolo “Mi dispiace. Potevamo fermare gli effetti catastrofici dei cambiamenti climatici- non l`abbiamo fatto”. È la campagna che Greenpeace ha lanciato insieme alla coalizione mondiale tcktcktck.org. con lo slogan: “Act now: change the future”.
  «Per il successo di Copenhagen - si legge sul sito di Greenpeace  Italia - sarà necessario un accordo equo, ambizioso e vincolante che presuppone:
- un impegno da parte dei Paesi industrializzati a tagliare le emissioni del 40 per cento al 2020 rispetto ai livelli del 1990;
- un piano per fermare la distruzione delle foreste tropicali entro il 2020;
- almeno 140 miliardi di dollari all'anno in risorse finanziarie pubbliche per contrastare i cambiamenti climatici nei Paesi in via di sviluppo».

mercoledì 2 dicembre 2009

Stop al fumo in auto: 250 euro di multa e punti decurtati dalla patente


Il fumo di tabacco è la più importante causa di morte prematura e prevenibile in Italia e rappresenta uno dei più gravi problemi di sanità pubblica a livello mondiale; ecco perché la prevenzione dei gravi danni alla salute derivanti dalla esposizione attiva e passiva al fumo di tabacco costituisce obiettivo prioritario della politica sanitaria del nostro Paese e dell'U.E. In Italia è proibito fumare nei luoghi pubblici al chiuso a partire dal 10 gennaio 2005, ad eccezione dell'introduzione di apposite sale fumo. Il divieto di fumare trova applicazione non solo nei luoghi di lavoro pubblici, ma anche in tutti quelli privati, che siano aperti al pubblico o ad utenti.
Se verrà approvato l'emendamento della Lega Nord al Codice della strada, potrà diventare davvero caro fumare anche mentre si è alla guida della propria auto. Per chi viene pizzicato a fumare in auto l'emendamento prevede multe pari a 250 euro e 5 punti decurtati dalla patente. Inoltre la multa raddoppierebbe se in macchina ci fosse anche un bambino. L'emendamento ha trovato d'accordo tutti i partiti presenti in Parlamento e verrà messo ai voti nel prossimi giorni. Dopo il voto in Commissione si passerà all'aula in Senato e poi si tornerà alla Camera.

martedì 1 dicembre 2009

Clima, l'India affonda il piano di Copenaghen


Roma, 1 dic. (Repubblica) - La Danimarca rilancia il patto sul clima, l'India lo affonda. A sette giorni Conferenza ONU sul clima di Copenaghen, continua l'altalena tra ottimismo e pessimismo. Nella mattinata di ieri era trapelata la bozza di accordo messa a punto dalla Danimarca:
  • emissioni serra globali dimezzate rispetto ai livelli del 1990 entro il 2050; 
  • 80% del taglio a carico dei paesi industrializzati; 
  • picco d'inquinamento entro il 2020 e poi la diminuzione in modo da evitare che l'aumento di temperatura superi i 2 gradi nell'arco del secolo, soglia oltre la quale il danno viene considerato catastrofico.
È una posizione in linea con le richieste degli scienziati che, in maniera sempre più pressante, sollecitano un rapido abbattimento delle emissioni serra. La presidenza danese inoltre aveva proposto uno stratagemma per aggirare la sfasatura temporale che rischia di far fallire il summit: gli Stati Uniti di Obama, dopo 8 anni di isolazionismo ambientale, vogliono rientrare in gioco, ma hanno bisogno di qualche mese per far passare una legge nazionale coerente con questo obiettivo. Di qui l'idea di raggiungere un'intesa che preveda tagli obbligatori per ogni paese al 2020 rendendola però legalmente vincolante solo il prossimo anno.
Una bozza che New Delhi ha fatto saltare nel giro di poche ore ponendo quattro condizioni difficilmente conciliabili con l'impostazione europea e con le richieste dei climatologi:
  1.  Nessun vincolo sulla riduzione delle emissioni serra che, a differenza di quello che avviene nei paesi tecnologicamente più avanzati, nei paesi recentemente industrializzati sono ancora legate alla crescita del Pil.
  2. Nessun controllo internazionale senza aiuti economici. 
  3. Nessuna data per il picco delle emissioni che alterano il clima. 
  4. niente barriere economiche sulle merci ad alto impatto climatico prodotte nei paesi in via di sviluppo.
Così, anche se il governo danese si è affrettato a chiarire che la bozza è solo «una tra le varie proposte che girano», il sasso lanciato ha provocato quasi una mareggiata.

