martedì 24 febbraio 2015

Spreco cibo: Wwf, impatto anche su clima e vale quanto Pil svizzero

Il  5 febbraio si è celebrata la seconda Giornata di prevenzione dello spreco alimentare in Italia, istituita nel 2013 dal Ministero dell'Ambiente non solo per recuperare lo spreco alimentare ma soprattutto per "prevenirlo". Lo spreco alimentare non è solo un problema di cibo ma anche di impatti sulla biodiversità e sul clima, un allarme che il WWF rilancia nell'anno che vedrà il Vertice mondiale di Parigi #COP21 come momento clou per gli impegni di riduzione delle emissioni di CO2 al livello globale. I dati resi noti nel rapporto "Food wastage footprint. Impacts on natural resources" realizzato dal Dipartimento di gestione ambientale e delle risorse naturali della FAO nel 2013, segnalano infatti che l'impronta di carbonio del cibo prodotto ma non mangiato e quindi sprecato ogni anno, viene stimata in 3.3 miliardi di tonnellate di CO2, una cifra complessiva che inserisce questo sconcertante dato di emissioni di prodotti che non vengono neanche utilizzati, al terzo posto nella classifica dei maggiori emettitori di CO2 a livello mondiale dopo Cina e Stati Uniti.

sabato 3 gennaio 2015

Sblocca Italia, Legambiente: 6 regioni contro via libera a trivellazioni

Le regioni, Sicilia e Basilicata in testa, sono sul piede di guerra dopo il via libera alle trivelle previsto dallo “Sblocca Italia”. Cresce l’opposizione delle Regioni e dei sindaci all’art. 38 del decreto Sblocca Italia che sceglie le trivelle per fare cassa a spese dell’ambiente, ipotecando lo sviluppo del turismo e della pesca sostenibile del Belpaese. Sono già 6 le Regioni che hanno deciso di impugnare di fronte alla Corte Costituzionale entro il 10 gennaio la legge 166/2014 di conversione del decreto 133/2014 Bidona Italia, grazie all’azione promossa congiuntamente dagli ambientalisti di FAI, Greenpeace, Legambiente, Marevivo e WWF: hanno già risposto positivamente Abruzzo, Campania, Lombardia, Marche, Puglia e Veneto.

martedì 18 novembre 2014

Legambiente, Ecosistema Scuola: un edificio su 3 a rischio sicurezza

Più della metà delle scuole italiane è stato costruito prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica del 1974 e almeno una su tre necessita di interventi urgenti di manutenzione. Il 9,8% degli edifici si trova in aree a rischio idrogeologico, il 41,2% in aree a rischio sismico e l’8,4% a rischio vulcanico. È la fotografia scattata dalla quindicesima edizione di ‘Ecosistema Scuola’, l’indagine annuale di Legambiente, che raccoglie i dati relativi al 2013, sulle strutture e i servizi della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado di 94 capoluoghi di provincia. Partendo da questi dati, l’associazione chiede di “ripartire da quelle opere davvero utili per sbloccare l’Italia e darle un nuovo futuro. Tra queste opere ci sono anche gli edifici scolastici italiani, molti dei quali, più di 41mila, hanno bisogno di interventi di riqualificazione e messa in sicurezza”.

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