lunedì 23 marzo 2015

Animali selvatici: Italia crocevia del traffico illegale, appello della Lav

Cresce in modo preoccupante il traffico internazionale di fauna selvatica, che si conferma una delle maggiori emergenze nazionali e internazionali: un business che si aggira tra gli 8 e i 10 miliardi di dollari, secondo i dati diffusi dall’ONU in occasione dell’edizione 2015 del World Wildlife Day celebrato il 3 marzo scorso. “La perdita di habitat e il commercio illegale, invece di diminuire risultano in grave crescita e minacciano la sopravvivenza di decine di specie: una realtà che ha precise responsabilità a livello politico, normativo e preventivo – afferma la LAV – L’Italia è un Paese cruciale per i trafficanti e dunque è indispensabile che proprio dal nostro Paese sia rilanciata, al più presto, una concreta politica finalizzata ad arginare questo business illegale, con misure straordinarie come l’introduzione del reato di traffico illecito di specie protette e nuove pene detentive.”

martedì 24 febbraio 2015

Spreco cibo: Wwf, impatto anche su clima e vale quanto Pil svizzero

Il  5 febbraio si è celebrata la seconda Giornata di prevenzione dello spreco alimentare in Italia, istituita nel 2013 dal Ministero dell'Ambiente non solo per recuperare lo spreco alimentare ma soprattutto per "prevenirlo". Lo spreco alimentare non è solo un problema di cibo ma anche di impatti sulla biodiversità e sul clima, un allarme che il WWF rilancia nell'anno che vedrà il Vertice mondiale di Parigi #COP21 come momento clou per gli impegni di riduzione delle emissioni di CO2 al livello globale. I dati resi noti nel rapporto "Food wastage footprint. Impacts on natural resources" realizzato dal Dipartimento di gestione ambientale e delle risorse naturali della FAO nel 2013, segnalano infatti che l'impronta di carbonio del cibo prodotto ma non mangiato e quindi sprecato ogni anno,

sabato 3 gennaio 2015

Sblocca Italia, Legambiente: 6 regioni contro via libera a trivellazioni

Le regioni, Sicilia e Basilicata in testa, sono sul piede di guerra dopo il via libera alle trivelle previsto dallo “Sblocca Italia”. Cresce l’opposizione delle Regioni e dei sindaci all’art. 38 del decreto Sblocca Italia che sceglie le trivelle per fare cassa a spese dell’ambiente, ipotecando lo sviluppo del turismo e della pesca sostenibile del Belpaese. Sono già 6 le Regioni che hanno deciso di impugnare di fronte alla Corte Costituzionale entro il 10 gennaio la legge 166/2014 di conversione del decreto 133/2014 Bidona Italia, grazie all’azione promossa congiuntamente dagli ambientalisti di FAI, Greenpeace, Legambiente, Marevivo e WWF: hanno già risposto positivamente Abruzzo, Campania, Lombardia, Marche, Puglia e Veneto.

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