venerdì 27 novembre 2009

Protocollo d’intesa per la gestione dei cinghiali nella Riserva Irminio

È stato definito il protocollo d’intesa per la gestione faunistica della specie Sus scropha (cinghiale) all’interno della riserva naturale “Macchia foresta del fiume Irminio” (Ragusa). Il protocollo era stato presentato il 10 Ottobre scorso da Salvo Mallia, assessore provinciale al Territorio e Ambiente, il quale ha voluto affrontare nel modo più rapido possibile il problema dei cinghiali chiedendo la partecipazione di associazioni venatorie e istituzioni locali. “Questa specie – afferma l’assessore - si è talmente ben adattata all’ambiente della riserva dell’Irminio da moltiplicarsi e procreare in modo eccessivo e di conseguenza per sopravvivere, ha iniziato a invadere i campi e mangiare i raccolti, causando gravi danni alle proprietà private. La proliferazione incontrollata di questi ugulati, potrebbe, a breve,

giovedì 26 novembre 2009

Comune di Catania: incontro su randagismo e tutela degli animali


Sabato 28 novembre alle ore 9.00 nell’aula del Consiglio comunale di palazzo degli Elefanti, promossa dal vice Presidente del Consiglio comunale, Puccio La Rosa, si terrà una tavola rotonda dal titolo “ Catania 2010: una città da cani o una città per i cani? Gli animali, il Randagismo e la Città”.
Interverranno l’assessore al progetto animali Domenico Mignemi, Franco Puglisi direttore servizio igiene urbana veterinaria Asp 3, Giovanni Ferrera dirigente provincia regionale di Catania, Claudio D’Amore presidente dell’Ordine veterinari provincia di Catania, Patrizia Caruso veterinario membro Sisca, Mauro Mazzari medico veterinario, Alberto Trimboli avvocato, Giuseppe Arena deputato regionale, Claudio Melchiorre dell’Adoc e la consigliera dell’ VIII municipalità Margherita Landolina. La tavola rotonda è stata organizzata in collaborazione con La Contea, Animalisti Siciliani e Ambiente, Aipa, Ambulanza Veterinaria Catania, Amici degli Animali, Anta, Aps Pet Ambulanza Veterinaria, Lega Nazionale per la difesa del Cane, Oipa, Protezione Civile Gruppo Cinofilo.

La giustizia "resta a secco" e processo energia eolica rinviato


Palermo, 25 Nov. - La giustizia è rimasta a secco. Può sembrare incredibile, ma è proprio quanto è successo ieri a Palermo al processo con rito abbreviato sugli appalti per l'energia eolica in Sicilia: prima udienza rinviata perché non c'era la benzina per trasferire dal carcere di Marsala al Palazzo di giustizia di Palermo alcuni detenuti.
Gli imputati devono rispondere, a vario titolo, di reati che vanno dall'associazione mafiosa al concorso esterno, truffa, falso e corruzione, nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per la realizzazione dei cosiddetti "Parchi eolici".
Nel dibattimento in cui si doveva discutere di energia "alternativa" - si legge in un'agenzia - è arrivato invece l'imprevisto causato dal carburante tradizionale: il carcere di Marsala ha infatti comunicato ufficialmente di non avere a disposizione i buoni per la benzina che dovevano essere consegnati nell'arco della mattinata.

mercoledì 25 novembre 2009

“Il Mediterraneo… un Mare di guai”

Si è svolto ieri, presso l’aula Paolo Borsellino della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Palermo, il seminario dal titolo “Il Mediterraneo… un Mare di guai”. All’incontro è intervenuto Alessandro Giannì, Direttore delle Campagne di Greenpeace Italia. Ha introdotto la professoressa Giovanna Fiume. All’incontro erano presenti anche volontari del gruppo locale di Greenpeace e studenti del corso di storia contemporanea. Giannì ha parlato dello stato di salute del mar Mediterraneo, presentando in anteprima immagini esclusive dei fondali del Canale di Sicilia. 

