martedì 22 aprile 2014

Earth Day Network sospende rapporti di partnership con Sodastream

Per la Giornata della Terra, le organizzazioni impegnate per i diritti dei palestinesi celebrano la decisione dell'Earth Day Network di porre fine alla partnership con Sodastream, ditta israeliana il cui principale stabilimento di produzione si trova in una colonia israeliana costruita illegalmente nei Territori palestinesi occupati. All'inizio di aprile, Sodastream, che promuove le sue macchine per l'acqua gasata come un'alternativa ecologica alle bevande in bottiglia, ha lanciato una campagna - "Secret Continent" - per sensibilizzare il pubblico sull'isola di rifiuti di plastica nel Pacifico. 

Sulla stampa si riportava la notizia che la campagna era condotta insieme all'Earth Day Network, organizzazione che promuove ogni anno la Giornata della Terra e che lavora con più di 22.000 soci in 192 paesi, Italia compresa, per ampliare, diversificare e mobilitare il movimento ambientalista. In tutto il mondo, migliaia di persone hanno contattato l'Edn per opporsi alla partnership con Sodastream, denunciando la complicità della società con l'occupazione militare israeliana, compresa la distruzione che le colonie israeliane hanno causato all'ambiente palestinese. 

In risposta, il 20 aprile il logo di Edn è stato rimosso dal sito web della campagna Secret Continent e Sodastream non figura più nell'elenco degli sponsor sul sito dell'Edn. La campagna Stop Sodastream Italia plaude alla decisione dell'Edn di interrompere i rapporti con Sodastream e di sottrarsi da quello che era un chiaro esempio di greenwashing da parte di una società che viola i diritti dei palestinesi e contribuisce al mantenimento e al consolidamento di un sistema di ingiustizia ambientale e sociale. La campagna Secret Continent serviva più che altro a ripulire l'immagine della Sodastream e a promuovere i suoi prodotti, riducendo un importante problema ambientale ad un'iniziativa di marketing. 

In Italia, anche Legambiente e Wwf, che sono stati coinvolti in iniziative di promozione della Sodastream, una volta venuti a conoscenza della complicità dell'azienda riguardo alle violazioni dei diritti umani, hanno interrotto i rapporti con l'azienda, così come il Comune di Trieste. La rete delle ong ambientali palestinesi, Pengon - Amici della Terra Palestina, ha accolto con favore la decisione dell'Edn: "Siamo felici di vedere che l'Earth Day Network ha interrotto i rapporti con la Sodastream. L'occupazione israeliana e le colonie non sono ecologiche, al contrario, si basano sul saccheggio della nostra terra, e esauriscono e inquinano le nostre risorse idriche", è stato riferito. 

"Negli ultimi 40 anni, l'occupazione israeliana ha tagliato centinaia di migliaia di alberi per fare spazio alla colonizzazione. Facciamo appello a tutte le organizzazioni ambientaliste e agli attivisti ad impegnarsi con noi contro l'occupazione israeliana e la sua sistematica distruzione su larga scala della nostra terra", ha aggiunto la rete di ong. A seguito di una visita nei Territori palestinesi occupati, la presidente di Amici della Terra Internazionale Jagoda Munic ha condannato quello che ha definito le "forme meno visibili di occupazione", e cioè le discariche di rifiuti tossici, l'espropriazione e la deviazione di fonti di acqua dolce e lo sviluppo di industrie inquinanti vicino alle città palestinesi, definendo le politiche governative israeliane "davvero scioccanti". "La Palestina è un esempio del legame tra l'ingiustizia ambientale e quella sociale e politica", ha aggiunto.

"Ringraziamo l'Earth Day Network per aver annullato la sua cooperazione con Sodastream e siamo grati alle persone di tutto il mondo che continuano a mobilitarsi per assicurare che la verità su Sodastream non sia più un segreto", ha commentato invece Jamal Jumà, coordinatore di Stop the Wall, organizzazione palestinese. "Mentre il muro e le colonie illegali israeliane derubano i palestinesi della loro terra e delle risorse rinchiudendoli in enclavi economicamente e socialmente insostenibili, aziende come Sodastream garantiscono la redditività del sistema della colonie israeliane sfruttando i lavoratori palestinesi, che sono lasciati senza i diritti dei lavoratori e senza alcuna valida alternativa per guadagnarsi da vivere", ha spiegato. 

È la seconda volta quest'anno che la fabbrica nella colonia della Sodastream si trova al centro delle polemiche. Nel gennaio scorso, appelli all'Oxfam International invitavano l'ONG a rimuovere la star di Hollywood Scarlett Johansson dal suo ruolo di ambasciatrice globale dopo che era diventata Global Brand Ambassador per Sodastream. A seguito di una campagna internazionale, Johansson ha rassegnato le dimissioni dal suo ruolo con Oxfam. Accogliendo l'appello del 2005 da parte di più di 170 gruppi della società civile palestinese per campagne di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) contro Israele, attivisti di tutto il mondo si sono organizzati dietro lo slogan "l'occupazione non è verde" per convincere negozi e consumatori a boicottare Sodastream.

Dopo questo ennesimo tentativo fallito, sarà sempre più difficile per Sodastream trovare persone e organizzazioni disponibili a contribuire al greenwashing della sua complicità con l'occupazione israeliana. Stop Sodastream Italia invita i partner italiani dell'Earth Day Network e coloro che hanno a cuore l'ambiente e i diritti umani a vigilare e ad attivarsi per impedire che organizzazioni ambientaliste e enti locali intraprendano rapporti con aziende come Sodastream che traggono profitto dalla violazione della legalità internazionale e dei diritti umani.


Fonte: Pressenza

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