Proprio il Mediterraneo si presenta come uno dei mari più inquinati al mondo, soprattutto da idrocarburi, e fra quelli con le risorse di pesca nel peggiore stato. Giannì ha parlato, inoltre, delle soluzioni proposte da Greenpeace per proteggere il mar Mediterraneo e, in particolare, quella di una rete di Riserve marine protette in altura.

martedì 24 novembre 2009

Prestigiacomo: "Italia riduce emissioni"


Roma, 23 nov. - "L'Europa ha sostenuto un grande sforzo, impegnandosi in maniera autonoma a un taglio delle emissioni del 20% e in prospettiva del 30%, ma una assunzione di responsabilità così forte ha una logica compiuta solo a fronte di una assunzione di responsabilità corrispondente degli altri Paesi, cominciando dagli Stati Uniti" Stefania Prestigiacomo, ministro dell'Ambiente, a un convegno promosso da Confindustria, sollecita le potenze economiche a intraprendere azioni sull'abbattimento delle emissioni inquinanti. Il vertice di Copenhagen "è una partita complessa e difficile ma io non la do assolutamente per persa" afferma Prestigiacomo.
"L'Italia ha invertito il trend di crescita delle emissioni di gas serra". Secondo i dati 2008-2009, e le previsioni 2010, rileva Prestigiacomo in una nota, "le emissioni dell'Italia corrispondono agli stessi livelli del 1990 (510 milioni di tonnellate CO2), ovvero non c'è stata crescita delle nostre emissioni".

domenica 22 novembre 2009

Randazzo si ribella all'eolico


Il medievale comune di Randazzo denuncia un grave danno ambientale e si ribella all’installazione di un parco eolico nel territorio dei vicini comuni del messinese. I grandi pali eolici sistemati da qualche giorno, ed ancora in costruzione, compromettono un turismo che punta sulle escursioni e sul paesaggio incontaminato, deturpando irrimediabilmente il panorama della vallata.
Chi, durante la notte, da Randazzo vuole percorrere la Statale 116 per Floresta, rischia di trovare la strada chiusa. In date prestabilite, dalle 2 di notte fino alle 4, il traffico veiene interrotto per permettere a mezzi speciali di trasportare le pale eoliche del "Parco". Si tratta di pale lunghe ben 35 metri e per essere trasportate hanno bisogno dell'ausilio di uomini e mezzi speciali. Fra le curve a gomito del primo tratto della statale ovviamente le cose si complicano. E così è stato preferito continuare il viaggio durante la notte e con la strada chiusa al traffico.
Il sindaco, Ernesto Del Campo afferma: «Per anni abbiamo descritto come il nostro territorio come integro ed incontaminato, ed oggi puntando lo sguardo verso l'ultima propaggine dei Peloritani ci accorgiamo come il crinale è stato devastato da questi pali. Io non sono contro le energie alternative. In Francia e Belgio i pali eolici però assomigliano ai nostri pali dell'Enel con un basso impatto ambientale. Noi invece, per far funzionare male i nostri, come sottolinea Sgarbi, dobbiamo costruire questi ecomostri che deturpano le nostre montagne, quando invece sarebbe più opportuno e conveniente puntare sull'energia solare».

L'Acqua ai privati, parte la raccolta firme di Cittadinanzattiva

È già partita la raccolta di firme di Cittadinanzattiva per proporre un referendum abrogativo della norma che ha ottenuto giovedì 18 novembre 2009, con 320 voti a favore e 270 contrari, il voto di fiducia della Camera: è il decreto legge Ronchi che prevede una serie di liberalizzazioni nel settore dei servizi pubblici, tra cui l’erogazione dell’acqua. Secondo le associazioni dei consumatori, la liberalizzazione dell'acqua prevista dal decreto peserà sulle tasche degli italiani con aumenti a due cifre, compresi tra il 30 e il 40%. Intanto al ministero dei Lavori pubblici si sta studiando l’uso di alcuni sigilli (dei sistemi capaci di isolare le condutture con perdite) che hanno già dato risultati in Puglia dove ad esempio gli sprechi si sono ridotti del 38%. L'acqua è un bene pubblico" e il "decreto non ne prevede la privatizzazione" ha chiarito il Ministro per le politiche comunitarie, Andrea Ronchi. "Nel provvedimento - ha aggiunto Ronchi - viene rafforzata la concezione che l'acqua è un bene pubblico, indispensabile. Si vogliono combattere i monopoli, le distorsioni, le inefficienze con l'obiettivo di garantire ai cittadini una qualità migliore e prezzi minori".

venerdì 20 novembre 2009

Schwarzenegger paladino dell’ambiente al World Regions Forum


Si sono aperti a Milano i lavori del "World Regions Forum" (il forum mondiale delle Regioni), con l'intervento del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. All'incontro, della durata di tre giorni, partecipano quindici governi regionali provenienti da tutto il mondo, durante il quale saranno avanzate proposte sullo sviluppo sostenibile.
"Terminator", alias Arnold Schwarzenegger è arrivato due giorni fà a Milano con gli abiti di difensore dell'ambiente. Alla conferenza di presentazione del World Regions Forum, il governatore della California Schwarzenegger ha parlato di autonomie locali, scoprendosi in totale sintonia con il presidente lombardo.
Una battuta Schwarzy la concede a chi gli domanda se ha in mente di candidarsi per altre cariche istituzionali nel suo paese: "non mi sono mai considerato un politico - risponde - non voglio correre per altre elezioni perche' non sono fatto per passare da una carica all'altra".
Fra i temi di confronto al Forum mondiale delle regioni, che si conclederà sabato, c'è  lo sviluppo sostenibile a partire dalle realtà locali, sia europee che internazionali. A tal proposito, la Regione Lombardia ha già annunciato che lancerà l’idea di un’agenzia ambientale per metterle in rete.
Ad inizio ottobre i due governatori avevano organizzato una conferenza stampa, a Los Angeles, di preparazione al summit mondiale sul clima di Copenaghen che si svolgerà il 12 dicembre.

lunedì 16 novembre 2009

Trattori siciliani al vertice FAO


A Roma ci son arrivati con i trattori, dopo aver percorso migliaia di chilometri. Reddito alle aziende, salario e diritti ai lavoratori agricoli, prezzo, qualità e diritto al cibo per tutti i consumatori: questo è ciò che chiedono gli agricoltori e gli allevatori della Sicilia, della Basilicata, della Sardegna e della Puglia, per riconquistare il diritto al futuro e la dignità del lavoro per le aziende agricole ed allevatrici.
Traffico dunque in tilt questa mattina a Roma dove ha preso il via il Vertice mondiale per la sicurezza alimentare della Fao.
Il summit  si è aperto con l'intervento di Ban Ki-Moon: "oltre 17 mila bambini moriranno di fame: uno ogni 5 secondi, 6 milioni in un anno", sottolineando come sia "inaccettabile" che oltre un miliardo di persone oggi soffrano la fame. "Cinque bambini muoiono di fame ogni 30 secondi", ha aggiunto il direttore generale della Fao Jacques Diouf. "La Terra può sufficientemente nutrire tutti i suoi abitanti", lo ha ricordato Benedetto XVI nel suo intervento. "Non è possibile continuare ad accettare opulenza e spreco, quando il dramma della fame assume dimensioni sempre maggiori", ha aggiunto Benedetto XVI.
Silvio Berlusconi, come consuetudine per i Paesi ospitanti, è stato eletto presidente del vertice Fao sulla sicurezza alimentare. Assenti i capi di Stato e di Governo dei paesi ricchi.

domenica 15 novembre 2009

Apec, accordo su clima ma niente cifre sui tagli


Barack Obama ha espresso a Singapore il suo sostegno alla proposta del premier danese Lars Lokke Rasmussen per un accordo in due tempi sulla questione del clima: un'intesa politica alla conferenza di Copenaghen di dicembre, seguita da un'intesa legalmente vincolante, che però non ha prodotto obiettivi concreti per la riduzione dei gas serra.
I temi emersi nell'ambito del vertice Apec sono quelli piu' caldi che impegnano al momento la diplomazia mondiale, e in particolare i rapporti Usa-Russia, per cominciare, con la volonta' di accelerare il passo sulla riduzione degli arsenali nucleari. Usa e Russia a Singapore si mostrano concordi anche sul nodo del nucleare iraniano: il tempo dedicato al dialogo nel tentativo di risolvere la crisi ''sta per scadere''. ''Purtroppo l'Iran non e' stato in grado di accettare un approccio giudicato da ognuno creativo e costruttivo'', ha affermato Obama, mentre Medvedev, sedutogli accanto, non ha escluso che possano essere usati ''altri mezzi''.
Obama ha inoltre partecipato ad un incontro con i dieci paesi dell'Asean, le nazioni del sud-est asiatico, compresa la Birmania. E al regime militare birmano, rappresentato alla riunione di Singapore dal premier Thein Sein, il presidente americano ha rivolto la richiesta di liberazione immediata del Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi.

venerdì 13 novembre 2009

«Attacco» alla differenziata: decine di cassonetti in fumo a Catania



E' stata un'azione vandalica organizzata, un colpo durissimo assestato alla raccolta dei rifiuti in città, con gravi danni non solo economici (ciascun contenitore costa circa 500 euro), ma anche ambientali, casusati dalla combustione di rifiuti e plastica e dalle sostanza tossiche diffuse nell'aria.
Il bilancio è grave, con incendi a ripetizione da un capo all'altro della città e 31 cassonetti per la differenziata ridotti in cenere da martedì a ieri, in piena notte ma anche di giorno nel mirino di vandali piromani, deliquenti che arrecano un gravissimo danno alla collettività. Questa nuova "offensiva" contro i cassonetti per la plastica, il vetro e la carta porta a oltre un centinaio i contenitori ridotti in cenere negli ultimi 8 mesi, dei 600 collocati dal Comune di Catania. Amarissimo lo sfogo dell'assessore all'Ambiente Domenico Mignemi: "Da Marzo denunciamo gli incendi appiccati ai contenitori - afferma - abbiamo chiesto al ministero dell'Interno i fondi per la videosorveglianza, ma è sconfortante pensare che si debbano spendere risorse pubbliche per puntare delle telecamere sui cassonetti dei rifiuti".

giovedì 12 novembre 2009

Squalo azzanna femmina gravida e fà partorire 4 cuccioli

Teatro della vicenda è l'acquario sottomarino Kelly Tarlton di Auckland, in Nuova Zelanda. Dietro ai vetri protettivi di un acquario i visitatori hanno potuto assistere a come uno squalo abbia effettuato un taglio cesareo del tutto particolare: il predatore ha azzannato il ventre di un altro simile e ha liberato così quattro piccoli davanti agli occhi di più persone che hanno potuto dare l'allarme. In caso contrario, se ad esempio il parto fosse avvenuto di notte senza che nessuno se ne accorgesse, i piccoli sarebbero morti, divorati dallo stesso esemplare maschio.

Palermo: rifiuti in fiamme, allarme per la salute


Non si fermano i roghi di cassonetti per la spazzatura a Palermo. Anche la notte scorsa i Vigili del fuoco sono intervenuti almeno una quindicina di volte per spegnere il fuoco dei cumuli di immondizia dati alle fiamme dai cittadini esasperati dalla mancata raccolta dell'azienda comunale Amia, che ha ritardato i pagamenti ai suoi dipendenti.
Ma anche ragazzini e balordi si divertono a dare fuoco ai cassonetti, debordanti di spazzatura e maleodoranti. Cumuli di immondizia sono stati bruciati nei quartieri Zisa, Brancaccio e Villagrazia e in corso dei Mille, come anche in provincia: Capaci, Carini, Cefalù e Villabate.
Attenzione al pericolo ambientale nonché ai danni alla salute dell'uomo. Bruciare la spazzatura non è solo incivile ma pericoloso. Qualsiasi combustione genera diossina e policiclici aromatici, contenuti anche nei gas di scarico delle auto. Si tratta di sostanze cancerogene quindi, già pericolosissime a bassa concentrazione. Se la diossina ricade in luoghi destinati alla coltivazione o al pascolo, il danno aumenta irreparabilmente. L´incendio della spazzatura è un vero e proprio attentato alla salute.
Tag: Diossina

mercoledì 11 novembre 2009

ExpoBit 2009 a Catania


Dal 19 al 22 novembre 2009 si terrà la 14a edizione di Expobit, il Salone Euromediterraneo dedicato all’informatica, alla comunicazione e alle nuove tecnologie, che trasformerà ancora una volta il Centro Fieristico "Le Ciminiere" di Catania in un mondo hi-tech, fatto di quattro "dimensioni": Business, Consumer, E-Government e Professional. Quest’anno Expobit è patrocinato dall’ICE Istituto nazionale per il Commercio Estero che intende promuovere la manifestazione al fine di svilupparne la vocazione internazionale.
L’Area e-Government, in particolare, sarà dedicata ai sistemi informatici studiati per la pubblica amministrazione centrale e locale, allo sviluppo di sistemi tecnologici per la tutela dell’ambiente e alla diffusione di fonti di energetiche rinnovabili. Saranno realizzati veri e propri percorsi tematici con seminari e convegni rivolti alle famiglie, alle scuole e agli enti pubblici, e che avranno come tematiche il risanamento dell’ambiente, lo sviluppo sostenibile, le energie rinnovabili e alternative, la bioedilizia, il riciclaggio e lo smaltimento dei rifiuti.
Origine

domenica 8 novembre 2009

L’Etna torna a farsi sentire con una nuova eruzione


L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania ha reso noto che dalle 21.24 di Venerdi sera, è ripresa l’attività vulcanica dell'Etna da una bocca interna a una depressione del fianco basso del cratere di sud-est. Il fenomeno è stato accompagnato dal lancio di lapilli incandescenti di lava sparati a una decina di metri. L’eruzione ha determinato anche una leggera emissione di cenere lavica "diluita" che ricade nella zona sommitale del vulcano, in un raggio di una decina di metri. Gli esperti sottolineano che non ci sono pericoli per i centri abitati.
Sono trascorsi solo quattro mesi dall’ultima eruzione, quando flussi lavici scorrevano lungo la parete occidentale della Valle del Bove, un zona desertica lontana anche in questo caso dai centri abitati.
Secondo i dati raccolti dall’Ingv di Catania, da quando l’Etna ha ripreso l’attività, il vulcano avrebbe emesso 7 mila tonnellate di anidride solforosa.
Via

Due scosse di terremoto nella Sicilia Centrale

Due scosse di terremoto, la prima di magnitudo 3.0 e la seconda di magnitudo 4.2, sono state registrate nella Sicilia centrale alle 7.50 e alle 7.51 dai sismografi dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). L'epicentro è stato localizzato sui Monti Nebrodi, al confine tra le province di Messina ed Enna: i paesi interessati dal sisma sono Capizzi, Cerami e Troina. E' in corso una ricognizione da parte della Protezione Civile regionale per accertare eventuali danni. A Capizzi, Cerami e Troina la seconda scossa di magnitudo 4.2, durata una decina di secondi, ha provocato panico tra la popolazione che si é riversata per strada. Il terremoto è stato avvertito distintamente anche ad Enna, Gagliano, Castelferrato e Nicosia, sempre nell'Ennese, e persino in provincia di Palermo, a Lascari e Cefalù. Gli uomini della Protezione Civile stanno monitorando la diga di Ancipa, vicino all'epicentro, e alcune strade provinciali che sono state momentaneamente chiuse al traffico.


Immagine: Ingv

venerdì 6 novembre 2009

Operazione fiumi, l'indagine sul rischio idrogeologico in Sicilia

In Sicilia i fiumi non godono di buona salute; si parla di rischio idrogeologico e soprattutto di rifiuti. La Legambiente e la Protezione civile hanno promosso l'iniziativa “Operazione fiumi Sicilia” con lo scopo di limitare i danni e sensibilizzare amministrazioni e cittadini. Sono necessarie poche, ma intense precipitazioni per trasformare un fenomeno naturale in disagi e danni per la popolazione. 

L’impegno concretizzato negli ultimi anni dal Dipartimento Regionale della Protezione Civile - Regione Siciliana ha indiscutibilmente migliorato la situazione, ma nonostante ciò ancora molta strada resta da compiere per rendere più sicuro il nostro territorio. Oggi a Palermo, presso la sede di Legambiente Sicilia in via Tripoli, sono stati resi noti in conferenza stampa i dati inediti di Ecosistema rischio 2009.  Con "Operazione Fiumi", sono state monitorate le attività di prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico dei comuni della Sicilia classificati ad “alto rischio idrogeologico” da Ministero dell’Ambiente e Upi. 

Il progetto ha previsto interventi di pulizia e rimozione dei rifiuti, ma anche una campagna di sensibilizzazione rivolta alle scuole e un questionario per i comuni per verificare quali sono le principali problematiche che colpiscono i fiumi dell'isola. Sono intervenuti: Sebastiano Venneri, vicepresidente Legambiente Nazionale, Mimmo Fontana, presidente Legambiente Sicilia, Mario Parlavecchio, assessore all’Ambiente del comune di Palermo, Salvatore  Cocina, dirigente generale del dipartimento Protezione civile Regione Siciliana.

Multato il sindaco di Milazzo per inquinamento ambientale


Adnkronos - L’assessore all’Ambiente della provincia di Messina, Pietro Petrella ha reso noto che ”nei giorni scorsi i nostri uffici tecnici, come prevede la normativa e la prassi, hanno applicato una sanzione nei confronti del sindaco di Milazzo, Lorenzo Italiano e del dirigente comunale, Francesco Clemente per violazione delle normative ambientali per un importo di 60mila euro”. ”Nelle settimane scorse c’era stato un versamento continuo in mare di liquami a Milazzo da parte del Comune che non aveva adeguato il depuratore secondo le normative di legge. Per questo - ha precisato l’assessore - la capitaneria aveva sanzionato il Comune per versamento di reflui non depurati. Come da prassi abbiamo applicato la sanzione che e’ stata abbastanza alta data la gravita’ della situazione”.

lunedì 2 novembre 2009

Un vulcano sottomarino al largo di Riposto scoperto dai ricercatori

Una straordinaria scoperta è stata fatta da un gruppo di ricercatori della facoltà di Scienze geologiche dell’Università di Catania, che ha rivelato l'esistenza d'un vulcano sottomarino ad 80 mt. di profondità, nel tratto di mare compreso tra i paesi di Riposto e Acicastello. Lo studio, finalmente reso pubblico, è durato quattro anni ed è stato condotto dal prof. Giuseppe Patanè che ha una cattedra di Fisica Terrestre nella città etnea. Il prof. Patanè spiega che la struttura, in grandi, richiama alla mente le linee dell’Etna, con un enorme sprofondamento sul versante orientale che partendo da 500 metri sotto il livello del mare scende giù fino al piano abissale dove si raggiungono i 2500 metri di profondità.

Il diametro massimo della Valle del Bove è di 7 chilometri; quello della caldera sommersa è di 20 chilometri: cioè, tre volte più grande. Non vi sono segni evidenti di attività, anche se si sopsetta una risalita di fluidi caldi. La scoperta nasce per caso, osservando in una carta dei fondali marini (sviluppata con una tecnica “multibeam” che si avvale di un sonar acustico), quella strana morfologia a ferro di cavallo dei fondali marini prospicienti Riposto e Acireale.

«Questa singolare geometria non poteva essere casuale - dice il prof. Patanè - dato il peculiare assetto vulcanico e tettonico dell’area.»  E fu così che approfondendo la questione, coadiuvati dal Nucleo sommozzatori dei Vigili del fuoco di Catania, l’elaborazione di tutti i dati raccolti non ha lasciato alcun dubbio: al largo di Riposto e via via più a sud fino a Capo Mulini, i fondali marini raccontano una storia fatta di esplosioni ed eruzioni vulcaniche, antica di oltre 100 mila anni. E' importante sottolineare l’importanza della scoperta, per la possibilità di realizzare delle mappature in grado di stabilire quali sono le zone a rischio geologico in grado di generare eventuali terremoti e tzunami.

Oasi del Simeto: costruzione abusive


«Una vasta area sita all'interno della zona B della riserva naturale "Oasi del Simeto", nonchè del sito d'importanza comuniatria "Foce del Fiume Simeto e Lago Gornalunga" e della zona di protezione speciale "Biviere di Lentini, tratto del Fiume Simeto e area antistante la foce", continua ad essere oggetto di attività edilizie che hanno già determinato una profonda alterazione dei luoghi ed ingenti danni ambientali». Questa la dettagliata e pessante denuncia di Legambiente.
L'associazione ambientalista rileva che l'area sita in località Torre Allegra è stata trasformata abusivamente per realizzare edifici e parcheggi per aziende di autotrasporti. Legambiente giudica di estrema gravità che si possa continuare a realizzare impunemente opere abusive di tale entità all'interno di un'area (affidata alla gestione della Provincia Regionale di Catania) formalmente tutelata da 25 anni. I primi esposti di Legambiente per attività edilizie abusive in questa area erano stati inviati nel 2006 ed altri esposti sono seguiti nell'anno successivo. Le ordinanze di demolizione da parte del Comune di Catania non sono state mai eseguite. Si è peraltro continuato a costruire anche in violazione ai provvedimenti di sequestro giudiziario delle aree e, allo stato attuale, viene svolta attività lavorativa. In particolare in un'area, ove insisteva vegetazione spontanea, è stato riversato materiale inerte di stabilizzazione, successivamente compattato, verosimilmente allo scopo di realizzare l'ennesimo parchegio. In un'altra area, contigua al torrente Buttaceto, sono in corso movimenti di terra che ne stanno alterando le condizioni originarie.
Per questi motivi Legambiente ha invitato il Nucleo Operativo Provinciale del Corpo Forestale e il distaccamento forestale di Catania a sequestrare le aree e il Comune di Catania a provvedere all'abbattimento di tutte le costruzioni abusivamente realizzate e al ripristino delle aree interessate dalle attività edilizie illegittime. Legambiente ha invitato inoltre il Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare a voler avviare un'indagine sullo stato della conservazione degli ambienti naturali che continuano ad essere oggetto di gravissime e inaccettabili manomissioni.
Tag: Legambiente

mercoledì 28 ottobre 2009

Ambientefestival, a Rimini parla l’ecologia


Fino al 2 novembre a Rimini si dibatte di ecologia e sviluppo sostenibile. Promossa dall’Assessorato alle Politiche ambientali ed energetiche del Comune di Rimini e da Rimini Fiera, Ambientefestival è un’iniziativa di divulgazione popolare che mira a diffondere una nuova e più profonda cultura dell’ambiente, incentrata sulla responsabilità diretta di cittadini, imprese, istituzioni e associazioni per uno sviluppo sostenibile ed eco-compatibile. Ambiente festival è quindi un’occasione di confronto e discussione su ciò che ci circonda e sui problemi che affliggono il nostro ecosistema, da quelli di più ampio respiro a quelli più locali e incentrati sui comportamenti dei singoli. In questa prima edizione si parla tra l’altro di politiche energetiche, di green economy, di gestione dei rifiuti, di edilizia sostenibile.
Il programma di Ambiente festival sarà articolato in tre percorsi ricchi di appuntamenti. Comprendo - che ospiterà convegni, incontri, dibattiti e talk show con esperti, scienziati e divulgatori, Sperimento - dedicato alle mostre e ai laboratori per i più giovani e per le scuole e Partecipo - che ospiterà proiezioni cinematografiche, spettacoli e momenti di intrattenimento.
Numerosi gli ospiti previsti, dal mondo politico, dalle imprese, dalle associazioni, dalle università, ma anche dal mondo del cinema, dello spettacolo, dell’arte e della divulgazione.
Ambiente festival è anche un‘occasione per scoprire i luoghi più interessanti della città e di viverli sotto una nuova prospettiva. A fare da cornice ai dodici giorni del Festival saranno infatti i luoghi più belli e suggestivi di Rimini, tra cui Piazza Cavour - con il Palazzo del Podestà e la Pescheria Vecchia, Piazza Malatesta - con il Castel Sismondo, Piazza Tre Martiri, la Darsena e il Parco Marecchia.
Maggiori informazioni sulle iniziative e sugli appuntamenti in programma sono disponibili sul sito web www.ambientefestival.it che offrirà anche aggiornamenti e focus sulle diverse iniziative durante giorni della manifestazione. Qui trovate la Facebook Fan Page ufficiale della manifestazione.
Via

Approvato il Ddl di ratifica sulla protezione degli animali compagnia

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 2 ottobre 2009 il Disegno di Legge di ratifica della Convenzione Europea sulla protezione degli animali da compagnia. Con questo atto normativo sono state introdotte importanti modifiche al Codice Penale.

Legambiente XVI rapporto ecosistema urbano: Verbania città più vivibile

Le città italiane diventano sempre più invivibili, e la qualità dell’ecosistema urbano peggiora in molte città, soprattutto al sud. Questo secondo i dati di Legambiente presentati nella XVI edizione di Ecosistema urbano di Legambiente, rapporto
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